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New Media Street Art

Street ARt Corner. La nuova rubrica online dedicata a Street Art e Realtà Aumentata

In questi mesi di pandemia e di blocco dei tour cittadini del percorso MAUA (Museo di Arte Urbana Aumentata) abbiamo ideato una nuova rubrica live intitolata #StreetARtcorner che si tiene tutti i giovedì dalle 19.00 alle 20.00 in streaming sulla pagina FB di MAUA – Museo di Arte Urbana Aumentata.

Questi incontri, a cadenza settimanale, sono nati per raccontare storie, aneddoti e avventure dalla nascita del @maua.museum Museo di Arte Urbana Aumentata ad oggi…
Tutto raccontato da 3 voci e 3 punti di vista differenti ma complementari: Elena Ferrara giornalista di BePart, Chiara Canali storica dell’arte, curatrice indipendente e ideatrice di Art Company Italia, Claudia De Giorgis, curatrice e fondatrice del progetto Street Art Tourino.

Inoltre, di volta in volta, saranno invitati i protagonisti del MAUA, gli Street Artist che hanno realizzato i muri presenti nel percorso e i creativi che hanno ideato i contenuti di realtà aumentata.

Questo il calendario delle dirette:

  • 26 novembre 2020: PUNTATA ZERO. I volti, le voci e le gambe di MAUA
  • 10 dicembre 2020: PUNTATA #1. Tra effimero e non, con Roberto Mastroianni, filosofo, curatore e critico d’arte
  • 17 dicembre 2020: PUNTATA #2. Risignificare lo spazio. Lo street artist PAO si racconta
  • 21 gennaio 2021: PUNTATA #3. Icone e simboli. Gli ORTICANOODLES si raccontano
  • 28 gennaio 2021: PUNTATA #4. Le città sospese. UFO si racconta
  • 4 febbraio 2021: PUNTATA #5. Il segreto delle macchine. NEVERCREW si racconta
  • 11 febbraio 2021: PUNTATA #6. Le fasi del sogno. ALE PURO si racconta
  • 18 febbraio 2021: PUNTATA #7. Sirene e amazzoni. NAIS si racconta

MAUA è una galleria a cielo aperto, nella periferia di Milano, di Torino e di altre città italiane, che consta di oltre 50 opere di Street Art animate con altrettanti contenuti virtuali fruibili attraverso la Realtà Aumentata.
Le opere del MAUA sono state selezionate dagli abitanti dei quartieri, in un esperimento avanzato di curatela diffusa che ha previsto l’individuazione collettiva e partecipata delle opere e una discussione comune sul loro significato percepito e sul loro valore per le strade della città
Oggi le opere del MAUA sono liberamente fruibili nella città e i contenuti in Realtà Aumentata tramite l’App Bepart, disponibile gratuitamente su Google Play e Apple Store.

https://mauamuseum.com/

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Limited Edition Pittura

Al via il crowdfunding per la mostra POP AQUARIUM di Luca Bertasso

Mostra promossa da Comune di Milano e Acquario Civico di Milano
in collaborazione con Associazione Culturale Art Company
a cura di Chiara Canali e Antonella Mazza.

Nella cornice dell’Acquario Civico di Milano, la mostra Pop Aquarium di Luca Bertasso, in programma per la primavera 2021, presenta una serie inedita di circa 80 lavori dedicati al tema dell’acquario (opere uniche, tempere su carta, tutte 46×60 cm).

Sostieni il progetto con una donazione: potrai ricevere il catalogo e le stampe limited edition firmate dall’artista, a tiratura 1/10, in una selezione di colori fluo. La tiratura è limitatissima: solo 7 soggetti individuati tra più di 80 tempere in mostra. Sarai invitato alla serata d’inaugurazione e il tuo nome comparirà nel catalogo tra i ringraziamenti ai sostenitori. Collegati alla piattaforma di crowdfunding Produzioni dal Basso, scopri il progetto nella sezione “Arte & Cultura”, fai scorrere la pagina e troverai le nostre ricompense.

Produzioni Dal Basso

 

LA MOSTRA

La mostra Pop Aquarium di Luca Bertasso è promossa dal Comune di Milano – Cultura, Acquario Civico di Milano in collaborazione con l’Associazione Culturale Art Company e si svolgerà nella primavera 2021 presso l’Acquario Civico di Milano.

Tra le sedi storiche più antiche d’Europa, l’Acquario Civico di Milano è situato tra il Castello Sforzesco e l’Arena, all’entrata di Parco Sempione. Un edificio liberty nato nel 1906, in occasione dell’Esposizione Internazionale di Milano, per festeggiare l’apertura del traforo.

Gli “Acquari” che Luca Bertasso ha realizzato dal 2009 al 2020, pur essendo densi di numerosi riferimenti letterari e storici, dai fregi dell’antica Mesopotamia, ai bestiari della letteratura medievale alle decorazioni scultoree di mostri scolpiti nelle cattedrali, ci parlano del nostro presente, denunciano la nostra frenetica condizione, la profonda crisi di valori cui assistiamo indifferenti.

Luca Bertasso è un pittore che fonde il classico col contemporaneo, un moderno amanuense, immerso nello sfrenato consumismo di questi nostri tempi. Il suo mondo è popolato da una nutrita folla di personaggi umani e animali: dal pesce col volto del giovane addobbato di piercing e occhiali da sole alla moda, per giungere a fantasiose anomalie e ibridazioni, miste a forme fantastiche provenienti da altri mondi. Un disordine disciplinato, che si declina in infinite e bizzarre combinazioni.

LE OPERE

Gli “Acquari” di Luca Bertasso sono schermi di TV Pop che metton in onda mondi fantastici popolati da pesci antropomorfi su fondi blu mare. Variopinti e grotteschi caleidoscopi, magici giochi alchemici, compilazioni enciclopediche barocche dipinte con maestria e coraggiosi accostamenti di colore. Uno stile bizantino, per la grande precisione formale, fondata sull’uso di ripetute stesure di colore e meticolose dorature e argentature dei contorni.

Un brulicare perfettamente scandito e per nulla confuso, che ricorda le fantasie fiamminghe di Hieronymus Bosch, includendo incubi poetici che vanno dagli studi sul medioevo fantastico di Jurgis Baltrusaitis ai manuali di zoologia immaginaria di Jorge Luis Borges e Margarita Guerrero, senza dimenticare l’ironia dei fumetti di Benito Jacovitti.

La dichiarazione best before o expiry date, ci ricorda che tutto è vacuità e dimostra quanto sia necessaria e urgente una presa di coscienza sul modo in cui operiamo nel nostro ambiente di vita e nella nostra folle corsa metropolitana quotidiana.

Luca Bertasso con la sua minuziosa tecnica pittorica, ci restituisce brillantemente una ricca mitologia urbana zeppa di rimandi esistenziali. Istantanee che raccontano il nostro vivere sfrenato, che ci portano a riflettere sul futuro del nostro pianeta.

Pesci surreali con tratti molto umani, stracarichi di elementi e di particolari, in un horror vacui che riflette i meccanismi di accumulo e straniamento della nostra società, che ci suggeriscono profonde riflessioni sull’arte del vivere.

INTERVISTA

Chi è Luca Bertasso?
Sono un pittore che dipinge quadri che vogliono essere unici, senza condizionamenti di stili e fuori dal coro. Un rinascimentale che produce immagini drammaticamente attuali.

Come nascono le tue opere?
A volte dai sogni. Altre volte da flash mentali. Oppure “rubo” da altri quadri o foto, come infatti sosteneva Picasso: “il genio ruba, il talento imita”. Il grottesco mi affascina, penso ai Capricci di Goya e ai ritratti grotteschi di Leonardo da Vinci.

 Quali sono i tre artisti che ami di più?
Picasso, l’ultimo “mostro” in occidente di cui apprezzo soprattutto la produzione degli anni ’20. Poi Rembrandt che nonostante le crescenti ristrettezze economiche si ostinò a creare quadri che i collezionisti non volevano più. Infine Botticelli, la prima grande rivelazione: 1986, Uffizi, avevo diciotto anni.

Sono oltre dieci anni che dipingi Acquari?
Ho iniziato diversi anni or sono, talvolta sono sul punto di chiudere, ma nuove immagini di umani che giocano con squali che sono cavalcati da algide playmate che sono minacciate da altri pesci con visi da bullo mi spuntano nella mente. E allora compro i tubetti di colore per far partire questa rutilante saga, una miscela di arte medievale e iniezioni di pop art, rinascimento, barocco e altre pazze derivazioni. E viaggiando a velocità proibite nell’autostrada assolata e deserta approdiamo a una spiaggia dove le onde di un oceano sconosciuto hanno lasciato sulla riva una genia di pesci che vorrebbero essere uomini e uomini che vorrebbero essere pesci.

DI COSA ABBIAMO BISOGNO

Il progetto della mostra è pronto, abbiamo già in mente l’allestimento e il catalogo.

Per la produzione della mostra, ovvero: catalogo, allestimento, ufficio stampa, pubblicità, comunicazione marketing e social media… e tutto ciò che renderà possibile, per chi verrà a vedere la mostra, di conoscere qualcosa di nuovo, di diverso, per poi vedere la realtà sotto un’altra prospettiva, abbiamo bisogno del vostro aiuto.

L’ARTISTA

Luca Bertasso , classe 1968. Vive tra Milano e New York.
Artista ormai riconosciuto e affermato sulla scena artistica italiana, viene considerato come una delle promesse dell’ultima generazione di pittori usciti negli anni Novanta. Colto, raffinato ed elegante, ma schivo e lontano dai clamori dei vernissage, lavora con coerenza nel suo studio per produrre complesse serie di lavori che utilizzano un linguaggio Pop riconoscibile per caratteri tecnici e tematici, dai colori acidi alle stesure uniformi, dalle relazioni cromatiche a contrasto ai profili netti, fino alla disseminazione di elementi numerici e di forme poetiche ibride.
I suoi soggetti sono delineati con pochi tratti decisi ed essenziali, con campiture accese e bidimensionali, secondo un predominante utilizzo del colore molto caratteristico del suo lavoro. Il disegno delle silhouette si affida a una linea di contorno importante, che ha origine formale nelle trame di Fernand Leger, portata ai suoi massimi risultati espressivi da Keith Haring e declinata qui in maniera molto originale grazie all’intervento, oltre al nero, di tinte squillanti, che diventano il profilo portante dell’opera.
Nella ricerca artistica di Luca Bertasso sono riscontrabili due linee espressive: da un lato la tipizzazione del soggetto, secondo i canoni espressamente Pop , dall’altra il gioco surreale magrittiano della sovrapposizione di diversi elementi, scritte, oggetti, numeri. Personaggi totalmente re-inventati, connotati dall’apparire di strani e sorprendenti elementi, dove l’umano si coniuga all’animale e l’inanimato assume aspetto antropomorfo in una continua metamorfosi surreale di forme e fisionomie, come nella serie “Acquari” che l’artista ha realizzato dal 2009 ad oggi.

Info mostra
Art Company
www.artcompanyitalia.com
artcompanyitalia@gmail.com

FB @artcompanyitalia
IG @artcompanyita

 

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New Media

L’OLFACTORY ART di Peter De Cupere

PETER DE CUPERE
Olfactory Portraits
a cura di Chiara Canali e Camilla Mineo

Parma, Ponte Nord
dal 6 aprile al 19 maggio 2019
Inaugurazione al pubblico sabato 6 aprile, ore 17

nell’ambito di
PARMA 360 Festival della creatività contemporanea

In occasione di PARMA 360 Festival della creatività contemporanea, l’artista belga Peter de Cupere presenta presso il Ponte Nord un progetto di arte olfattiva intitolato Olfactory Portraits, a cura di Chiara Canali e Camilla Mineo.

Instancabile sperimentatore e ideatore dell’Olfactory Art Manifest, da oltre 20 anni Peter de Cupere è un sostenitore prolifico e propositivo dell’arte olfattiva nel mondo realizzando più di 700 opere legate alla percezione olfattiva dei contesti sociali, culturali e ambientali.

Olfactory Portraits è un percorso olfattivo che si struttura in una sequenza di casse di legno per il trasporto di opere d’arte, di dimensioni differenti, che racchiudono dei profumi o degli odori. Ogni cassa presenta il proprio titolo che fa riferimento alla fragranza contenuta all’interno. Il titolo, in combinazione con l’odore, si relaziona a un certo contesto espressivo, a un oggetto o a una personalità. Per esempio è il caso dell’odore del mare, della nascita, della guerra, del fiato, della “merda d’artista”.

Ogni cassa da viaggio, con il profumo o l’odore al suo interno, diventa così un’opera d’arte. Ciò che infatti non viene considerato o detto è che un profumo o un odore possono anche essere un’opera d’arte, a seconda del contesto e della finalità per cui sono stati creati.

L’artista invita lo spettatore a partecipare direttamente e a immedesimarsi con la situazione creata, in quanto gli odori influiscono sul sistema limbico, l’insieme intricato di strutture cerebrali responsabili della nostra vita emotiva e della formazione dei nostri ricordi.

Cenni biografici di Peter de Cupere
Per 20 anni l’artista Peter de Cupere è stato un sostenitore prolifico e propositivo dell’arte olfattiva nel mondo. Ha realizzato più di 700 opere legate alla percezione olfattiva dei contesti sociali, culturali e ambientali.
Le sue opere sono state presentate in oltre 200 mostre in tutto il mondo. Ha tenuto conferenze da Berlino a New York e ha collaborato con varie istituzioni e aziende.
È docente presso la PXL-MAD School of Arts di Hasselt (BE). È il fondatore dell’Open Lab, dove insegna l’uso dei sensi: l’olfatto, il gusto e il tatto nel Senses Lab. Sta terminando la sua ricerca di dottorato presso la PXL-MAD School of Arts (BE), l’Università di Hasselt (BE) e la Libera Università di Bruxelles VUB (BE), e sta studiando l’uso dell’odore come contesto e / o concetto per l’opera d’arte. Il titolo della sua ricerca di dottorato è: “Quando il profumo fa vedere. Quando vedere produce profumo”.
È il fondatore di The Olfactory, un’organizzazione senza scopo di lucro per promuovere l’uso del profumo nell’arte e ha pubblicato di recente un libro di 472 pagine, che comprende oltre 500 opere d’arte e 22 immagini “scratch & sniff” (www.scentincontex.com).
Ha ricevuto l’Art and Olfaction Award per il suo contributo a promuovere l’uso del profumo nell’arte (Londra, aprile 2018), un premio annuale organizzato dall’Institute of Art and Olfaction di Los Angeles.
Info: http://www.peterdecupere.net

Parma 360 festival della creatività contemporanea
Giunto alla quarta edizione, PARMA 360 Festival della creatività contemporanea è il festival dedicato alla creatività contemporanea italiana e alla scena artistica emergente. Il ricco palinsesto di mostre ed eventi prevede gigantesche installazioni, pale pittoriche, sculture cinetiche, carte disegnate a mano, proiezioni multimediali, percorsi olfattivi e realtà aumentata.
Nella città che è stata designata Capitale italiana della Cultura per il 2020, il Festival PARMA 360 si pone l’obiettivo di promuovere e divulgare l’arte contemporanea e la creatività giovanile con iniziative che favoriscono la partecipazione e il coinvolgimento di un pubblico ampio ed eterogeneo, con particolare attenzione alle nuove generazioni e alle famiglie.
Alla base della progettualità di PARMA 360 ci sono inoltre i concetti di rigenerazione urbana e di rifunzionalizzazione degli spazi cittadini per un coinvolgimento attivo della cittadinanza. Il Festival, infatti, mette in rete e promuove il patrimonio artistico già esistente in un vero e proprio museo diffuso sul territorio, valorizzando attraverso l’arte contemporanea chiese sconsacrate, palazzi storici e spazi di archeologia industriale non sempre conosciuti dagli abitanti della città.
L’iniziativa, che vede la direzione artistica e la curatela di Camilla Mineo e Chiara Canali, è organizzata dalle associazioni 360° Creativity Events ed Art Company, con il sostegno del Comune di Parma e di un’ampia rete di partner pubblici e privati.

Info mostra:
PETER DE CUPERE
Olfactory Portraits
a cura di Chiara Canali e Camilla Mineo
PARMA, PONTE NORD | Viale Europa
Date                       6 aprile – 19 maggio 2019
Inaugurazione      sabato 6 aprile dalle 17 alle 24
Orari                     dal venerdì alla domenica, ore 11- 20
Aperture straordinarie: 22 aprile, 25 aprile, 1 maggio
Ingresso Libero

Info:
info@parma360Festival.it
www.parma360Festival.it

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Digitale Fotografia

Franco Fontana | Davide Coltro. TERRE PIANE

 

Franco Fontana | Davide Coltro
TERRE PIANE
a cura di Chiara Canali 

PARMA, Chiesa di S. Quirino
al 14 aprile al 3 giugno 2018
Inaugurazione al pubblico Sabato 14 aprile, ore 11

nell’ambito di

PARMA 360 Festival della creatività contemporanea

Tra i progetti di punta della terza edizione di PARMA 360 Festival della creatività contemporanea, la mostra Terre piane, a cura di Chiara Canali, allestita nella Chiesa di San Quirino, mette a confronto le ricerca del maestro della fotografia di paesaggio Franco Fontana (Modena, 1933) e dell’inventore del quadro elettronico Davide Coltro (Verona, 1967).

I due autori, pur nella specificità e unicità del loro linguaggio espressivo (la fotografia classica per Fontana e la pittura elettronica per Coltro) negli ultimi anni hanno indagato con costanza il paesaggio italiano soffermandosi in particolare sulle vedute orizzontali e zenitali. Elemento di continuità tra i due artisti, oltre all’utilizzo dell’elemento cromatico come valore primario e strutturale dell’immagine, è la costante presenza di una linea all’orizzonte, che rimane l’architettura fissa di una successione vorticosa di colori e forme, a testimoniare la vertigine dell’infinito di queste “Terre Piane” che connotano il paesaggio visivo della Pianura Padana.

Nello spazio ottagonale della chiesa si alternano una ventina di fotografie di Fontana che esaltano l’espressione astratta del colore e le strutture geometriche del paesaggio, e una decina di quadri elettronici di Coltro che trasmettono icone digitali del paesaggio in dissolvenza incrociata, perdendo la fissità iniziale dell’immagine fotografica e recuperando una dialettica di sovrapposizione che manifesta una diversa modalità di funzione visiva.

A partire dagli anni Sessanta, Fontana fotografa paesaggi, panorami, dettagli materici. Mettendo in discussione i codici del Neorealismo, allontanandosi dall’attenzione verso l’uomo e dalle suggestioni del bianco e nero, l’artista ridisegna la realtà attraverso il suo sguardo, ricercando una prospettiva diversa. Evidenziando particolari inattesi, inventando associazioni cromatiche, giocando con le geometrie, Fontana spinge la sperimentazione fotografica verso la modernità.

La sua fotografia sottolinea un dettaglio surreale, sceglie un punto di vista insolito, si amplia su uno spazioso panorama o si concentra su un piccolo particolare. Protagonisti di un’immagine possono essere un colore, un accostamento di toni, una porzione materica: a rendere significativa una fotografia non è solo la veridicità geografica ma anche l’abilità selettiva dell’autore che, fotografando, inventa soggettivamente la sua realtà. Il colore diventa rivelazione, linguaggio attraverso cui esprimere paesaggi puri, dell’anima.

I System di Coltro sono quadri elettronici che propongono un flusso visivo di icone digitali catturate dal mondo e direttamente trasmesse dallo studio dell’artista al fruitore via etere.

L’utente ha sulla parete, come un quadro, un terminale collegato con la centrale operata dall’artista, in modo che alla fruizione dell’immagine si aggiungono la novità, la sorpresa, la partecipazione a un flusso estetico potenzialmente illimitato.

L’analisi del paesaggio, attuato mediante la fotografia alla base delle immagini elettroniche, riprende consapevolmente il pittorialismo dei pionieri ma aggiornandolo all’oggi della storia dell’arte. La sua ricerca ripercorre luoghi e spazi della natura alla ricerca della “vertigine orizzontale” con immagini caratterizzate dal cosid­detto “colore medio”, risultante dalla media matematica di tutti gli elementi cromatici presenti all’interno di un’immagine. Le immagini della pianura sono ingrandite ed enfatizzate secondo un’intima metrica e un ritmo spaziale, connotate trasversalmente dal colore uniforme. La semplificazione trasfigurante di scenari di intatta bellezza rimanda alle suggestioni di un passaggio di pianura lentissimo, che trapassa dall’immobilità al movimento.

In occasione della mostra Terre Piane, Franco Fontana condurrà a Parma nelle date del 4-5-6 maggio 2018 un workshop fotografico il cui obiettivo è quello di stimolare i partecipanti a sviluppare la propria creatività individuale. Attraverso una serie di esercitazioni mirate ad approfondire i diversi aspetti che concorrono alla creazione dell’immagine fotografica, la percezione del colore, il controllo delle geometrie, il peso degli elementi nella struttura compositiva – ciascun partecipante sarà chiamato a esplorare il rapporto tra fotografia e realtà per trovare la propria particolare strada.

Tre giorni di workshop divisi in incontri in aula dalle ore 16:00 alle 19:00, e nelle mattinate successive, sessioni di scatto individuali; i risultati degli esercizi saranno esaminati il giorno successivo, da Franco Fontana, e discussi collettivamente in aula.

 

Cenni biografici di Franco Fontana

Franco Fontana nasce a Modena il 9 dicembre 1933. Comincia a fotografare nel 1961 dedicandosi a un’attività amatoriale.
La sua prima mostra personale è a Modena nel 1968 e data da quell’anno una svolta sostanziale nella sua ricerca. Nel 1976, la sua mostra personale presso l’Istituto di Storia dell’Arte dell’Università di Parma segna definitivamente la popolarità dell’autore.
Ha pubblicato oltre 60 libri con diverse edizioni italiane, giapponesi, francesi, tedesche, svizzere, americane e spagnole. Ha esposto in tutto il mondo in Gallerie e Musei con oltre 400 partecipazioni tra collettive e personali.
Le sue opere sono in oltre 50 collezioni di Musei in tutto il mondo fra i quali: International Museum of Photography “G.Eastman House” Rochester; The Museum of Fine Arts of Boston; Ludwig Museum, Colonia; Museum of Modern Art, Norman Oklahoma; National Gallery of Pechino, Cina; The Australian National Gallery, Melbourne; University of Texas, Austin USA; Stedelijk Museum, Amsterdam; Metropolitan Museum, Tokyo; Museé d’Art Moderne, Paris; Museo de Arte San Paolo – Brasile; Kunsthaus Museum, Zurigo, Svizzera; Maxxi, Roma
Tra i riconoscimenti e i premi:
1989 – Roma, Premio della Cultura – Presidenza del Consiglio dei Ministri.
1990 – Tokyo, Photographic Society of Japan – The 150 Years of Photography Photographer Award
1992 – Venezia, Premio fotografico Città di Venezia
1994 – Pisa, Premio Pisa per la Fotografia per il 650° anniversario della fondazione dell’Ateneo pisano
1995 – Torino, Premio FIAF – Maestro Fotografo Italiano per la sua attività a favore della fotografia e della FIAF
2004 – Modena – Onorificenza di Commendatore per meriti artistici della Repubblica
2014 – Modena, Socio onorario dell’Accademia nazionale di Scienze Lettere e Arti di Modena Ha firmato tantissime campagne pubblicitarie tra le quali: Fiat, Volkswagen, Ferrovie dello Stato, Sony, Volvo, Versace, Canon, Kodak, Snam, Robe di Kappa. Ha collaborato in redazionali con TIME-LIFE, VOGUE Usa e VOGUE France, Venerdì di Repubblica, Sette del Corriere della Sera, Panorama, Frankfurten Allgemeine, Epoca, Class, New York Times. Ha tenuto workshop e conferenze a NewYork per il Guggenheim Museum, Institute of Tecnology di Tokyo, Accademia di Bruxelles, Università di Toronto, poi Roma, Parigi, Arles, Rockport, Barcellona, Taipei e molte altre città. Ha collaborato con: Guggenheim Museum di NewYork, Centre Georges Pompidou, Ministero della Cultura Giapponese, Ministero della Cultura Francese.

 

Cenni biografici di Davide Coltro

Nato a Verona nel 1967 vive e lavora Milano.
Davide Coltro è l’inventore del quadro elettronico o System, un nuovo strumento espressivo o medium che utilizza le tecnologie di massa (schermi, trasmissione, elaborazione d’immagini) trasformandole in opera d’arte. I System sono assemblati in grandi installazioni che modificano la percezione stessa dei fruitori per le dimensioni che lo sovrastano e il caleidoscopico mutare che non permette di fissare l’impressione. Tra queste, la monumentale RES-PUBLICA I, presentata alla 54° Biennale di Venezia curata da Bice Currier nel 2011 che conclude una delle più importanti ricerche sul paesaggio italiano contemporaneo.
Vanta numerose partecipazioni a collettive prestigiose. Partecipa alla XIV Quadriennale di Roma del 2004 e sempre nello stesso anno viene selezionato da un vasto pubblico per la finale del Premio Cairo. Nel 2006 è stato invitato alla mostra internazionale di Pechino e Shangai “Natura e Metamorfosi” nell’ambito delle attività del Ministero degli Esteri in Cina.
I suoi quadri elettronici sono stati acquisiti da importanti collezioni pubbliche e private: Museo Palazzo Forti -Verona, Collezione VAF Stiftung – Francoforte, Panza di Biumo – Varese, Galleria Civica Ezio Mariani – Seregno, Collezione Unicredit – Milano; ed esposti in molti musei tra i quali: Museum of Modern Art – Mosca, Museo ZKM – Karlsruhe, Urban Planing Center – Shangai, Etagi Loft Project – San Pietroburgo, Centro Luigi Pecci – Prato, Collezione Farnesina – Roma, Museo di Arte Moderna e Contemporanea di Trento e Rovereto MART – Rovereto, Marca di Catanzaro – Galleria Civica di Trento.
Ha dato vita ad un gruppo, ispirato al termine anglosassone ON (acceso), composto da artisti che utilizzano la tecnologia e l’energia in diverse forme nella concezione, progettazione e realizzazione dell’opera.

 

Parma 360 festival della creatività contemporanea

Per il terzo anno consecutivo PARMA 360 Festival della creatività contemporanea anima la primavera culturale parmigiana con un ricco programma di mostre, iniziative ed eventi che mostrano uno sguardo a 360° sul sistema della creatività contemporanea italiana e un focus sulla creatività emergente. Dal 14 aprile al 3 giugno 2018, in diversi spazi istituzionali e privati della città, si svolgono mostre di pittura, fotografia, arte digitale, scultura alternate a concerti, performance e attività formative e laboratoriali che annoverano alcuni tra i nomi più rilevanti dell’arte contemporanea italiana, come Davide Coltro, Francesco Diluca, Franco Fontana, Giovanni Frangi, Pietro Geranzani, Carlo Mattioli, Ernesto Morales, Barbara Nati e Daniele Papuli.
Nella città che è stata designata Capitale italiana della Cultura per il 2020, il Festival PARMA 360 – uno dei 32 progetti del dossier di candidatura – ha il duplice obiettivo di recuperare la naturale vocazione culturale e artistica di Parma, facendone vivere in modo nuovo e sinergico gli spazi espositivi, e di sviluppare la comunità creativa del territorio attraverso l’arte, intesa come motore di crescita e trasformazione sociale. Alla base della progettualità di PARMA 360, ci sono inoltre i concetti di rigenerazione urbana e di rifunzionalizzazione degli spazi cittadini per un coinvolgimento attivo della cittadinanza.
Il Festival, infatti, mette in rete e promuove contemporaneamente il patrimonio artistico già esistente in un vero e proprio museo diffuso sul territorio, valorizzando attraverso l’arte contemporanea chiese sconsacrate, palazzi storici e spazi di archeologia industriale non sempre conosciuti dagli abitanti della città, come il gioiello storico dell’Ospedale Vecchio, le ex Chiese di San Quirino e San Tiburzio e l’area industriale dell’ex SCEDEP.
L’iniziativa, che vede la direzione artistica e la curatela di Camilla Mineo e Chiara Canali, è organizzata dalle associazioni 360° Creativity Events ed Art Company, con il sostegno del Comune di Parma e di “Parma, io ci sto!” e un’ampia rete di partner pubblici e privati.

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Pittura

Ernesto Morales. LA FORMA E LE NUVOLE

Ernesto Morales
LA FORMA E LE NUVOLE
a cura di Chiara Canali

Con il patrocinio del Consolato Generale della Repubblica Argentina
in collaborazione con Area 35 Art Gallery, Milano

PARMA, Ospedale Vecchio
dal 14 aprile al 3 giugno 2018
Inaugurazione al pubblico Sabato 1 aprile 2017 ore 17.00

nell’ambito di
PARMA 360 Festival della creatività contemporanea

PARMA 360 Festival della creatività contemporanea riapre le porte di un vero e proprio gioiello cittadino: la crociera dell’Ospedale Vecchio in Oltretorrente, monumento dal riconosciuto valore storico.
All’ingresso dell’edificio, Il pittore argentino Ernesto Morales (Montevideo, 1974) con il progetto La Forma e le Nuvole riflette sulla natura ambivalente delle nuvole, elemento insieme celeste e terrestre, materiale e simbolico, metaforico e reale.
Emblema dell’impermanenza delle cose e dell’incessante divenire del tempo, le nuvole sono testimoni di una temporalità lenta, quasi immobile, dalla lunghissima durata. Ernesto Morales, senza essere un naturalista, parla di natura e di nuvole. Lavora per accumuli e sovrapposizioni di colate e al tempo stesso per sottrazioni e dispersioni di pennellate, in dialogo costante con i pittori del passato come Friedrich, Constable, Turner, Richter, Kiefer e con tutti gli altri disegnatori e contemplatori di nuvole e di cieli.

Scrive Chiara Canali, curatrice della mostra: “Come la forma delle nuvole è, all’esterno, irregolare e ineguale, così la forma della pittura di Morales sceglie come campo di ricerca il colore, il lato più irrazionale, indefinibile e instabile dell’opera d’arte, ma anche il più libero e aperto al cambiamento. La sua pittura rompe, attraversa, annulla ogni confine invadendo tutto ciò che incontra. Tramite l’uso delle colature, espande e potenzia la propria espressione per affrontare vaste e complesse superfici.
Come tra due nuvole cambia tutto: la forma, il colore, la consistenza, l’estensione, la densità, così due dipinti identici della stessa nuvola non esistono in quanto la loro forma è provvisoria, precaria, evanescente, emblema stesso della caducità, della volatilità, dell’incessante divenire.
La pittura è un incessante gioco metamorfico, di trasformazioni repentine, rapidi mutamenti di forma, dissoluzioni e ricomposizioni di masse sempre nuove e diverse.

Le nuvole, al tempo stesso, sembrano fatte apposta per sottrarsi a qualsiasi classificazione, a qualsiasi tentativo di imbrigliarle dentro schemi rigidi, categorie, tassonomie. Non si fa in tempo ad attribuire a una nuvola una forma, che questa presto muta in qualcosa di diverso, soggiace a processi metamorfici.
Nelle nuvole l’uomo può facilmente ritrovarsi, contemplare le proprie proiezioni e i propri fantasmi, scorgere un deposito archetipo di miti e credenze che egli stesso ha lasciato”.

Cenni biografici di Ernesto Morales
L’artista argentino Ernesto Morales nasce nel 1974 a Montevideo (Uruguay).
Dopo un intenso periodo formativo trascorso a Buenos Aires, nel 1999 ottiene il titolo di Professore di Pittura e nel 2005 e il Dottorato in Arti Visive presso l’Universidad de Bellas Artes. Dal 1999 al 2006 insegna Pittura e Storia dell’Arte Latino-Americana presso l’Universidad de Buenos Aires, e svolge l’incarico di Direttore dell’Academia de Bellas Artes de Buenos Aires.
Inizia la sua carriera artistica a Buenos Aires, dove ha vissuto fino al 2006 quando si trasferisce in Europa. Dopo un periodo iniziale a Parigi stabilisce il suo studio in Italia, prima a Roma, e dal 2011 a Torino.
Il suo percorso artistico internazionale l’ha portato a realizzare mostre in Musei, Gallerie e Ferie d’arte in Paesi diversi, tra i quali Stati Uniti, Italia, Francia, Germania, Spagna, Ungheria, Cina, Singapore, Malesia, Tailandia, Argentina, Brasile, Messico e Uruguay.
Tra il 2009 e il 2012 rappresenta istituzionalmente i Governi dell’Italia, dell’Argentina e dell’Uruguay con una serie d’importanti esposizioni personali realizzate in diversi Musei italiani e argentini. Dal 2013 realizza periodicamente delle mostre negli Stati Uniti e nel Sudest asiatico. Nel 2014 tiene un ciclo di importanti esposizioni a Singapore, a Bangkok e a Kuala Lumpur, e nel 2015 una grande esposizione personale a New York nelle sale del Consolato Generale della Repubblica Argentina.
Si editano differenti volumi monografici dedicati al suo lavoro tra i quali: “Il Tempo della Distanza” (Genova, 2010), “The invisible bridges” (Singapore, 2014), “Il giorno come la notte” (Torino, 2015), “Distance” (Milano, 2016), “Aurum” (Milano, 2017).

Parma 360 festival della creatività contemporanea

Per il terzo anno consecutivo PARMA 360 Festival della creatività contemporanea anima la primavera culturale parmigiana con un ricco programma di mostre, iniziative ed eventi che mostrano uno sguardo a 360° sul sistema della creatività contemporanea italiana e un focus sulla creatività emergente.
Dal 14 aprile al 3 giugno 2018, in diversi spazi istituzionali e privati della città, si svolgono mostre di pittura, fotografia, arte digitale, scultura alternate a concerti, performance e attività formative e laboratoriali che annoverano alcuni tra i nomi più rilevanti dell’arte contemporanea italiana, come Davide Coltro, Francesco Diluca, Franco Fontana, Giovanni Frangi, Pietro Geranzani, Carlo Mattioli, Ernesto Morales, Barbara Nati e Daniele Papuli.
Nella città che è stata designata Capitale italiana della Cultura per il 2020, il Festival PARMA 360 – uno dei 32 progetti del dossier di candidatura – ha il duplice obiettivo di recuperare la naturale vocazione culturale e artistica di Parma, facendone vivere in modo nuovo e sinergico gli spazi espositivi, e di sviluppare la comunità creativa del territorio attraverso l’arte, intesa come motore di crescita e trasformazione sociale.
Alla base della progettualità di PARMA 360, ci sono inoltre i concetti di rigenerazione urbana e di rifunzionalizzazione degli spazi cittadini per un coinvolgimento attivo della cittadinanza.
Il Festival, infatti, mette in rete e promuove contemporaneamente il patrimonio artistico già esistente in un vero e proprio museo diffuso sul territorio, valorizzando attraverso l’arte contemporanea chiese sconsacrate, palazzi storici e spazi di archeologia industriale non sempre conosciuti dagli abitanti della città, come il gioiello storico dell’Ospedale Vecchio, le ex Chiese di San Quirino e San Tiburzio e l’area industriale dell’ex SCEDEP.
L’iniziativa, che vede la direzione artistica e la curatela di Camilla Mineo e Chiara Canali, è organizzata dalle associazioni 360° Creativity Events ed Art Company, con il sostegno del Comune di Parma e di “Parma, io ci sto!” e un’ampia rete di partner pubblici e privati.

 

 

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Pittura

Desiderio. NIRVANA

Desiderio
BEAUTY HAZARD 2007 | 2017
NIRVANA

A cura di Chiara Canali 

Fabbrica del Vapore, Spazio Ex Cisterne
Milano

Opening martedì 5 dicembre, dalle 18.00
Dal 6 dicembre 2017 al 14 Gennaio 2018

Dieci anni di ricerca dell’artista Desiderio raccolti in una mostra alla Fabbrica del Vapore.

Un viaggio sinestetico nel mondo poetico e visionario dell’artista che unisce differenti forme espressive, dalla pittura all’installazione, dalla performance al video.

La Fabbrica del Vapore – Spazio Ex Cisterne presenta l’ultimo capitolo della saga BEAUTY HAZARD 2007 | 2017 dell’artista Desiderio, in una mostra intitolata Nirvana, a cura di Chiara Canali, promossa dal Comune di Milano e organizzata dall’Associazione culturale Art Company.

Nato a Milano, Desiderio, dal nome simbolico e altamente evocativo, è un artista visivo che avvicenda differenti media espressivi per restituire una rappresentazione della modernità in bilico tra surrealismo e realismo magico. Tra i finalisti del 13° Premio Cairo, Desiderio è presente alla 54° Biennale di Venezia nel Padiglione Cuba, alla XI e XII Biennale dell’Avana e alla 4° Bienal Fin del Mundo 2015, allargando la sua esperienza oltre i confini italiani.

Il progetto BEAUTY HAZARD nasce nel 2007 da una fascinazione di Desiderio per i temi della bellezza, della corruzione e della carne cui ha dedicato un ciclo di lavori attraversando diversi linguaggi, dalla pittura al video. Le esperienze di questi ultimi anni confluiscono in un nuovo progetto espositivo che si sviluppa sui due piani dello Spazio Ex Cisterne della Fabbrica del Vapore, con quadri di grande formato, cortometraggi, installazioni e sculture.

Il titolo Nirvana scaturisce come completamento del concetto di “Beauty Hazard”, come momento più riflessivo del suo percorso artistico, corrispondente al progressivo annullamento della realtà per arrivare al puro godimento dello spirito. Con Nir-vana (*libertà dal Desiderio) assistiamo a una presa di coscienza dell’artista che gli consente di liberarsi di alcune forme più espressioniste e violente del suo lavoro per intraprendere un nuovo corso espressivo.

La mostra raccoglie una selezione delle grandi opere pittoriche realizzate tra il 2007 e il 2017, i cortometraggi della trilogia Beauty Hazard | Confabula Spurio | I Love my Queen e del dittico Bluesky | The Win on the Sky, installazioni e sculture giganti.
Inoltre è presente una sezione dedicata al rapporto di Desiderio con Cuba, in continuità con la mostra “Che Guevara. Tu y Todos” ideata da Simmetrico e in corso presso la Fabbrica del Vapore, dedicata alla storia e alla vita del Che “uomo” e “personaggio storico”. Desiderio dal 2008 ha infatti trascorso diversi periodi dell’anno a Cuba a partire dalla presenza al Festival ARTE+2009 organizzato dall’associazione culturale CubeArt di Ana Pedroso fino alla partecipazione alla Biennale dell’Avana.

Da questi continui spostamenti è nato il film ¡Ahora si Llego!, primo road movie ambientato a Cuba, girato da Desiderio con l’artista cubano José Balboa, un viaggio documentaristico e visionario in sella a un sidecar, ispirato al viaggio intrapreso dal giovane Che Guevara con il compagno Alberto Granado per l’America Latina, attraverso le 15 provincie cubane.

Riflettendo la poetica di Desiderio, la mostra Nirvana unisce linguaggi diversi e gli stessi elementi, gli stessi personaggi e icone, sono semi drammaturgici che vengono presentati in un quadro e ripresi dal video o personificati in sculture: una sorta di divenire continuo che confonde realtà e opere, bidimensione della tela e volume delle installazioni permeando così l’ambiente nella sua totalità.

Se, per le atmosfere surreali e fiabesche, il suo lavoro potrebbe ascriversi alla corrente del Pop Surrealism o della Lowbrow Art americana, a differenza dei Pop surrealisti Desiderio non cerca di scoprire e di esprimere ciò che è oltre, fantastico, differente dal “reale”, ma descrive il mondo reale stesso come dotato di meravigliosi aspetti imprevedibili. Per questa sua attitudine è più corretto parlare di “realismo magico” che sposa la descrizione meticolosa, precisa, della realtà ma ne traduce un effetto di straniamento attraverso l’uso di elementi magici e onirici.

Come afferma la curatrice Chiara Canali, “L’artista Desiderio è una ‘macchina che produce mondi possibili’ e la sua narrazione è il modus operandi per proiettare i desideri e i valori in uno spazio che ha la pretesa di essere scambiato per realtà o di identificarsi con essa. […] Nella sua poetica la continua commistione tra materia e tecnica, tra corpo e macchina, tra naturalità e tecnologia crea una forma di sublimità tecnologica che immerge il corpo in una situazione esperienziale nuova dove la visione è perturbata e arricchita di nuovi sensi oltre la pelle della realtà”.

La mostra è accompagnata da un catalogo di 64 pagine con testi di Chiara Canali, Cristiano Carotti, Alessandro Riva, Francesco Santaniello.
La mostra è resa possibile grazie alla collaborazione di DL Arte e M77 Gallery e al contributo di Indisciplinarte.

BIOGRAFIA
Desiderio è nato nel 1978 a Milano. Vive e lavora in provincia di Terni.
Dopo gli studi allo IED di Roma (corso di illustrazione), diversi mesi all’ ESAG (Advanced School of Graphical Art, Interior Design) di Parigi, collabora come illustratore con Philip Morris, Prize for the marketing (Italia), Warner Music (Italia), Klutz (USA), Creative Company (USA), SKY (Italia), Miles Kelly Publishing (Essex), Ticktock Media Ltd ( Londra). Per cinque anni tra il 2004 e il 2009 è docente di “Illustrazione creativa” presso l’International Art School di Terni.
Vincitore del Premio Italian Factory 2008 e finalista in diversi premi tra cui Premio Cairo 2012, SESIFF The 3rd Seoul International Extreme-Short Image & Film Festival (KOREA), AZYL film festival One World One Minute (Slovakia, Czech Republic, Hungary) e altri.
Presente alla 54° Biennale di Venezia nel Padiglione Cuba, alla 11° e 12° Biennale dell’Avana e alla 4° Bienal Fin del Mundo 2015 (Valparaiso, Chile). Ha realizzato mostre personali e collettive in Italia e all’estero (Berlino, Hubei Museum Cina, Hitabashi Art Museum, Tokyo, ecc) e nel 2009 ha partecipato alla mostra collettiva Apocalipse Wow! presso il Macro Future di Roma.
Videomaker e regista, realizza numerosi cortometraggi tra cui: Beauty Hazard (Italia), Confabula Spurio (Italia), I Love my Queen (Italia), Bluesky (Cuba), The Win on the Sky (Cuba). Nel 2013 realizza il suo primo lungometraggio Ahora si llego (documentario-road movie) girando per tre mesi con un vecchio sidecar URAL per tutte le provincie di Cuba.
Nel 2015 Desiderio crea il progetto Coocuyo (coocuyo.com), portale ufficiale di musica elettronica cubana che rappresenta il punto di riferimento unico a Cuba per la sua peculiarità, piattaforma in continua crescita che vede affiancarsi tra i suoi protagonisti artisti internazionali del calibro di Major Lazer (Diplo) durante il concerto all’Habana (2016) con oltre 400.000 persone. Nel 2017 presenta al FAC ( Fabrica Arte Cubano, Havana) il lungometraggio Coocuyo.

EVENTI COLLATERALI
La mostra è arricchita da alcuni eventi collaterali, tra cui la proiezione del film ¡Ahora si Llego! il primo road-movie ambientato a Cuba, girato dall’artista italiano Desiderio con l’artista cubano José Balboa e distribuito dalla Rodaggio Film. Il film verrà proiettato all’interno della rassegna collaterale della mostra Che Guevara. Tu y Todos, a cura di Simmetrico.

 

DESIDERIO
BEAUTY HAZARD 2007 | 2017
NIRVANA
A cura di Chiara Canali

Fabbrica del Vapore, Milano
Via Procaccini 4 – 20154 Milano
http://www.fabbricadelvapore.org

Orari:
dal martedì al venerdì 15.00 – 19.00
sabato e domenica 11.00 – 19.00
lunedì chiuso

Mostra in collaborazione con:
Comune di Milano
Fabbrica del Vapore

Mostra organizzata da:
Art Company
http://www.artcompanyitalia.com
info@artcompanyitalia.com
tel. 333 7271980

In collaborazione con:
DL Arte
M77 Gallery

Sponsor tecnici:
CREATIVE MANAGEMENT SOLUTIONS
BMP
CERTAT
CREAS
 
Ufficio Stampa:
GDG Press
info@gdgpress.com

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Incisione

Walter Valentini. Giovanni Gaggia. DEL FILO E DEL SEGNO

Walter Valentini Ÿ Giovanni Gaggia
DEL FILO E DEL SEGNO
a cura di Chiara Canali

Galleria Bramante, Fermignano

Inaugurazione al pubblico Domenica 21 maggio 2017 ore 18.30
Dal 21 maggio al 25 giugno 2017

 

La Galleria Bramante è lieta di ospitare il progetto DEL FILO E DEL SEGNO degli artisti marchigiani Walter Valentini e Giovanni Gaggia, a cura di Chiara Canali.

La mostra, che inaugurerà domenica 21 maggio alle ore 18.30 presso la città di Fermignano, storica sede del prestigioso Premio Internazionale per l’incisione “Fabio Bertoni, è promossa e sostenuta dal Comune di Fermignano e dalla Regione Marche.

In occasione dell’inaugurazione dell’esposizione interverrà Chiara Canali, curatrice della mostra, oltre a Sandro Pascucci, Direttore Fondazione Teatro Comunale di Cagli, Massimo Mattioli e Maria Letizia Paiato, critici d’arte che hanno dato un contributo in catalogo, e l’artista Giovanni Gaggia.

A dieci anni dall’ultima edizione del Premio (1995-2007), con questa mostra degli artisti Walter Valentini (1928) e Giovanni Gaggia (1977), ed il progetto di un’incisione a quattro mani, si vuole riportare l’attenzione sulla tecnica incisoria e promuovere la rinascita del Premio Internazionale per l’incisione “Fabio Bertoni”.

Entrambi originari di Pergola, i due artisti hanno compiuto la propria formazione – a quarantacinque anni di distanza – presso la Scuola del Libro (Istituto di Belle Arti di Urbino) dove Valentini ha acquisito il gusto raffinato per le carte, i caratteri tipografici, la legatura, al punto che oggi è riconosciuto come uno dei maestri internazionali nell’arte grafica contemporanea, mentre Gaggia ha ereditato le doti di abilità e accurata perfezione nel disegno, per poi indirizzarsi anche verso i campi dell’azione performativa e della gestualità del ricamo.

L’acquaforte Unitis Signis, nata dalla collaborazione dei due artisti che hanno incrociato e fuso le proprie poetiche, si compone di due riquadri affiancati, come le pagine aperte di un libro. La lastra di sinistra è quella incisa da Walter Valentini e presenta il consueto tema della misurazione delle costellazioni celesti, delle galassie che, con le loro orbite, circuitano attorno ai pianeti, creando un rapporto musicale e poetico tra linee e segni. Il lavoro è unificato dal motivo delle cinque sfere a cui Valentini ha configurato sul piano e Gaggia ha permeato di un suo contenuto. Le cinque sfere hanno un significato preciso e alludono alle fasi di metamorfosi della farfalla (elemento ricorrente nell’opera del giovane artista). Lo sfondo della lastra di destra, inchiostrato come quello di sinistra e completato dal segno di Gaggia, è attraversato dalle linee curve, sinuose e delicate delle ali di una farfalla per rafforzare ancora di più il senso di rinascita a nuova vita, come auspicio al raggiungimento di bellezza, perfezione ed equilibrio interiore.

La mostra è arricchita da un nucleo di opere di entrambi gli artisti: Walter Valentini presenta il ciclo La stanza del tempo (1983) dove emerge un fitto intreccio di segni verticali, diagonali, orizzontali, regolati da una proporzione ritmica da cui germinano triangoli, rettangoli e semicerchi iscritti all’interno di una sezione aurea. Le opere de La stanza del tempo, oltre al segno tracciato, presentano il motivo a rilievo del filo di piombo o di cotone intinto nel carbone e fissato alle estremità con chiodi, teso in parallelo al piano dell’opera, che accentua la geometria e la regolarità dei tracciati. In mostra anche il libro d’artista Dante Anarca e i suoi sei maestri (1990), un poemetto inedito di Giacomo Oreglia arricchito da 6 acqueforti di Walter Valentini, edito dalla Galleria Della Pergola, in cui si evidenzia l’equilibrio elegante tra scrittura e immagini.

Giovanni Gaggia espone alcune opere Sanguinis Suavitas, disegni a matita su carta cotone Fabriano che, assieme alle opere successive di Inventarium (2014) riflettono sulla memoria della strage di Ustica, e ne traggono immagini vivide di chiavi, ciabatte, cucchiai, tazzine e altri effetti personali da viaggio, segni significativi di una perdita e di un ritrovamento. Il tema ricorrente delle ali di farfalla, simbolo di liberazione, è marcato da impronte rosse di cuore-sangue.
Le opere Ali Squamose (2009), Miratus Sum (2011) e Cruoris Factum (2013), realizzate attraverso la tecnica del ricamo su lino, sono state eseguite da Gaggia a distanza di tempo in occasione di alcune azioni performative, riattualizzando una pratica che recupera una manualità perduta e assume una valenza sociale.

La mostra è accompagnata da un catalogo edito da Manfredi Edizioni con testi di Chiara Canali, Massimo Mattioli e Maria Letizia Paiato e una sezione iconografica con le immagini di lavorazione della incisione Unitis Signis e le opere dei due autori.

Walter Valentini biografia
Walter Valentini è nato a Pergola (Pesaro) nel 1928.
Tra il 1947 e il 1948 è a Roma e nel 1949 a Milano dove ha come maestri Max Huber, Albe Steiner e Luigi Veronesi. Nel 1950 lascia la Lombardia per Urbino, dove frequenta l’Istituto di Belle Arti (Scuola del Libro). Qui viene anche in contatto con la cultura rinascimentale di cui la città marchigiana conserva fondamentali testimonianze che lasceranno tracce profonde nella sua futura attività. Lascia Urbino, terminati gli studi, per tornare nel 1955 a Milano, dove da allora risiede. Valentini negli anni Settanta è impegnato in un fertile interferire di esperienze calcografiche e pittoriche. Sono degli anni Ottanta le “Stanze del tempo” e il “Muro del tempo” che trovano nuovo sviluppo nella serie dedicata alla “Città del sole” e alla “Città ideale”, e quindi nelle grandi tavole del ciclo “Le misure, il cielo”.
Nel 1979 l’Università del Massachuttes di Boston lo invita alla mostra di artisti italiani “Birth of the work”. Nel 1982 ottiene il primo premio alla Biennale Internazionale di Ibiza e di Listowel. Nel 1984 gli viene assegnato il Grand Prix della X Biennale Internazionale di grafica di Cracovia, che nel 1986 gli organizza una mostra personale antologica a Cracovia e a Torun.
Nel 1989 è invitato a Lubiana, con una sala personale, alla XVIII Biennale Internazionale di Grafica. Sono del 1990 due grandi opere per l’edificio della Ashford Properties di Greenwhich, Connecticut (USA) e l’installazione per il Museo di Siegburg (Germania); del 1991 l’installazione “Lo spazio, il tempo” per l’Harris Concert Hall di Aspen, Colorado (USA) e “La città ideale” per il Palazzo Montani-Antaldi, Pesaro; del 1992 l’installazione “Il labirinto della Memoria” alla Frearte di Milano.
Sempre più numerose le mostre personali all’estero (Boston, Stoccolma, Amburgo, Colonia, New York, Aspen, Tokyo, Monaco, Siegburg, Vienna, Ankara). Tra il 1995 e il 1996 la personale “L’espace, le temps”, nella Galerie Dionne di Parigi e ancora nel 1996 partecipa alla XXX Prix Internazionale d’Arte Contemporanea di Montecarlo (Principato di Monaco) e ottiene il “Prix Gabriel Ollivier”. Nel 1997 è invitato alla XLVII edizione della Biennale di Venezia, nella sezione “Unimplosive Art” (verso la nuova Classicità) e nel 1999 alla Quadriennale di Roma.
Dal 1998 ad oggi numerose sono le esposizioni personali e i riconoscimenti ottenuti in Italia e all’estero, si ricordano: nel 2008 “E’ una notte stellata. Ecco il progetto”, l’antologica alla Mole Vanvitelliana di Ancona; nel 2014 “Siderea mensura” alla Casa Museo di Osvaldo Licini a Monte Vidon Corrado, a cura di Daniela Simoni e nel 2017 “Walter Valentini. Il rigore della geometria, le fratture dell’arte. 1973- 2017” Centro Arte Moderna e Contemporanea di La Spezia.

Giovanni Gaggia biografia
Nasce a Pergola (PU) nel 1977, dove attualmente vive e lavora. Frequentando la Scuola del Libro (Istituto di Belle Arti di Urbino), ha perfezionato le sue abilità nel disegno, per poi indirizzarsi anche verso i campi dell’azione performativa e della gestualità del ricamo.
La sua opera è fondamentalmente ricerca d’equilibrio fra azione performativa e disegno: sono questi i luoghi in cui la sua poetica, sempre e comunque aderente alla fisicità del corpo, è andata definendosi negli anni. In particolare essa si è concentrata sull’immagine del cuore; un cuore anatomico e carnale, protagonista di alcune azioni dal grande impatto emotivo alle quali è seguita una ricerca più delicata, seppur ugualmente potente, evidenziata dalla recente dedizione al ricamo. Identità, ritualità, sacrificio e condivisione sono gli elementi cardine delle performance, tutte caratterizzate da intense interazioni con l’altro. In esse le identità in gioco subiscono contaminazioni reciproche che rimandano a rituali sciamanici ed iniziatici dove a mutare è lo spirito più profondo dell’essere umano. Il contenuto delle azioni ed i richiami al sacrificio possono essere visti, quindi, come metafora di liberazione e come epifania dell’anima.
Tra le sue personali si ricordano:
2015 – Inventarium, GALLLERIAPIU’, Bologna; Intexĕre tempus, a cura di Diego Sileo, lavatoio di Palazzo Lamperini/ galleria Rossmut, Roma; Inventarium, a cura di Serena Ribaudo, Canto217, Palazzi Costantino / Di Napoli, Palermo.
2014 – Centrum Naturae (doppia personale), a cura di Roberto Paci Dalò, Scalone Vanvitelliano / Chiesa della Maddalena, Pesaro.
2014 – Et Curis (doppia personale), a cura di Loretta Di Tuccio, intervento critico Fabrizio Pizzuto, galleria Rossmut, Roma.
2013 – Sic Dulce Est, a cura di Cristina Petrelli, Palazzo di San Clemente / Archispazio, Firenze.
2012 – Where is your brother? (doppia personale) a cura di Davide Quadrio e Studio Rayuela (Flavia Fiocchi e Francesco Sala) SpongePill- Casa Déclic / Guastalla Pilates, Milano.
2011 – I need you a cura di Claudio Composti, Spazio NovaDea, Ascoli Piceno / Corpo fisico, corpo etereo (doppia personale), a cura di Roberta Ridolfi, Factory – Art gallery, Berlino – Germania.
2008 – Aforismi Simpatetici, a cura di Chiara Canali, Museo dei Bronzi Dorati, Pergola (PU) .
2007 – Di spirito e di Carne, testo critico di Roberta Ridolfi, Factory-Art gallery, Trieste.

 

DEL FILO E DEL SEGNO
Walter Valentini Giovanni Gaggia
A cura di Chiara Canali

FERMIGNANO, Galleria Bramante
Via Martiri della Libertà 25

Inaugurazione:
Domenica 21 maggio 2017 ore 18.30
Dal 21 maggio al 25 giugno 2017

Orari:
merc. giov. e ven. 16.30 – 19.00
sab. e dom. 10.30 – 12.30 / 16.30 – 19.00
lun. e mart. chiuso
Mostra promossa e sostenuta da Comune di Fermignano
e Regione Marche. Con il contributo di TVS.
Media partner: Artribune.

Catalogo Manfredi Edizioni
Ingresso Libero

Info mostra:
cultura@comune.fermignano.it
tel. Comune 0722 332142 Pro Loco 0722 330523

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Pittura

Giacomo Cossio. NONPOTREIUSAREILVERDESENONCIFOSSEMARIOSCHIFANO

GIACOMO COSSIO NONPOTREIUSAREILVERDESENONCIFOSSEMARIOSCHIFANO

A cura di Chiara Canali, in collaborazione con Bonioni Arte, Reggio Emilia

PARMA, Galleria San Ludovico

Dal 1 aprile al 14 maggio 2017

 

La Galleria San Ludovico ospita il progetto personale dell’autore parmigiano Giacomo Cossio, a cura di Chiara Canali, in collaborazione con Bonioni Arte di Reggio Emilia.

La mostra NONPOTREIUSAREILVERDESENONCIFOSSEMARIOSCHIFANO è organizzata nell’ambito della seconda edizione di PARMA 360 Festival della creatività contemporanea, manifestazione culturale dedicata alla creatività contemporanea italiana in programma a Parma dal 1 aprile al 14 maggio.

Già da diversi anni Giacomo Cossio (Parma, 1974) si interroga sul problema della figurazione del reale e della ricostruzione del mondo con la materialità delle paste lavorate e del colore sensuale. Cossio fa “saltare per aria” la pittura in un processo corrosivo e bulimico di scavo e di affondo nella grammatica della pittura e della scultura attraverso l’uso di “mezzi” non convenzionali, dall’assemblaggio fotografico all’ammasso di colore, smalto, stucco, poliuretano espanso e parti metalliche, per rompere con la convenzionale strutturazione conchiusa delle cose.

Il corpo stesso dell’artista diventa mezzo rituale e sciamanico, in quanto estensione della superficie pittorica che da materia organica diventa arte, in un legame sempre più stretto con il fertile tessuto del suo mondo esistenziale, con le materie e le sostanze del suo nutrimento vitale, con i succhi gastrici e le viscere della sua terra.

La contiguità biologica di Cossio con la terra emiliana, la caotica e istintiva naturalità in cui ha sede lo studio, immerso nel paesaggio agricolo parmense, il quotidiano lavoro a contatto con la natura primigenia delle cose e del fare, costituiscono gli ingredienti di un processo di gestazione e maturazione del suo mondo visivo, impregnato di macchine e piante prelevate dal contesto naturale, ma rilette alla luce di una personale re-interpretazione e ri-costruzione della realtà.

In questo viaggio di approssimazione verso la realtà, Mario Schifano è fonte inesauribile di ispirazione per Giacomo Cossio, non soltanto per l’attitudine energetica e bulimica nel fare pittura ma anche per la propensione critica nei confronti della Natura, riletta attraverso i suoi paesaggi di segni, e per l’esplosione nell’uso delle cromie.

In mostra, in dialogo con le opere di Giacomo Cossio, sarà presente un monocromo giallo di Schifano del 1978 (della serie “Giallo Cromo” presentata per la prima volta nell’importante antologica di palazzo della Pilotta a Parma nel 1974) dove la pittura a smalto è stesa sulla tela attraverso ampie stesure irregolari, con sgocciolature grondanti nella parte inferiore, lasciata volutamente scoperta, secondo una struttura tipica di molti monocromi di questo periodo. La scelta del colore veniva spiegata dall’artista come un “segno d’energia” o un “segno di propaganda”, e ne sottolinea il carattere del tutto casuale e primigenio.

 

Allo stesso modo, per Giacomo Cossio un giallo intenso, un verde acido, un arancio acceso sono dispensati dal compito di rappresentare un’immagine esterna e sono scelti solo in virtù del loro effetto sull’opera, l’autonomia del colore non va di pari passo con quella della forma ma si estende sulle superficie e sugli sfondi, creando diversi piani di lettura che movimentano la scomposizione bidimensionale dei piani geometrici e complicano ulteriormente la lettura finale dell’opera.

La mostra nasce dal desiderio di mostrare il lato più manipolabile e labile della Natura, non nella sua veste selvaggia e incontaminata, ma invece nella sua forma più controllata e umana, nei vasi sui balconi o all’ interno di aiuole o rotonde stradali. Con i Vasi o le Piante il lavoro di Cossio spazia nel campo del “paesaggio artificiale” dove a partire dal prelievo di fiori secchi o sintetici, e dall’assemblaggio di ristampe fotografiche che riproducono immagini di iris e tronchetti della felicità, viene rivisitato il tema della natura morta. La sottile, delicata e precaria impalcatura di carta si trasforma a poco a poco in una edificazione vegetale in equilibrio instabile e in continua tensione tra una realtà destrutturata e perforata e una natura virtuale ma percepita come reale dallo spettatore.

 

Giacomo Cossio biografia

Nasce a Parma nel 1974 e si laurea in Architettura all’Università di Ferrara. Dal 1993 il lavoro è ispirato dalla volontà di ristrutturare la realtà oggettiva attraverso stratificazioni, sovrapposizioni, assemblaggi di materiali diversi. Fotografie, fotocopie, schiume, fiori sintetici sono gli elementi che compongono i collage oggettuali che spaziano dai “paesaggi artificiali”, rivisitazioni del tema della natura morta, alla ricostruzione di macchine, ruspe, scavatrici, scomposte e ricomposte. Questo lavoro viene spinto anche alla destrutturazione e ristrutturazione della figura umana, del paesaggio, di oggetti di uso quotidiano, riprendendo un tema caro alla Pop Art. Il lavoro si spinge dunque verso una soluzione scultorea e architettonica, mediante un uso tridimensionale dello spazio che lo porta a realizzare opere aggettanti e sporgenti. Numerosissime le mostre personali e collettive, anche in spazi pubblici: per tutte, “Corpi, Macchine, Piante. Tentativi di realtà”, a cura di Martina Cavallarin, Le Torri dell’Acqua, Budrio (Bologna), nell’ambito di Arte Fiera Off, Arte Fiera Bologna 2012; “L’ultima ruota del carro”, a cura di Niccolò Bonechi e Chiara Canali, Galleria Bonioni Arte, Reggio Emilia, 2014; “Un peso cubitale” con Francesco Bocchini, a cura di Roberta Bertozzi, Ala Nuova del Museo della Città di Rimini, 2016. Tiene conferenze e seminari di Arte e Architettura su invito di Istituzioni pubbliche e private

Parma 360 festival della creatività contemporanea

Parma 360 Festival della creatività contemporanea è un evento culturale senza precedenti per Parma, con uno sguardo a 360° sul sistema della creatività contemporanea italiana e un focus sulla creatività emergente.

Dal 1 aprile al 14 maggio 2017, in diversi spazi istituzionali e privati della città di Parma, sono attesi 45 giorni di mostre, installazioni ed eventi di fotografia, pittura, illustrazione, grafica e musica: l’Arte come motore di crescita e trasformazione sociale. L’iniziativa è organizzata dalle associazioni 360° Creativity Events, Art Company, Kontainer, con il contributo del Comune di Parma, la direzione artistica di Camilla Mineo e Chiara Canali e un’ampia rete di partner pubblici e privati. L’approccio trasversale del Festival Parma 360, basato sul doppio concetto di recuperare la naturale vocazione culturale e artistica di Parma, facendole vivere in modo nuovo e sinergico gli spazi espositivi, e di valorizzare la comunità creativa sul territorio (le associazioni, i centri di ricerca, gli enti), sono stati il vero motore della manifestazione, che ha permesso di coinvolgere in maniera attiva tutta la cittadinanza avvicinandola in modo sinergico e vitale all’arte contemporanea, attraverso un contatto diretto e informale che ha permesso di poter rilanciare e promuovere la cultura artistica e di formazione della città.

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Pittura

Stefano Fioresi. FACE TO FACE

Stefano Fioresi
FACE TO FACE

a cura di Chiara Canali

Inaugurazione: sabato 21 maggio, dalle ore 18.00 alle 24.00
In occasione della Notte Europea dei Musei 2016

Galleria San Ludovico, Parma
21 maggio – 19 giugno 2016

Con il patrocinio del Comune di Parma
organizzazione Associazione Culturale Art Company
in collaborazione con Casa d’Arte San Lorenzo

La Galleria San Ludovico di Parma, in Borgo del Parmigianino 2, ospita la personale FACE TO FACE dell’artista modenese Stefano Fioresi, a cura di Chiara Canali. Patrocinata dal Comune di Parma, a corollario delle iniziative di PARMA 360 Festival della creatività contemporanea, l’esposizione è organizzata dall’Associazione Culturale Art Company in collaborazione con la galleria Casa d’Arte San Lorenzo di San Miniato.
Il progetto riflette sul confronto e la contrapposizione tra volti famosi dello Star System (icone che sono sopravvissute alla storia) e i volti anonimi della folla che popola le strade e i luoghi di New York.
Da un lato visi e corpi in movimento di passanti, coppie innamorate, studenti, poliziotti, barboni, taxisti, rapper, turisti che si avvicendano nelle strade newyorkesi, sullo sfondo colorato del ponte di Brooklyn o di una città brulicante di insegne. Dall’altro facce statiche e frontali, emergenti dal fondo nero della tela, che rappresentano icone dello Star System diventate celebri nella storia dell’arte, della società o della politica (Keith Haring, Pablo Picasso, Salvador Dalì, Andy Warhol, Frida Kalo, Nelson Mandela, Abraham Lincoln, Queen Elizabeth, Fidel Castro…). Un faccia a faccia che racconta due dimensioni differenti della stessa realtà newyorkese: l’anonimato della vita quotidiana delle masse e gli idoli che influenzano le moltitudini.
Stefano Fioresi, nella realizzazione dei suoi lavori, parte dagli scatti fotografici (appunti visivi che raccoglie durante i suoi numerosi viaggi) che sottopone a un processo di elaborazione digitale: grazie a questo filtro visivo le figure, prima di essere riportate sulla tela, sono tradotte attraverso la tecnica della posterizzazione in sagome bianche e nere dalla forte plasticità mentre gli sfondi sono trattati come quinte colorate che si alternano in continuazione secondo i differenti codici cromatici proposti dall’artista.

FACE TO FACE è realizzata in concomitanza dell’ipotetico Novantesimo compleanno di Marilyn Monroe (nata a Los Angeles il 1 giugno 1926). Opera centrale di tutta l’esposizione è la grande installazione intitolata “Marilyn” costituita da 90 opere che si configurano come la ripetitiva rappresentazione del volto di Marilyn Monroe, riprodotto prendendo in prestito l’icona dipinta da Andy Warhol, in omaggio alla famosa star americana.
La mostra, visitabile fino al 19 giugno 2016 a ingresso gratuito, continua le attività di PARMA 360. Festival della creatività contemporanea, manifestazione culturale dedicata alla creatività contemporanea italiana, che si è svolta a Parma dal 2 aprile al 15 maggio 2016. La mostra di Stefano Fioresi si svolge all’interno di Galleria San Ludovico, eletto da PARMA 360 quale laboratorio permanente della creatività giovanile, dove si svolgeranno mostre di arte contemporanea durante tutto il corso dell’anno. http://www.parma360festival.it
La Galleria San Ludovico di Parma è aperta di lunedì, mercoledì, giovedì e venerdì con orario 16.00-20.00, sabato e domenica ore 11.00-20.00, martedì chiuso. Catalogo con testi di Chiara Canali, disponibile in sede.
Per informazioni: http://www.artcompanyitalia.com, http://www.arte-sanlorenzo.it

Biografia

Stefano Fioresi (Modena, 28 luglio 1965) dopo il diploma artistico, intraprende differenti esperienze a livello professionale, in Italia e all’estero. Dalla fine degli anni Novanta crea un nuovo linguaggio visivo che si costruisce attraverso fasi successive a partire dalla ripresa fotografica, e che, nelle rielaborazioni seguenti, risente dell’influsso dei media e delle immagini pubblicitarie tradotte nel codice semplice e diretto della Pop Art. I numerosi viaggi in Italia e all’estero, tra Europa e America, arricchiscono il suo patrimonio visivo di un repertorio di immagini in cui la città diventa soggetto o scenario della sua opera. Tra le principali mostre personali a partire dall’inizio del Duemila, ricordiamo: “NYC – New York City”, presso la Galleria Factory di Modena, a cura di Maurizio Sciaccaluga, nel 2003; “MUSEUM”, presso la Chiesa di Sant’Onofrio “il Fuligno” a Firenze, a cura della Galleria San Lorenzo, con testo critico Anna Caterina Bellati, nel 2006; “NIGHT ‘N’ NUIT” alla Galleria San Lorenzo di Milano, a cura di Chiara Canali, nel 2008; “Re-Visiting MoMA” alla Galleria MOdenArte di Modena, a cura di Maurizio Vanni, nel 2012. Di particolari rilievo, in quegli anni, la partecipazione alla 52 BIENNALE DI VENEZIA del 2007 con l’evento collaterale “Caos project”, presso la Scuola Grande di San Giovanni Evangelista, a Venezia. Significativo, nel 2015, l’invito a partecipare alla collettiva “Self: Portraits Of Artists In Their Absence” presso il National Academy Museum di New York, a cura di Filippo Fossati, Diana Thompson e Maurizio Pellegrin.

STEFANO FIORESI
Face to Face
a cura di Chiara Canali
21 maggio – 19 giugno 2016
Galleria San Ludovico
Borgo del Parmigianino 2, Parma
Ingresso gratuito
Inaugurazione: sabato 21 maggio 2016, dalle ore 18.00 alle 24.00
In occasione della Notte Europea dei Musei 2016
Orari: lunedì, mercoledì, giovedì e venerdì ore 16.00-20.00, sabato e domenica ore 11-20, martedì chiuso.
Catalogo in mostra con testi di Chiara Canali.

Con in patrocinio del Comune di Parma
Organizzazione: Associazione Culturale Art Company
In collaborazione con Casa d’Arte San Lorenzo

Categorie
Collettiva

THE ART OF FOOD VALLEY

THE ART OF FOOD VALLEY
A cura di Chiara Canali

In collaborazione con RezArte Contemporanea

PARMA, Palazzo Pigorini
dal 2 aprile al 15 maggio 2016

Arte contemporanea e cibo sono i protagonisti della mostra The Art of Food Valley, a cura di Chiara Canali, tour attraverso le forme, i sapori e i colori del distretto territoriale della Food Valley emiliana.

La mostra, già presentata alla Galleria RezArte in occasione di EXPO 2015, è organizzata nell’ambito delle iniziative di PARMA 360 Festival della creatività contemporanea, manifestazione culturale dedicata alla creatività contemporanea italiana in programma a Parma dal 2 aprile al 15 maggio. 

Il percorso, allestito nelle sale affrescate di Palazzo Pigorini di Parma, si prospetta allo spettatore come una piattaforma di intersezione tra gli artisti e i prodotti tipici della Food Valley, in omaggio a Parma recentemente eletta dall’Unesco “Città Creativa per la Gastronomia”. 

IL DISTRETTO DELLA FOOD VALLEY
Quando parliamo di Food Valley alludiamo a un distretto territoriale e produttivo, cioè a un ambito geografico dai confini incerti in cui si esercita un’economia basata sul cibo e sul suo indotto. L’Emilia Romagna in particolare è considerata in tutto il mondo una delle regioni più ricche di prodotti tipici, tanto da guadagnarsi l’appellativo di Food Valley: un vero e proprio distretto territoriale dalla forte pregnanza enogastronomica, culturale ed artistica.
Partendo dalla premessa, sostenuta anche dalla Carta di Milano, che il cibo abbia un forte valore sociale e culturale, The Art of Food Valley si propone come un progetto di valorizzazione culturale di un territorio in cui le eccellenze enogastronomiche sono riconosciute in tutto il mondo: dal Prosciutto crudo al Parmigiano Reggiano, dall’Aceto balsamico al Fungo porcino. 

LA MOSTRA
Un forte legame unisce il cibo alle arti figurative e coniuga la tradizione enogastronomica con la cultura artistica italiana e internazionale. Il cibo e i prodotti alimentari hanno da sempre ispirato gli artisti nel creare immagini che esprimono la ricchezza della terra e dei riti alimentari e l’inevitabilità della vita che passa.
L’arte contemporanea, così come il cibo, attraverso i suoi linguaggi più innovativi e sperimentali, diventa veicolo per comunicare al pubblico simboli e messaggi nascosti del cibo e degli alimenti, offrendoli ai sensi dello spettatore come in un moderno rito pagano.
Ventiquattro artisti riflettono su venti prodotti tipici DOP e IGP compresi nel territorio della Food Valley, attraverso metodi, strumenti e linguaggi artistici che ne portano alla luce significati e valori legati alla sfera dell’estetica, del gusto, della cultura.
Gli artisti coinvolti nel progetto The Art of Food Valley, già riconosciuti a livello nazionale e internazionale, utilizzano tutte le forme e le tecniche espressive, dalla pittura alla scultura, dall’installazione alla fotografia, innescando nuovi meccanismi di riflessione a partire dalle opere presentate.
Nelle opere in mostra è evidente la riproposizione di immagini conosciute e già stereotipate dei prodotti della Food Valley o la rielaborazione dell’idea dell’alimento attraverso forme retoriche consolidate nella storia della pubblicità, con una tendenza all’accentuazione della carica ironica o dissacrante. Altre volte, invece, prevalgono letture e visioni più originali, identitarie, che mettono in luce processi di umanizzazione dell’oggetto-cibo o meccanismi di condensazione onirica che contribuiscono alla reinvenzione di un prodotto e della sua storia.
Dai prodotti più comuni e diffusi in aree geografiche anche lontane, le cui simbologie sono note e tramandate dalla tradizione – la pasta, le uova e le mele – ai prodotti di derivazione più recenti e legati allo specifico distretto territoriale di appartenenza della Food Valley – il prosciutto crudo e i salumi, il parmigiano-reggiano, l’aceto balsamico, il tortellino – tante sono le costruzioni simboliche, i miti e i riti che si condensano attorno al cibo e altrettante le codificazioni che gli artisti ne restituiscono.

SELF SERVICE ART
Il distributore automatico di arte contemporanea.
Un progetto di Antonella Mazzoni
In occasione della mostra The Art of Food Valley l’artista Antonella Mazzoni ha ideato il progetto SELF SERVICE ART, un distributore automatico di opere d’arte contemporanea. L’idea di Antonella Mazzoni di predisporre un distributore automatico per l’arte contemporanea, a cui partecipano tutti gli artisti di The Art of Food Valley, permette a ciascun fruitore un rapporto diretto e accessibile con l’opera d’arte, semplificandone il contatto e l’acquisto.

GLI ARTISTI
Annalù, Corrado Bonomi, Carlo Cane, Paolo Ceribelli, Vanni Cuoghi, Alberto De Braud, Francesco De Molfetta, Desiderio, Claudio Destito, Matilde Domestico, Stefano Fioresi, Andrea Francolino, Loredana Galante, Giovanni Gaggia, Michelangelo Galliani, Mr. Savethewall, Ester Grossi, Savina Lombardo, Antonella Mazzoni, Simone Racheli, Enrico Robusti, Silvano Scolari, Laura Simone, Lufer.

I PRODOTTI
Parmigiano-Reggiano DOP, Prosciutto crudo di Parma DOP, Aceto balsamico tradizionale di Modena e di Reggio Emilia DOP, Olio di oliva extravergine di Brisighella DOP, Culatello di Zibello DOP, Salame di Felino DOP, Salumi Piacentini DOP, Vino Gutturnio DOP, Mortadella di Bologna IGP, Zampone e cotechino di Modena IGP, Fungo di Borgotaro IGP e Tartufo di Fragno IGP, Mirtillo nero dell’Appenino Modenese IGP, Pera dell’Emilia-Romagna IGP, Pesca e nettarina di Romagna IGP, Amarene brusche di Modena IGP, Ciliegia di Vignola IGP – in via di riconoscimento, Spongata reggiana IGP – in via di riconoscimento, Tortellino di Bologna IGP – in via di riconoscimento, Pomodoro da industria, Pasta.

SELFIE #EXPRESS YOUR FOOD IDENTITY – 3.0
All’interno della mostra verrà anche presentato il progetto Selfie #Express your Food Identity, a cura di Elena Fava, un workshop fotografico nato nell’ambito della programmazione didattica del Master COMET-Cultura. Organizzazione e Marketing dell’Enogastronomia Territoriale dell’Università degli Studi di Parma.
Le food identities trasmesse mediante lo shooting dell’edizione 3.0 sono quelle dei giovani corsisti dei team 2015 e 2016 del Master COMET. Il progetto si focalizza sul fenomeno del selfbranding. Infatti, i corsisti guidati dal noto fotoreporter Edoardo Fornaciari, sono stimolati a raccontare la propria identità attraverso la scoperta della cultura gastronomica e la progettazione del proprio ritratto.

Parma 360 festival della creatività contemporanea
Parma 360 Festival della creatività contemporanea è un evento culturale senza precedenti per Parma, uno sguardo a 360° sul sistema della creatività contemporanea italiana e un focus sulla creatività emergente.
Dal 2 aprile al 15 maggio, in diversi spazi della città di Parma, sono attesi 45 giorni di mostre, installazioni, fotografia, architettura e design, video arte, realtà virtuale, food design, musica: l’Arte come motore di crescita e trasformazione sociale.
L’iniziativa è organizzata dalle associazioni 360° Creativity Events, Art Company, Kontainer, con il contributo del Comune di Parma, la direzione artistica di Camilla Mineo, Chiara Canali, Simona Manfredi, Federica Bianconi e un’ampia rete di partner pubblici e privati.
L’obiettivo della manifestazione, alla sua prima edizione, è quello di recuperare la naturale vocazione culturale e artistica della città, facendo vivere in modo nuovo e sinergico gli spazi espositivi, valorizzando la comunità creativa sul territorio e coinvolgendo in maniera attiva la cittadinanza. 

THE ART OF FOOD VALLEY
a cura di Chiara Canali
in collaborazione con RezArte Contemporanea
 
PARMA, Palazzo Pigorini
Strada Repubblica 29/A
 
Inaugurazione:
Sabato 2 aprile dalle 17 alle 24
 
Orari:
lunedì ore 10-13
mercoledì e venerdì 10-13/16 – 19-30
sabato e domenica  11-20
martedì e giovedì chiuso

Aperture straordinarie:
9 aprile fino alle ore 24
25 aprile fino alle ore 24

Info:
http://artoffoodvalley.com

Ebook The Art of Food Valley