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Pittura

Ernesto Morales. LA FORMA E LE NUVOLE

Ernesto Morales
LA FORMA E LE NUVOLE
a cura di Chiara Canali

Con il patrocinio del Consolato Generale della Repubblica Argentina
in collaborazione con Area 35 Art Gallery, Milano

PARMA, Ospedale Vecchio
dal 14 aprile al 3 giugno 2018
Inaugurazione al pubblico Sabato 1 aprile 2017 ore 17.00

nell’ambito di
PARMA 360 Festival della creatività contemporanea

PARMA 360 Festival della creatività contemporanea riapre le porte di un vero e proprio gioiello cittadino: la crociera dell’Ospedale Vecchio in Oltretorrente, monumento dal riconosciuto valore storico.
All’ingresso dell’edificio, Il pittore argentino Ernesto Morales (Montevideo, 1974) con il progetto La Forma e le Nuvole riflette sulla natura ambivalente delle nuvole, elemento insieme celeste e terrestre, materiale e simbolico, metaforico e reale.
Emblema dell’impermanenza delle cose e dell’incessante divenire del tempo, le nuvole sono testimoni di una temporalità lenta, quasi immobile, dalla lunghissima durata. Ernesto Morales, senza essere un naturalista, parla di natura e di nuvole. Lavora per accumuli e sovrapposizioni di colate e al tempo stesso per sottrazioni e dispersioni di pennellate, in dialogo costante con i pittori del passato come Friedrich, Constable, Turner, Richter, Kiefer e con tutti gli altri disegnatori e contemplatori di nuvole e di cieli.

Scrive Chiara Canali, curatrice della mostra: “Come la forma delle nuvole è, all’esterno, irregolare e ineguale, così la forma della pittura di Morales sceglie come campo di ricerca il colore, il lato più irrazionale, indefinibile e instabile dell’opera d’arte, ma anche il più libero e aperto al cambiamento. La sua pittura rompe, attraversa, annulla ogni confine invadendo tutto ciò che incontra. Tramite l’uso delle colature, espande e potenzia la propria espressione per affrontare vaste e complesse superfici.
Come tra due nuvole cambia tutto: la forma, il colore, la consistenza, l’estensione, la densità, così due dipinti identici della stessa nuvola non esistono in quanto la loro forma è provvisoria, precaria, evanescente, emblema stesso della caducità, della volatilità, dell’incessante divenire.
La pittura è un incessante gioco metamorfico, di trasformazioni repentine, rapidi mutamenti di forma, dissoluzioni e ricomposizioni di masse sempre nuove e diverse.

Le nuvole, al tempo stesso, sembrano fatte apposta per sottrarsi a qualsiasi classificazione, a qualsiasi tentativo di imbrigliarle dentro schemi rigidi, categorie, tassonomie. Non si fa in tempo ad attribuire a una nuvola una forma, che questa presto muta in qualcosa di diverso, soggiace a processi metamorfici.
Nelle nuvole l’uomo può facilmente ritrovarsi, contemplare le proprie proiezioni e i propri fantasmi, scorgere un deposito archetipo di miti e credenze che egli stesso ha lasciato”.

Cenni biografici di Ernesto Morales
L’artista argentino Ernesto Morales nasce nel 1974 a Montevideo (Uruguay).
Dopo un intenso periodo formativo trascorso a Buenos Aires, nel 1999 ottiene il titolo di Professore di Pittura e nel 2005 e il Dottorato in Arti Visive presso l’Universidad de Bellas Artes. Dal 1999 al 2006 insegna Pittura e Storia dell’Arte Latino-Americana presso l’Universidad de Buenos Aires, e svolge l’incarico di Direttore dell’Academia de Bellas Artes de Buenos Aires.
Inizia la sua carriera artistica a Buenos Aires, dove ha vissuto fino al 2006 quando si trasferisce in Europa. Dopo un periodo iniziale a Parigi stabilisce il suo studio in Italia, prima a Roma, e dal 2011 a Torino.
Il suo percorso artistico internazionale l’ha portato a realizzare mostre in Musei, Gallerie e Ferie d’arte in Paesi diversi, tra i quali Stati Uniti, Italia, Francia, Germania, Spagna, Ungheria, Cina, Singapore, Malesia, Tailandia, Argentina, Brasile, Messico e Uruguay.
Tra il 2009 e il 2012 rappresenta istituzionalmente i Governi dell’Italia, dell’Argentina e dell’Uruguay con una serie d’importanti esposizioni personali realizzate in diversi Musei italiani e argentini. Dal 2013 realizza periodicamente delle mostre negli Stati Uniti e nel Sudest asiatico. Nel 2014 tiene un ciclo di importanti esposizioni a Singapore, a Bangkok e a Kuala Lumpur, e nel 2015 una grande esposizione personale a New York nelle sale del Consolato Generale della Repubblica Argentina.
Si editano differenti volumi monografici dedicati al suo lavoro tra i quali: “Il Tempo della Distanza” (Genova, 2010), “The invisible bridges” (Singapore, 2014), “Il giorno come la notte” (Torino, 2015), “Distance” (Milano, 2016), “Aurum” (Milano, 2017).

Parma 360 festival della creatività contemporanea

Per il terzo anno consecutivo PARMA 360 Festival della creatività contemporanea anima la primavera culturale parmigiana con un ricco programma di mostre, iniziative ed eventi che mostrano uno sguardo a 360° sul sistema della creatività contemporanea italiana e un focus sulla creatività emergente.
Dal 14 aprile al 3 giugno 2018, in diversi spazi istituzionali e privati della città, si svolgono mostre di pittura, fotografia, arte digitale, scultura alternate a concerti, performance e attività formative e laboratoriali che annoverano alcuni tra i nomi più rilevanti dell’arte contemporanea italiana, come Davide Coltro, Francesco Diluca, Franco Fontana, Giovanni Frangi, Pietro Geranzani, Carlo Mattioli, Ernesto Morales, Barbara Nati e Daniele Papuli.
Nella città che è stata designata Capitale italiana della Cultura per il 2020, il Festival PARMA 360 – uno dei 32 progetti del dossier di candidatura – ha il duplice obiettivo di recuperare la naturale vocazione culturale e artistica di Parma, facendone vivere in modo nuovo e sinergico gli spazi espositivi, e di sviluppare la comunità creativa del territorio attraverso l’arte, intesa come motore di crescita e trasformazione sociale.
Alla base della progettualità di PARMA 360, ci sono inoltre i concetti di rigenerazione urbana e di rifunzionalizzazione degli spazi cittadini per un coinvolgimento attivo della cittadinanza.
Il Festival, infatti, mette in rete e promuove contemporaneamente il patrimonio artistico già esistente in un vero e proprio museo diffuso sul territorio, valorizzando attraverso l’arte contemporanea chiese sconsacrate, palazzi storici e spazi di archeologia industriale non sempre conosciuti dagli abitanti della città, come il gioiello storico dell’Ospedale Vecchio, le ex Chiese di San Quirino e San Tiburzio e l’area industriale dell’ex SCEDEP.
L’iniziativa, che vede la direzione artistica e la curatela di Camilla Mineo e Chiara Canali, è organizzata dalle associazioni 360° Creativity Events ed Art Company, con il sostegno del Comune di Parma e di “Parma, io ci sto!” e un’ampia rete di partner pubblici e privati.

 

 

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