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Collettiva Digitale New Media

The Butterfly Effect al Trento Art Festival

THE BUTTERFLY EFFECT
Desiderio, Emilia Faro, Lia Pascaniuc
a cura di Chiara Canali

Art Company è lieta di partecipare a Trento Art Festival, in programma dal 24 al 28 febbraio 2021, con il progetto THE BUTTERFLY EFFECT, a cura di Chiara Canali, che riunisce le opere degli artisti Desiderio, Emilia Faro e Lia Pascaniuc.

Trento Art Festival è il primo Festival d’arte contemporanea in Italia nativo digitale.
La mostra sarà ospitata all’interno di uno spazio espositivo virtuale e sarà visibile dai siti www.trentoartfestival.it e www.kunstmatrix.com (fino al 15 marzo 2021).

Butterfly Effect è una locuzione comunemente usata per indicare l’estrema sensibilità alle condizioni iniziali evidenziata dai sistemi dinamici non lineari. Il fondatore di tale teoria è stato il matematico e meteorologo statunitense Edward Lorenz che nel 1963 elaborò un modello matematico dei movimenti dell’aria, in base a cui ricavò quel che è noto come “effetto farfalla”. In altri termini, infinitesime variazioni nelle condizioni iniziali producono variazioni grandi e crescenti nel comportamento successivo dei sistemi, come per esempio di quello atmosferico e climatico.
Ne abbiamo potuto vedere una dimostrazione in quest’ultimo periodo: i dati relativi alla pandemia Covid-19 hanno messo in evidenza questa concatenazione, che dimostra come tra gli esseri umani ci sia un legame impercettibile ma profondo.

La celebre frase “The Butterfly Effect”, secondo cui il minimo battito d’ali di una farfalla sia in grado di provocare un uragano dall’altra parte del mondo”, è quindi fonte di ispirazione per la ideazione di questo progetto curatoriale.
L’idea è che piccole variazioni nelle condizioni iniziali producano grandi variazioni nel comportamento a lungo termine di un sistema, da quello climatico a quello dei comportamenti umani.

Per questo motivo gli artisti coinvolti presentano delle opere nelle quali l’iconografia della farfalla non è solo il pretesto per un racconto visivo di grande bellezza, ma è un’occasione per riflettere sui temi della leggerezza e della fragilità della vita umana e naturale, e sulla conseguente necessità per l’uomo e per gli esseri della natura di un respiro vitale che restituisca loro la libertà e la speranza di progettare il futuro dell’umanità e della natura.
Attraverso l’utilizzo sia dei linguaggi più tradizionali come la pittura e la scultura, che di quelli più tecnologici e attuali, come l’ologramma, gli artisti creano opere fragili e delicate come una farfalla, ma che attraverso il battito delle loro ali sono in grado di generare sensazioni, emozioni e riflessioni sia estetiche che mentali.

La visual artist Lia Pascaniuc esprime, attraverso la sua opera-ologramma “Breath” (2020), la contingente necessità di aria e leggerezza, rappresentata dall’impalpabile battito d’ali delle farfalle. L’artista lo ha catturato e riprodotto in eterno grazie al supporto tecnologico ologrammatico. Un respiro lento e profondo. Un respiro che rigenera il corpo e lo spirito. Leggero, ma vitale, come l’anima, in greco: la psyche.
“Breath” è nato durante il primo lockdown. È frutto delle sensazioni e delle percezioni che la visual artist ha vissuto durante quei lunghi mesi e che hanno influenzato il suo modo di vedere e sentire la mancanza di libertà e di aria.

 

“Pink Flower” di Emilia Faro sono delle sculture, in resina e sabbia vulcanica, che rappresentano piante e fiori della macchia mediterranea. Il progetto è la sintesi di un percorso artistico volto a cristallizzare la poesia e la bellezza della natura, sottraendola alla decadenza inflitta dal ciclo del tempo.
Un giardino mediterraneo plasmato dall’artista, in una combinazione di sculture, alcune delle quali ispirate dalla tecnica della coltivazione idroponica, insieme ad una serie di acquarelli e disegni di innesti su alberi da frutto, cui fanno sfondo tavole botaniche ottocentesche. I colori predominanti hanno tonalità e sfumature d’indaco e rosa, colori simbolo di “forza creativa, fertilità e rinascita”.

L’intreccio di bellezza e fragilità è il vero caposaldo della tensione che guida il linguaggio pittorico e filmico dell’artista Desiderio, come desiderio ideale verso una forma di edonismo che gli consenta di conoscere e indagare a fondo l’umanità mediante la perfezione di uno strumento visivo e pittorico che risulta bello e affascinante ma comunque insufficiente, e dunque fragile.

 

Biografie

Desiderio
Desiderio è nato nel 1978 a Milano. Vive e lavora in provincia di Terni.
Vincitore del Premio Italian Factory 2008 e finalista in diversi premi tra cui Premio Cairo 2012, SESIFF The 3rd Seoul International Extreme-Short Image & Film Festival (KOREA), AZYL film festival One World One Minute (Slovakia, Czech Republic, Hungary) e altri.
Per molti anni viaggia tra l’Italia e Cuba e partecipa alla 54° Biennale di Venezia (2011) nel Padiglione Cuba e due edizioni della Biennale dell’Avana (2012; 2015) e alla 4° Bienal del Fin del Mundo a Valparaiso (Cile) nel 2015. Ha realizzato mostre personali e collettive in Italia e all’estero (Berlino, Hubei Museum Cina, Hitabashi Art Museum, Tokyo, ecc) e nel 2009 ha partecipato alla mostra collettiva Apocalipse Wow! presso il Macro Future di Roma. Il suo lavoro interdisciplinare si contamina di molteplici linguaggi, l’interazione performativa e un particolare interesse per il video e la regia, tanto che è stato definito “un regista che dipinge”. Nel 2017 chiude il ciclo Beauty Hazard prima al Museo CAOS (Terni) e lo stesso anno alla Fabbrica del Vapore di Milano con Nirvana. Nel 2019 realizza Malebolge all’interno dell’ex chiesa San Michele Arcangelo ad Amelia, progetto dedicato all’Inferno della Divina Commedia di Dante Alighieri che anticipa il 700°anniversario della sua morte (1321 – 2021).

Emilia Faro
Emilia Faro (Catania, 1976) vive e lavora a Torino.
Dopo una laurea in farmacia studia storia dell’arte al Louvre di Parigi dove inizia a frequentare scuole d’arte e studi d’artista. Partecipa a diversi workshop e residenze in giro per il mondo, un percorso formativo che ha educato e liberato il suo segno, in continua evoluzione, prima sotto forma dell’acquerello, poi dell’installazione, del video e della scultura. Nel suo percorso artistico confluiscono tracce di vissuto in merito a salvezza e libertà personale e riflessioni più generali sulla condizione dell’uomo contemporaneo e sul suo rapporto con l’ambiente, la Natura e l’Eterno Ritorno che la governa.

Lia Pascaniuc
Lia Pascaniuc, rumena di origini e torinese di adozione, è una visual artist che utilizza diversi linguaggi contemporanei per indagare tematiche ed emergenze dell’odierna società. Dal 2009 affronta con la sua arte (coadiuvata nelle sue ricerche da professionisti sul tema) il fenomeno del clima e di conseguenza la trasformazione dei paesaggi. Tra le più importanti partecipazioni sono da menzionare: nel 2022 è prevista la partecipazione alla 59 Biennale di Venezia all’interno del European Culture Center, nel 2021 è prevista esposizione galleria ArtEmy-Alassio, nel 2020 con progetto Però a Rovereto, Trento alla Fondazione Campana dei Caduti,  2018-2019 Museo della Shoa – Milano, Vita Liquida – Xerjoff Gallery Torino, Global warming a Casa Olimpia-Sestriere; All’archivio italiano dell’autoritratto fotografico – Senigallia;  Galleria Weber & Weber – Torino; con La complessità dei paesaggi – China Photojournalism (Shandong); Global warming – Parma; nel 2017: La solitudine dell’autoscatto al Palazzo Guidobono-Tortona; nel 2016: Vita Liquida-Acquario Civico di Milano; Istanbul ArtFAir con Galleria Barbara Paci – De Rerum Natura “Infra Terram” a Pietrasanta, al Festival della Scienza, con Galleria AmyD-Genova; nel 2015 : 11° ArtVerona Fair e Liquid Landscape-Galleria RezArte, Circuito Off Fotografia Europea.

Art Company
Art Company, associazione culturale nata a Milano nel 2007, si occupa della ideazione, realizzazione e organizzazione di eventi artistici ed espositivi sul territorio nazionale e internazionale.
Obiettivi sono la promozione e lo sviluppo di iniziative culturali attraverso la valorizzazione del lavoro di artisti contemporanei: dall’organizzazione di mostre personali e collettive, alla creazione di eventi e progetti speciali loro dedicati, alla pubblicazione di monografie, cataloghi, libri d’arte.
A partire dai linguaggi tradizionali – dalla pittura alla scultura – Art Company si è direzionata ai nuovi media e alle nuove tecniche dell’arte, con particolare enfasi sulla Fotografia, sui New Media e sulle nuove Tecnologie Digitali. Focus principale è quello di coinvolgere e sensibilizzare il pubblico con una riflessione sfaccettata sulle problematiche e le “emergenze” della nostra realtà contemporanea attraverso la multimedialità e la multidisciplinarità dei linguaggi dell’arte contemporanea.
www.artcompanyitalia.com

 
THE BUTTERFLY EFFECT
Desiderio, Emilia Faro, Lia Pascaniuc
a cura di Chiara Canali

TRENTO ART FESTIVAL
24 | 28 febbraio 2021

On view on:
www.trentoartfestival.it
www.kunstmatrix.com

Info:
Art Company
www.artcompanyitalia.com
artcompanyitalia@gmail.com

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Collettiva

THE ART OF FOOD VALLEY

THE ART OF FOOD VALLEY
A cura di Chiara Canali

In collaborazione con RezArte Contemporanea

PARMA, Palazzo Pigorini
dal 2 aprile al 15 maggio 2016

Arte contemporanea e cibo sono i protagonisti della mostra The Art of Food Valley, a cura di Chiara Canali, tour attraverso le forme, i sapori e i colori del distretto territoriale della Food Valley emiliana.

La mostra, già presentata alla Galleria RezArte in occasione di EXPO 2015, è organizzata nell’ambito delle iniziative di PARMA 360 Festival della creatività contemporanea, manifestazione culturale dedicata alla creatività contemporanea italiana in programma a Parma dal 2 aprile al 15 maggio. 

Il percorso, allestito nelle sale affrescate di Palazzo Pigorini di Parma, si prospetta allo spettatore come una piattaforma di intersezione tra gli artisti e i prodotti tipici della Food Valley, in omaggio a Parma recentemente eletta dall’Unesco “Città Creativa per la Gastronomia”. 

IL DISTRETTO DELLA FOOD VALLEY
Quando parliamo di Food Valley alludiamo a un distretto territoriale e produttivo, cioè a un ambito geografico dai confini incerti in cui si esercita un’economia basata sul cibo e sul suo indotto. L’Emilia Romagna in particolare è considerata in tutto il mondo una delle regioni più ricche di prodotti tipici, tanto da guadagnarsi l’appellativo di Food Valley: un vero e proprio distretto territoriale dalla forte pregnanza enogastronomica, culturale ed artistica.
Partendo dalla premessa, sostenuta anche dalla Carta di Milano, che il cibo abbia un forte valore sociale e culturale, The Art of Food Valley si propone come un progetto di valorizzazione culturale di un territorio in cui le eccellenze enogastronomiche sono riconosciute in tutto il mondo: dal Prosciutto crudo al Parmigiano Reggiano, dall’Aceto balsamico al Fungo porcino. 

LA MOSTRA
Un forte legame unisce il cibo alle arti figurative e coniuga la tradizione enogastronomica con la cultura artistica italiana e internazionale. Il cibo e i prodotti alimentari hanno da sempre ispirato gli artisti nel creare immagini che esprimono la ricchezza della terra e dei riti alimentari e l’inevitabilità della vita che passa.
L’arte contemporanea, così come il cibo, attraverso i suoi linguaggi più innovativi e sperimentali, diventa veicolo per comunicare al pubblico simboli e messaggi nascosti del cibo e degli alimenti, offrendoli ai sensi dello spettatore come in un moderno rito pagano.
Ventiquattro artisti riflettono su venti prodotti tipici DOP e IGP compresi nel territorio della Food Valley, attraverso metodi, strumenti e linguaggi artistici che ne portano alla luce significati e valori legati alla sfera dell’estetica, del gusto, della cultura.
Gli artisti coinvolti nel progetto The Art of Food Valley, già riconosciuti a livello nazionale e internazionale, utilizzano tutte le forme e le tecniche espressive, dalla pittura alla scultura, dall’installazione alla fotografia, innescando nuovi meccanismi di riflessione a partire dalle opere presentate.
Nelle opere in mostra è evidente la riproposizione di immagini conosciute e già stereotipate dei prodotti della Food Valley o la rielaborazione dell’idea dell’alimento attraverso forme retoriche consolidate nella storia della pubblicità, con una tendenza all’accentuazione della carica ironica o dissacrante. Altre volte, invece, prevalgono letture e visioni più originali, identitarie, che mettono in luce processi di umanizzazione dell’oggetto-cibo o meccanismi di condensazione onirica che contribuiscono alla reinvenzione di un prodotto e della sua storia.
Dai prodotti più comuni e diffusi in aree geografiche anche lontane, le cui simbologie sono note e tramandate dalla tradizione – la pasta, le uova e le mele – ai prodotti di derivazione più recenti e legati allo specifico distretto territoriale di appartenenza della Food Valley – il prosciutto crudo e i salumi, il parmigiano-reggiano, l’aceto balsamico, il tortellino – tante sono le costruzioni simboliche, i miti e i riti che si condensano attorno al cibo e altrettante le codificazioni che gli artisti ne restituiscono.

SELF SERVICE ART
Il distributore automatico di arte contemporanea.
Un progetto di Antonella Mazzoni
In occasione della mostra The Art of Food Valley l’artista Antonella Mazzoni ha ideato il progetto SELF SERVICE ART, un distributore automatico di opere d’arte contemporanea. L’idea di Antonella Mazzoni di predisporre un distributore automatico per l’arte contemporanea, a cui partecipano tutti gli artisti di The Art of Food Valley, permette a ciascun fruitore un rapporto diretto e accessibile con l’opera d’arte, semplificandone il contatto e l’acquisto.

GLI ARTISTI
Annalù, Corrado Bonomi, Carlo Cane, Paolo Ceribelli, Vanni Cuoghi, Alberto De Braud, Francesco De Molfetta, Desiderio, Claudio Destito, Matilde Domestico, Stefano Fioresi, Andrea Francolino, Loredana Galante, Giovanni Gaggia, Michelangelo Galliani, Mr. Savethewall, Ester Grossi, Savina Lombardo, Antonella Mazzoni, Simone Racheli, Enrico Robusti, Silvano Scolari, Laura Simone, Lufer.

I PRODOTTI
Parmigiano-Reggiano DOP, Prosciutto crudo di Parma DOP, Aceto balsamico tradizionale di Modena e di Reggio Emilia DOP, Olio di oliva extravergine di Brisighella DOP, Culatello di Zibello DOP, Salame di Felino DOP, Salumi Piacentini DOP, Vino Gutturnio DOP, Mortadella di Bologna IGP, Zampone e cotechino di Modena IGP, Fungo di Borgotaro IGP e Tartufo di Fragno IGP, Mirtillo nero dell’Appenino Modenese IGP, Pera dell’Emilia-Romagna IGP, Pesca e nettarina di Romagna IGP, Amarene brusche di Modena IGP, Ciliegia di Vignola IGP – in via di riconoscimento, Spongata reggiana IGP – in via di riconoscimento, Tortellino di Bologna IGP – in via di riconoscimento, Pomodoro da industria, Pasta.

SELFIE #EXPRESS YOUR FOOD IDENTITY – 3.0
All’interno della mostra verrà anche presentato il progetto Selfie #Express your Food Identity, a cura di Elena Fava, un workshop fotografico nato nell’ambito della programmazione didattica del Master COMET-Cultura. Organizzazione e Marketing dell’Enogastronomia Territoriale dell’Università degli Studi di Parma.
Le food identities trasmesse mediante lo shooting dell’edizione 3.0 sono quelle dei giovani corsisti dei team 2015 e 2016 del Master COMET. Il progetto si focalizza sul fenomeno del selfbranding. Infatti, i corsisti guidati dal noto fotoreporter Edoardo Fornaciari, sono stimolati a raccontare la propria identità attraverso la scoperta della cultura gastronomica e la progettazione del proprio ritratto.

Parma 360 festival della creatività contemporanea
Parma 360 Festival della creatività contemporanea è un evento culturale senza precedenti per Parma, uno sguardo a 360° sul sistema della creatività contemporanea italiana e un focus sulla creatività emergente.
Dal 2 aprile al 15 maggio, in diversi spazi della città di Parma, sono attesi 45 giorni di mostre, installazioni, fotografia, architettura e design, video arte, realtà virtuale, food design, musica: l’Arte come motore di crescita e trasformazione sociale.
L’iniziativa è organizzata dalle associazioni 360° Creativity Events, Art Company, Kontainer, con il contributo del Comune di Parma, la direzione artistica di Camilla Mineo, Chiara Canali, Simona Manfredi, Federica Bianconi e un’ampia rete di partner pubblici e privati.
L’obiettivo della manifestazione, alla sua prima edizione, è quello di recuperare la naturale vocazione culturale e artistica della città, facendo vivere in modo nuovo e sinergico gli spazi espositivi, valorizzando la comunità creativa sul territorio e coinvolgendo in maniera attiva la cittadinanza. 

THE ART OF FOOD VALLEY
a cura di Chiara Canali
in collaborazione con RezArte Contemporanea
 
PARMA, Palazzo Pigorini
Strada Repubblica 29/A
 
Inaugurazione:
Sabato 2 aprile dalle 17 alle 24
 
Orari:
lunedì ore 10-13
mercoledì e venerdì 10-13/16 – 19-30
sabato e domenica  11-20
martedì e giovedì chiuso

Aperture straordinarie:
9 aprile fino alle ore 24
25 aprile fino alle ore 24

Info:
http://artoffoodvalley.com

Ebook The Art of Food Valley

 

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Collettiva New Media

Arteractive. ARTE, INTERATTIVITA’ E RETI SOCIALI

ARTERACTIVE
ARTE, INTERATTIVITA’ E RETI SOCIALI
a cura di Chiara Canali

ARTISTI
Alessandro Brighetti, Mirko Canesi, Umberto Ciceri, Davide Coltro, Giuliana Cunéaz, Nicola Evangelisti, Daniele Girardi, Glaser/Kunz, Vincenzo Marsiglia, Gabriele Pesci, Gianfranco Pulitano
SPECIAL GUEST
Salvatore Iaconesi e Oriana Persico

PARKISSIMA52
Parcheggio del Residence Cristina 52, Torino
accesso da Via Principe Tommaso angolo Via Oddino Morgari

Da mercoledì 2 novembre a domenica 6 novembre 2011

Dopo la partecipazione all’ e-festival, Festival della Rete, e Social Media Week, organizzato in Italia da Augmendy, l’Associazione Culturale Art Company presenta il progetto ARTERACTIVE: ARTE, INTERATTIVITA’ E RETI SOCIALI che riunisce un gruppo artisti italiani e internazionali che da anni lavorano con le nuove tecnologie digitali ed elettroniche in rapporto con la fruizione del pubblico.

La parola ARTERACTIVE nasce dalla fusione delle due parole inglesi “Art” e “Interactive” oppure dal capovolgimento dell’accezione “Interactive Art”, contenendo in questo modo l’aggettivo “Active” a sottolineare una nuova concezione di Arte interattiva, proattiva e partecipativa.

ARTERACTIVE è una mostra che intende indagare le ricerche e i potenziali sviluppi di un’arte e di un’iconografia che innesti una risposta e un’interazione diretta da parte del fruitore, con ricadute sul piano estetico e sociale. In questo contesto l’insieme dei trattamenti metaforici e tecnici del virtuale converge su un punto: quello della definizione di contenuti e problematiche che attivino una riflessione innovativa sul senso ultimo del fare arte in relazione con i nuovi canali dei “social media”, della rete e delle tecnologie virtuali.

Secondo il pensiero di Marshall McLuhan e del suo allievo Derrick de Kerckhove, interattività, tattilità e tridimensionalità sono le caratteristiche intrinseche dell’immagine video e digitale nella sua relazione con il pubblico. L’interazione, lo scambio, il feedback concreto, visivo ed emotivo, dovrebbe quindi diventare per l’arte un nuovo meccanismo di indagine e di ricerca.

Nel percorso espositivo si affiancano artisti giovani e artisti già affermati sulla scena artistica italiana che attivano emozioni e percezioni del fruitore, indagando il labile confine tra arte, tecnologia e socialità. Le loro installazioni possono essere sia frontali e dirette allo spettatore, sia interattive, mescolando la logica e il linguaggio della tecnologia con forme sperimentali e sorprendenti. I loro lavori utilizzano strumenti audio e video e piattaforme digitali, per esplorare il rapporto tra uomo e macchina e i limiti della percezione umana.

Gli artisti di ARTERACTIVE lavorano sulla tecnologia ma in stretto legame con una riflessione sui contenuti etici del fare arte. In questo contesto l’insieme dei trattamenti metaforici e tecnici del virtuale converge su un punto: quello della definizione di contenuti e problematiche di significato esistenziale e antropologico che attivino una riflessione sul senso della vita e dell’uomo nella società, nella comunità, nella città, nella natura.

Il progetto è organizzato dall’Associazione Culturale Art Company, associazione attenta alla promozione dei nuovi media e delle nuove tecnologie digitali, in collaborazione con Paratissima 2011.

Scarica catalogo ARTERACTIVE

ARTERACTIVE
ARTE, INTERATTIVITA’ E RETI SOCIALI
a cura di Chiara Canali

ARTISTI
Alessandro Brighetti, Mirko Canesi, Umberto Ciceri, Davide Coltro, Giuliana Cunéaz, Nicola Evangelisti, Daniele Girardi, Glaser/Kunz, Vincenzo Marsiglia, Gabriele Pesci, Gianfranco Pulitano

SPECIAL GUEST
Salvatore Iaconesi e Oriana Persico

Preview: mercoledì 2 novembre 2011 dalle 19.00 alle 23.00
Inaugurazione: giovedì 3 novembre 2011 dalle h. 18.00 alle 24.00
Venerdì 4 e sabato 5 novembre 2011, dalle 11.00 alle 24.00
Domenica 6 novembre 2011 dalle 11.00 alle 20.00

PARKISSIMA52
Parcheggio del Residence Cristina 52, Torino
accesso da Via Principe Tommaso angolo Via Oddino Morgari

Nel circuito di:
e-festival, Festival della Rete e Social Media Week
Paratissima

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Collettiva Performance Pittura

THE WHITE CELLAR

The White Cellar
A cura di Chiara Canali

Artisti
PAOLO CERIBELLI – DANIELE D’ACQUISTO – MATILDE DOMESTICO – EMILIA FARO – MICHELANGELO GALLIANI – GLASER/KUNZ – FRANCO LOSVIZZERO – ELENA MONZO – PAOLA RISOLI – CARLO STEINER

Dal 3 novembre al 7 novembre 2010

EX PALAZZO FIAT
Corso Marconi 10, Torino

Nella suggestiva cornice dell’Ex Palazzo Fiat di Torino, all’interno del circuito Paratissima e in contemporanea alla fiera d’arte Artissima17, una mostra che indaga il tema del bianco con installazioni site-specific e un ricco programma di performance.

« …in gallese per me le cellar doors sono straordinariamente frequenti e muovono alla più alta dimensione….» (J.R.R. Tolkien)

Il titolo della mostra THE WHITE CELLAR è preso in prestito dalla celebre frase “cellar door” (la porta della cantina) citata nel film fantastico Donnie Darko (2001) di Richard Kelly dove si ritiene sia una apertura verso una nuova percezione della realtà.

Come “cellar door” è la porta che muove “alla più alta dimensione” così THE WHITE CELLAR allude al bianco quale cellula germinale di una dimensione parallela dell’universo da cui prendono le mosse i mondi visionari degli artisti.

THE WHITE CELLAR simboleggia un seminterrato bianco, uno scantinato o un luogo appartato (spazio caratteristico di produzione artistica), che accoglie le visioni nivee, algide e incontaminate, di dieci artisti tra i più interessanti sulla scena artistica italiana.

Il bianco è un colore ad alta luminosità ma senza tinta che racchiude tutti i colori dello spettro solare. Nell’arte contemporanea il bianco è utilizzato sia come colore di riempimento che come supporto per le forme d’arte. Il bianco diventa in questo modo una sfida oltre l’immaterialità dell’aria e dello spazio. Opere pittoriche, disegni su carta, collage, assemblaggi, sculture, fotografie e installazioni creeranno un ambiente asettico, bianco e candido come la neve, mettendo in risalto la mente utopista e il mondo interiore che si nasconde dietro qualsiasi interpretazione del reale.

Scegliere il bianco significa allora individuare il colore rappresentativo di un universo altro, separato, puro. La mostra THE WHITE CELLAR intende riunire le ricerche di artisti che lavorano con il colore bianco utilizzando tecniche, supporti e materiali differenti. A ciascun artista sarà affidato uno spazio nelle sale dello storico e memorabile Ex Palazzo Fiat, in modo da creare un percorso costituito da tante piccole “personali”. Dalla piccola stanza in cartapesta di Paola Risoli ai festoni acromatici realizzati con i fogli di giornale di Carlo Steiner, dalle sfere composte di piattini in porcellana di Matilde Domestico all’installazione di una moltitudine di rane in terracotta di Emilia Faro, dalle sculture in marmo bianco di Carrara di Michelangelo Galliani a quelle meccanico-luminose di Franco Losvizzero, dalle statue cinematografiche di Glaser/Kunz al circo bianco, animato, di Elena Monzo, per arrivare ai bassorilievi oggettuali di soldatini di Paolo Ceribelli e alle sequenze simmetriche di icone della serie Desert di Daniele D’Acquisto.

Scarica catalogo TheWhiteCellar

The White Performance
A cura di Chiara Canali

3-7 novembre 2010
Tutte le notti dalle 20.00 alle 24.00

Performance
3 novembre: LOREDANA GALANTE
4 novembre: MIRIAM SECCO
5 novembre: ISOBEL BLANK
6 novembre: GIOVANNI GAGGIA
7 novembre: FRANCO LOSVIZZERO

Rassegna collaterale alla mostra, The White Performance presenterà le azioni performative di cinque giovani artisti (Isobel Blank, Giovanni Gaggia, Loredana Galante, Franco Losvizzero e Miriam Secco) accomunate da un’atmosfera bianca e opalescente. Ogni drammatizzazione sarà caratterizzata dalla necessità di convogliare lo spettatore all’interno di un rito purificatore per liberarlo dalle pulsioni e dagli istinti che lo intrappolano nelle convenzioni del vivere e ridonargli il candore di una purezza ancestrale.

La performer e videoartista toscana Isobel Blank mostra un’azione molto vicina al teatro danza, in cui appare seduta a un tavolo apparecchiato, vestita di bianco con un abito che ingloba sia il tavolo che la sedia su cui siede. Il titolo Day Off, fa riferimento al “giorno libero” dal giorno, al riscatto dall’invischiamento dalle occupazioni quotidiane per arrivare a una forma di disvelamento del sé.

In Sanguinis Suavitas Giovanni Gaggia, vestito di bianco, offre all’astante un calice di vino rosso per brindare con lui in un clima di gioia e rigenerazione, dopo avergli lavato le mani e fatto indossare una tunica bianca, secondo i segni di purificazione e rinascita che ricordano il rito del battesimo.

Nell’azione di Loredana Galante, intitolata Letto di latte, è inscenata una palingenesi mediante la regressione alla condizione dell’infanzia, caratterizzata dalla presenza del latte. Nell’immaginario collettivo, il latte è l’alimento della rinascita, della vita spirituale, dell’assenza di impurità che, per metafora, sembra riportare l’uomo ad uno stato di primordiale, provvidenziale, salvifica naturalità.

Franco Losvizzero riporta in scena Un Coniglio alla mia tavola, dove una donna nuda, tinta di bianco con testa di coniglio in peluche, si aggira spaesata negli spazi contemporanei alla ricerca di bellezza.

La performance di Miriam Secco Parcae, ospita tre donne celate dalla maschera del Pesce-Ichthys, elemento centrale nella poetica dell’artista, che costituisce un transfert dal valore simbolico, una proiezione esternata della necessità di scoprire il senso dell’esistenza.

The White Cellar
A cura di Chiara Canali
Ex Palazzo Fiat
Corso Marconi 10, Torino

Per info e immagini
Art Company: artcompanyitalia@gmail.com
Ufficio stampa: apolloedioniso@gmail.com

Catalogo The White Cellar

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Collettiva

L’OTTAVO CLIMA

L’ OTTAVO CLIMA
A cura Chiara Canali

Artisti
Valerio Berruti, Carloni e Franceschetti, Davide Coltro, Barbara Giorgis, Daniele Girardi, Cristiano Tassinari, Lamberto Teotino

La Torneria, Via Tortona 32, Milano
Inaugurazione lunedì 31 marzo 2008, ore 18-24
Dal 1 al 6 Aprile 2008

Gli artisti de L’Ottavo Clima attraverso l’utilizzo di differenti media contemporanei, dalla pittura alla rielaborazione digitale, dalla scultura all’installazione, dalla fotografia al video, realizzano opere d’arte espressione di bellezza e portatrici di senso.

L’Ottavo clima (titolo preso a prestito da Henry Corbin) è il clima dell’anima, il luogo della conoscenza immaginale, il mundus imaginalis, che non va confuso con l’immaginario.
Mentre il mondo dell’estensione percettibile ai sensi, ci dice Corbin, comprende sette climi, esiste un altro mondo che forma l’Ottavo Clima, il clima dell’anima. Questa Terra è il luogo dei racconti visionari degli artisti.
Da questa intuizione di Corbin ne consegue un pensiero immaginale, analogico, che è quello sviluppato da un gruppo di artisti che non rispondono solo alle strategie intellettuali e ai programmi della mente, ma elaborano forme che investono la sfera spirituale.
Per questa forma d’arte, ogni immagine può divenire metaforica, simbolica. Quest’arte immaginale non si affida tanto alle elaborazioni intellettuali e agli espedienti fisici e sensibili, quanto alle intuizioni e al sentire.

Le ricerche dei sette artisti in mostra sono metafora di una scala a sette gradini che permette di congiungere il mondo sensibile a quell’intermondo immaginale che è L’Ottavo Clima.
I sette artisti in mostra hanno sviluppato, in modo diverso, una propria esperienza evocativa e visionaria che li contraddistingue all’interno dell’indifferenziato panorama artistico italiano.

Dai mirabili paesaggi di Davide Coltro in cui il “colore medio” è luce che non esiste in natura, ma diventa pura astrazione, colore simbolico che caratterizza cieli misteriosi e luoghi insondabili; alla Superficie interiore di Daniele Girardi in cui la figura dell’Albero, rappresentato attraverso la sequenza delle metamorfosi cromatiche simboleggia l’“Albero benedetto” o al contrario l’“Albero maledetto” incarnando il ruolo attivo svolto dall’Immaginazione.
Dalla teofania delle superfici specchianti di Valerio Berruti che diventano confine tra le sagome reali, materiali e temporali, e le ombre “in sospeso” delle anime umane, eterne e impalpabili; alle soglie dimensionali di Lamberto Teotino che, nella costruzione di atmosfere algide e nivee, prelude a una realtà altra, legata alle forme dell’intelligibile.

Dai “corpi sottili” di pura luce di Barbara Giorgis tramite cui “si corporizzano gli spiriti e si spiritualizzano i corpi” di angeliche sembianze femminili; alla rappresentazione in Cristiano Tassinari di due differenti modi di designare la massa corporea, come corpo animato, organico e accidentale e come corpo spirituale, essenziale e imperituro.

Per arrivare, infine, alle vedute, o piuttosto “visioni”, di Carloni e Franceschetti in cui il carattere di evanescenza e “deiscenza” delle figure rende testimonianza allegorica di una veduta interna, che rilegge e re-interpreta il passato e il mito in chiave intima e spirituale.

La mostra partecipa a (con)Temporary Art / via Tortona e dintorni, il circuito di arte contemporanea in 28 location e gallerie del quartiere più creativo di Milano. E’ un progetto artistico-curatoriale che apre uno squarcio sulla giovane arte contemporanea con opere appositamente realizzate o eseguite negli ultimi 5 anni. La prima edizione di (con)Temporary Art intitolata Aspettando MiArt è prevista nella settimana dal 31 marzo al 6 aprile ed è presente con un proprio spazio a MiArt 2008.
Per informazioni: Tel. 02 42250148, http://www.con-temporaryart.it

L’OTTAVO CLIMA è organizzata e prodotta da arsprima associazione per le arti contemporanee, Milano.
arsprima promuove la diffusione delle arti contemporanee prediligendo nuovi contesti rispetto ai circuiti consueti, sostenendo giovani esponenti di arti figurative che nel proprio lavoro coniugano la tradizione e l’innovazione, che propongono nuovi linguaggi e inedite visioni della realtà, senza rinunciare all’armonia e alla bellezza dell’arte classica. arsprima ha già al suo attivo diverse mostre ed incontri in tutta Italia in spazi pubblici e privati , come “Overview” a Valmadrera (LC) e “Digitale Purpurea” a Palazzo Ducale, Genova.

 

L’OTTAVO CLIMA
a cura di Chiara Canali
Sede: La Torneria, Via Tortona 32, Milano
Inaugurazione: lunedì 31 marzo 2008, ore 18-24
Date: dal 1 aprile al 6 aprile 2008
Orari: tutti i giorni dalle 11.00 – alle 21.00. Ingresso libero
Organizzazione: arsprima, associazione per le arti contemporanee, Milano www.arspima.it
Con il patrocinio di:
Comune di Milano
In collaborazione con:
(con)TemporaryArt e Associazione culturale Art Company

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