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Digitale Fotografia

Franco Fontana | Davide Coltro. TERRE PIANE

 

Franco Fontana | Davide Coltro
TERRE PIANE
a cura di Chiara Canali 

PARMA, Chiesa di S. Quirino
al 14 aprile al 3 giugno 2018
Inaugurazione al pubblico Sabato 14 aprile, ore 11

nell’ambito di

PARMA 360 Festival della creatività contemporanea

Tra i progetti di punta della terza edizione di PARMA 360 Festival della creatività contemporanea, la mostra Terre piane, a cura di Chiara Canali, allestita nella Chiesa di San Quirino, mette a confronto le ricerca del maestro della fotografia di paesaggio Franco Fontana (Modena, 1933) e dell’inventore del quadro elettronico Davide Coltro (Verona, 1967).

I due autori, pur nella specificità e unicità del loro linguaggio espressivo (la fotografia classica per Fontana e la pittura elettronica per Coltro) negli ultimi anni hanno indagato con costanza il paesaggio italiano soffermandosi in particolare sulle vedute orizzontali e zenitali. Elemento di continuità tra i due artisti, oltre all’utilizzo dell’elemento cromatico come valore primario e strutturale dell’immagine, è la costante presenza di una linea all’orizzonte, che rimane l’architettura fissa di una successione vorticosa di colori e forme, a testimoniare la vertigine dell’infinito di queste “Terre Piane” che connotano il paesaggio visivo della Pianura Padana.

Nello spazio ottagonale della chiesa si alternano una ventina di fotografie di Fontana che esaltano l’espressione astratta del colore e le strutture geometriche del paesaggio, e una decina di quadri elettronici di Coltro che trasmettono icone digitali del paesaggio in dissolvenza incrociata, perdendo la fissità iniziale dell’immagine fotografica e recuperando una dialettica di sovrapposizione che manifesta una diversa modalità di funzione visiva.

A partire dagli anni Sessanta, Fontana fotografa paesaggi, panorami, dettagli materici. Mettendo in discussione i codici del Neorealismo, allontanandosi dall’attenzione verso l’uomo e dalle suggestioni del bianco e nero, l’artista ridisegna la realtà attraverso il suo sguardo, ricercando una prospettiva diversa. Evidenziando particolari inattesi, inventando associazioni cromatiche, giocando con le geometrie, Fontana spinge la sperimentazione fotografica verso la modernità.

La sua fotografia sottolinea un dettaglio surreale, sceglie un punto di vista insolito, si amplia su uno spazioso panorama o si concentra su un piccolo particolare. Protagonisti di un’immagine possono essere un colore, un accostamento di toni, una porzione materica: a rendere significativa una fotografia non è solo la veridicità geografica ma anche l’abilità selettiva dell’autore che, fotografando, inventa soggettivamente la sua realtà. Il colore diventa rivelazione, linguaggio attraverso cui esprimere paesaggi puri, dell’anima.

I System di Coltro sono quadri elettronici che propongono un flusso visivo di icone digitali catturate dal mondo e direttamente trasmesse dallo studio dell’artista al fruitore via etere.

L’utente ha sulla parete, come un quadro, un terminale collegato con la centrale operata dall’artista, in modo che alla fruizione dell’immagine si aggiungono la novità, la sorpresa, la partecipazione a un flusso estetico potenzialmente illimitato.

L’analisi del paesaggio, attuato mediante la fotografia alla base delle immagini elettroniche, riprende consapevolmente il pittorialismo dei pionieri ma aggiornandolo all’oggi della storia dell’arte. La sua ricerca ripercorre luoghi e spazi della natura alla ricerca della “vertigine orizzontale” con immagini caratterizzate dal cosid­detto “colore medio”, risultante dalla media matematica di tutti gli elementi cromatici presenti all’interno di un’immagine. Le immagini della pianura sono ingrandite ed enfatizzate secondo un’intima metrica e un ritmo spaziale, connotate trasversalmente dal colore uniforme. La semplificazione trasfigurante di scenari di intatta bellezza rimanda alle suggestioni di un passaggio di pianura lentissimo, che trapassa dall’immobilità al movimento.

In occasione della mostra Terre Piane, Franco Fontana condurrà a Parma nelle date del 4-5-6 maggio 2018 un workshop fotografico il cui obiettivo è quello di stimolare i partecipanti a sviluppare la propria creatività individuale. Attraverso una serie di esercitazioni mirate ad approfondire i diversi aspetti che concorrono alla creazione dell’immagine fotografica, la percezione del colore, il controllo delle geometrie, il peso degli elementi nella struttura compositiva – ciascun partecipante sarà chiamato a esplorare il rapporto tra fotografia e realtà per trovare la propria particolare strada.

Tre giorni di workshop divisi in incontri in aula dalle ore 16:00 alle 19:00, e nelle mattinate successive, sessioni di scatto individuali; i risultati degli esercizi saranno esaminati il giorno successivo, da Franco Fontana, e discussi collettivamente in aula.

 

Cenni biografici di Franco Fontana

Franco Fontana nasce a Modena il 9 dicembre 1933. Comincia a fotografare nel 1961 dedicandosi a un’attività amatoriale.
La sua prima mostra personale è a Modena nel 1968 e data da quell’anno una svolta sostanziale nella sua ricerca. Nel 1976, la sua mostra personale presso l’Istituto di Storia dell’Arte dell’Università di Parma segna definitivamente la popolarità dell’autore.
Ha pubblicato oltre 60 libri con diverse edizioni italiane, giapponesi, francesi, tedesche, svizzere, americane e spagnole. Ha esposto in tutto il mondo in Gallerie e Musei con oltre 400 partecipazioni tra collettive e personali.
Le sue opere sono in oltre 50 collezioni di Musei in tutto il mondo fra i quali: International Museum of Photography “G.Eastman House” Rochester; The Museum of Fine Arts of Boston; Ludwig Museum, Colonia; Museum of Modern Art, Norman Oklahoma; National Gallery of Pechino, Cina; The Australian National Gallery, Melbourne; University of Texas, Austin USA; Stedelijk Museum, Amsterdam; Metropolitan Museum, Tokyo; Museé d’Art Moderne, Paris; Museo de Arte San Paolo – Brasile; Kunsthaus Museum, Zurigo, Svizzera; Maxxi, Roma
Tra i riconoscimenti e i premi:
1989 – Roma, Premio della Cultura – Presidenza del Consiglio dei Ministri.
1990 – Tokyo, Photographic Society of Japan – The 150 Years of Photography Photographer Award
1992 – Venezia, Premio fotografico Città di Venezia
1994 – Pisa, Premio Pisa per la Fotografia per il 650° anniversario della fondazione dell’Ateneo pisano
1995 – Torino, Premio FIAF – Maestro Fotografo Italiano per la sua attività a favore della fotografia e della FIAF
2004 – Modena – Onorificenza di Commendatore per meriti artistici della Repubblica
2014 – Modena, Socio onorario dell’Accademia nazionale di Scienze Lettere e Arti di Modena Ha firmato tantissime campagne pubblicitarie tra le quali: Fiat, Volkswagen, Ferrovie dello Stato, Sony, Volvo, Versace, Canon, Kodak, Snam, Robe di Kappa. Ha collaborato in redazionali con TIME-LIFE, VOGUE Usa e VOGUE France, Venerdì di Repubblica, Sette del Corriere della Sera, Panorama, Frankfurten Allgemeine, Epoca, Class, New York Times. Ha tenuto workshop e conferenze a NewYork per il Guggenheim Museum, Institute of Tecnology di Tokyo, Accademia di Bruxelles, Università di Toronto, poi Roma, Parigi, Arles, Rockport, Barcellona, Taipei e molte altre città. Ha collaborato con: Guggenheim Museum di NewYork, Centre Georges Pompidou, Ministero della Cultura Giapponese, Ministero della Cultura Francese.

 

Cenni biografici di Davide Coltro

Nato a Verona nel 1967 vive e lavora Milano.
Davide Coltro è l’inventore del quadro elettronico o System, un nuovo strumento espressivo o medium che utilizza le tecnologie di massa (schermi, trasmissione, elaborazione d’immagini) trasformandole in opera d’arte. I System sono assemblati in grandi installazioni che modificano la percezione stessa dei fruitori per le dimensioni che lo sovrastano e il caleidoscopico mutare che non permette di fissare l’impressione. Tra queste, la monumentale RES-PUBLICA I, presentata alla 54° Biennale di Venezia curata da Bice Currier nel 2011 che conclude una delle più importanti ricerche sul paesaggio italiano contemporaneo.
Vanta numerose partecipazioni a collettive prestigiose. Partecipa alla XIV Quadriennale di Roma del 2004 e sempre nello stesso anno viene selezionato da un vasto pubblico per la finale del Premio Cairo. Nel 2006 è stato invitato alla mostra internazionale di Pechino e Shangai “Natura e Metamorfosi” nell’ambito delle attività del Ministero degli Esteri in Cina.
I suoi quadri elettronici sono stati acquisiti da importanti collezioni pubbliche e private: Museo Palazzo Forti -Verona, Collezione VAF Stiftung – Francoforte, Panza di Biumo – Varese, Galleria Civica Ezio Mariani – Seregno, Collezione Unicredit – Milano; ed esposti in molti musei tra i quali: Museum of Modern Art – Mosca, Museo ZKM – Karlsruhe, Urban Planing Center – Shangai, Etagi Loft Project – San Pietroburgo, Centro Luigi Pecci – Prato, Collezione Farnesina – Roma, Museo di Arte Moderna e Contemporanea di Trento e Rovereto MART – Rovereto, Marca di Catanzaro – Galleria Civica di Trento.
Ha dato vita ad un gruppo, ispirato al termine anglosassone ON (acceso), composto da artisti che utilizzano la tecnologia e l’energia in diverse forme nella concezione, progettazione e realizzazione dell’opera.

 

Parma 360 festival della creatività contemporanea

Per il terzo anno consecutivo PARMA 360 Festival della creatività contemporanea anima la primavera culturale parmigiana con un ricco programma di mostre, iniziative ed eventi che mostrano uno sguardo a 360° sul sistema della creatività contemporanea italiana e un focus sulla creatività emergente. Dal 14 aprile al 3 giugno 2018, in diversi spazi istituzionali e privati della città, si svolgono mostre di pittura, fotografia, arte digitale, scultura alternate a concerti, performance e attività formative e laboratoriali che annoverano alcuni tra i nomi più rilevanti dell’arte contemporanea italiana, come Davide Coltro, Francesco Diluca, Franco Fontana, Giovanni Frangi, Pietro Geranzani, Carlo Mattioli, Ernesto Morales, Barbara Nati e Daniele Papuli.
Nella città che è stata designata Capitale italiana della Cultura per il 2020, il Festival PARMA 360 – uno dei 32 progetti del dossier di candidatura – ha il duplice obiettivo di recuperare la naturale vocazione culturale e artistica di Parma, facendone vivere in modo nuovo e sinergico gli spazi espositivi, e di sviluppare la comunità creativa del territorio attraverso l’arte, intesa come motore di crescita e trasformazione sociale. Alla base della progettualità di PARMA 360, ci sono inoltre i concetti di rigenerazione urbana e di rifunzionalizzazione degli spazi cittadini per un coinvolgimento attivo della cittadinanza.
Il Festival, infatti, mette in rete e promuove contemporaneamente il patrimonio artistico già esistente in un vero e proprio museo diffuso sul territorio, valorizzando attraverso l’arte contemporanea chiese sconsacrate, palazzi storici e spazi di archeologia industriale non sempre conosciuti dagli abitanti della città, come il gioiello storico dell’Ospedale Vecchio, le ex Chiese di San Quirino e San Tiburzio e l’area industriale dell’ex SCEDEP.
L’iniziativa, che vede la direzione artistica e la curatela di Camilla Mineo e Chiara Canali, è organizzata dalle associazioni 360° Creativity Events ed Art Company, con il sostegno del Comune di Parma e di “Parma, io ci sto!” e un’ampia rete di partner pubblici e privati.

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Pittura

Ernesto Morales. LA FORMA E LE NUVOLE

Ernesto Morales
LA FORMA E LE NUVOLE
a cura di Chiara Canali

Con il patrocinio del Consolato Generale della Repubblica Argentina
in collaborazione con Area 35 Art Gallery, Milano

PARMA, Ospedale Vecchio
dal 14 aprile al 3 giugno 2018
Inaugurazione al pubblico Sabato 1 aprile 2017 ore 17.00

nell’ambito di
PARMA 360 Festival della creatività contemporanea

PARMA 360 Festival della creatività contemporanea riapre le porte di un vero e proprio gioiello cittadino: la crociera dell’Ospedale Vecchio in Oltretorrente, monumento dal riconosciuto valore storico.
All’ingresso dell’edificio, Il pittore argentino Ernesto Morales (Montevideo, 1974) con il progetto La Forma e le Nuvole riflette sulla natura ambivalente delle nuvole, elemento insieme celeste e terrestre, materiale e simbolico, metaforico e reale.
Emblema dell’impermanenza delle cose e dell’incessante divenire del tempo, le nuvole sono testimoni di una temporalità lenta, quasi immobile, dalla lunghissima durata. Ernesto Morales, senza essere un naturalista, parla di natura e di nuvole. Lavora per accumuli e sovrapposizioni di colate e al tempo stesso per sottrazioni e dispersioni di pennellate, in dialogo costante con i pittori del passato come Friedrich, Constable, Turner, Richter, Kiefer e con tutti gli altri disegnatori e contemplatori di nuvole e di cieli.

Scrive Chiara Canali, curatrice della mostra: “Come la forma delle nuvole è, all’esterno, irregolare e ineguale, così la forma della pittura di Morales sceglie come campo di ricerca il colore, il lato più irrazionale, indefinibile e instabile dell’opera d’arte, ma anche il più libero e aperto al cambiamento. La sua pittura rompe, attraversa, annulla ogni confine invadendo tutto ciò che incontra. Tramite l’uso delle colature, espande e potenzia la propria espressione per affrontare vaste e complesse superfici.
Come tra due nuvole cambia tutto: la forma, il colore, la consistenza, l’estensione, la densità, così due dipinti identici della stessa nuvola non esistono in quanto la loro forma è provvisoria, precaria, evanescente, emblema stesso della caducità, della volatilità, dell’incessante divenire.
La pittura è un incessante gioco metamorfico, di trasformazioni repentine, rapidi mutamenti di forma, dissoluzioni e ricomposizioni di masse sempre nuove e diverse.

Le nuvole, al tempo stesso, sembrano fatte apposta per sottrarsi a qualsiasi classificazione, a qualsiasi tentativo di imbrigliarle dentro schemi rigidi, categorie, tassonomie. Non si fa in tempo ad attribuire a una nuvola una forma, che questa presto muta in qualcosa di diverso, soggiace a processi metamorfici.
Nelle nuvole l’uomo può facilmente ritrovarsi, contemplare le proprie proiezioni e i propri fantasmi, scorgere un deposito archetipo di miti e credenze che egli stesso ha lasciato”.

Cenni biografici di Ernesto Morales
L’artista argentino Ernesto Morales nasce nel 1974 a Montevideo (Uruguay).
Dopo un intenso periodo formativo trascorso a Buenos Aires, nel 1999 ottiene il titolo di Professore di Pittura e nel 2005 e il Dottorato in Arti Visive presso l’Universidad de Bellas Artes. Dal 1999 al 2006 insegna Pittura e Storia dell’Arte Latino-Americana presso l’Universidad de Buenos Aires, e svolge l’incarico di Direttore dell’Academia de Bellas Artes de Buenos Aires.
Inizia la sua carriera artistica a Buenos Aires, dove ha vissuto fino al 2006 quando si trasferisce in Europa. Dopo un periodo iniziale a Parigi stabilisce il suo studio in Italia, prima a Roma, e dal 2011 a Torino.
Il suo percorso artistico internazionale l’ha portato a realizzare mostre in Musei, Gallerie e Ferie d’arte in Paesi diversi, tra i quali Stati Uniti, Italia, Francia, Germania, Spagna, Ungheria, Cina, Singapore, Malesia, Tailandia, Argentina, Brasile, Messico e Uruguay.
Tra il 2009 e il 2012 rappresenta istituzionalmente i Governi dell’Italia, dell’Argentina e dell’Uruguay con una serie d’importanti esposizioni personali realizzate in diversi Musei italiani e argentini. Dal 2013 realizza periodicamente delle mostre negli Stati Uniti e nel Sudest asiatico. Nel 2014 tiene un ciclo di importanti esposizioni a Singapore, a Bangkok e a Kuala Lumpur, e nel 2015 una grande esposizione personale a New York nelle sale del Consolato Generale della Repubblica Argentina.
Si editano differenti volumi monografici dedicati al suo lavoro tra i quali: “Il Tempo della Distanza” (Genova, 2010), “The invisible bridges” (Singapore, 2014), “Il giorno come la notte” (Torino, 2015), “Distance” (Milano, 2016), “Aurum” (Milano, 2017).

Parma 360 festival della creatività contemporanea

Per il terzo anno consecutivo PARMA 360 Festival della creatività contemporanea anima la primavera culturale parmigiana con un ricco programma di mostre, iniziative ed eventi che mostrano uno sguardo a 360° sul sistema della creatività contemporanea italiana e un focus sulla creatività emergente.
Dal 14 aprile al 3 giugno 2018, in diversi spazi istituzionali e privati della città, si svolgono mostre di pittura, fotografia, arte digitale, scultura alternate a concerti, performance e attività formative e laboratoriali che annoverano alcuni tra i nomi più rilevanti dell’arte contemporanea italiana, come Davide Coltro, Francesco Diluca, Franco Fontana, Giovanni Frangi, Pietro Geranzani, Carlo Mattioli, Ernesto Morales, Barbara Nati e Daniele Papuli.
Nella città che è stata designata Capitale italiana della Cultura per il 2020, il Festival PARMA 360 – uno dei 32 progetti del dossier di candidatura – ha il duplice obiettivo di recuperare la naturale vocazione culturale e artistica di Parma, facendone vivere in modo nuovo e sinergico gli spazi espositivi, e di sviluppare la comunità creativa del territorio attraverso l’arte, intesa come motore di crescita e trasformazione sociale.
Alla base della progettualità di PARMA 360, ci sono inoltre i concetti di rigenerazione urbana e di rifunzionalizzazione degli spazi cittadini per un coinvolgimento attivo della cittadinanza.
Il Festival, infatti, mette in rete e promuove contemporaneamente il patrimonio artistico già esistente in un vero e proprio museo diffuso sul territorio, valorizzando attraverso l’arte contemporanea chiese sconsacrate, palazzi storici e spazi di archeologia industriale non sempre conosciuti dagli abitanti della città, come il gioiello storico dell’Ospedale Vecchio, le ex Chiese di San Quirino e San Tiburzio e l’area industriale dell’ex SCEDEP.
L’iniziativa, che vede la direzione artistica e la curatela di Camilla Mineo e Chiara Canali, è organizzata dalle associazioni 360° Creativity Events ed Art Company, con il sostegno del Comune di Parma e di “Parma, io ci sto!” e un’ampia rete di partner pubblici e privati.

 

 

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Pittura

Desiderio. NIRVANA

Desiderio
BEAUTY HAZARD 2007 | 2017
NIRVANA

A cura di Chiara Canali 

Fabbrica del Vapore, Spazio Ex Cisterne
Milano

Opening martedì 5 dicembre, dalle 18.00
Dal 6 dicembre 2017 al 14 Gennaio 2018

Dieci anni di ricerca dell’artista Desiderio raccolti in una mostra alla Fabbrica del Vapore.

Un viaggio sinestetico nel mondo poetico e visionario dell’artista che unisce differenti forme espressive, dalla pittura all’installazione, dalla performance al video.

La Fabbrica del Vapore – Spazio Ex Cisterne presenta l’ultimo capitolo della saga BEAUTY HAZARD 2007 | 2017 dell’artista Desiderio, in una mostra intitolata Nirvana, a cura di Chiara Canali, promossa dal Comune di Milano e organizzata dall’Associazione culturale Art Company.

Nato a Milano, Desiderio, dal nome simbolico e altamente evocativo, è un artista visivo che avvicenda differenti media espressivi per restituire una rappresentazione della modernità in bilico tra surrealismo e realismo magico. Tra i finalisti del 13° Premio Cairo, Desiderio è presente alla 54° Biennale di Venezia nel Padiglione Cuba, alla XI e XII Biennale dell’Avana e alla 4° Bienal Fin del Mundo 2015, allargando la sua esperienza oltre i confini italiani.

Il progetto BEAUTY HAZARD nasce nel 2007 da una fascinazione di Desiderio per i temi della bellezza, della corruzione e della carne cui ha dedicato un ciclo di lavori attraversando diversi linguaggi, dalla pittura al video. Le esperienze di questi ultimi anni confluiscono in un nuovo progetto espositivo che si sviluppa sui due piani dello Spazio Ex Cisterne della Fabbrica del Vapore, con quadri di grande formato, cortometraggi, installazioni e sculture.

Il titolo Nirvana scaturisce come completamento del concetto di “Beauty Hazard”, come momento più riflessivo del suo percorso artistico, corrispondente al progressivo annullamento della realtà per arrivare al puro godimento dello spirito. Con Nir-vana (*libertà dal Desiderio) assistiamo a una presa di coscienza dell’artista che gli consente di liberarsi di alcune forme più espressioniste e violente del suo lavoro per intraprendere un nuovo corso espressivo.

La mostra raccoglie una selezione delle grandi opere pittoriche realizzate tra il 2007 e il 2017, i cortometraggi della trilogia Beauty Hazard | Confabula Spurio | I Love my Queen e del dittico Bluesky | The Win on the Sky, installazioni e sculture giganti.
Inoltre è presente una sezione dedicata al rapporto di Desiderio con Cuba, in continuità con la mostra “Che Guevara. Tu y Todos” ideata da Simmetrico e in corso presso la Fabbrica del Vapore, dedicata alla storia e alla vita del Che “uomo” e “personaggio storico”. Desiderio dal 2008 ha infatti trascorso diversi periodi dell’anno a Cuba a partire dalla presenza al Festival ARTE+2009 organizzato dall’associazione culturale CubeArt di Ana Pedroso fino alla partecipazione alla Biennale dell’Avana.

Da questi continui spostamenti è nato il film ¡Ahora si Llego!, primo road movie ambientato a Cuba, girato da Desiderio con l’artista cubano José Balboa, un viaggio documentaristico e visionario in sella a un sidecar, ispirato al viaggio intrapreso dal giovane Che Guevara con il compagno Alberto Granado per l’America Latina, attraverso le 15 provincie cubane.

Riflettendo la poetica di Desiderio, la mostra Nirvana unisce linguaggi diversi e gli stessi elementi, gli stessi personaggi e icone, sono semi drammaturgici che vengono presentati in un quadro e ripresi dal video o personificati in sculture: una sorta di divenire continuo che confonde realtà e opere, bidimensione della tela e volume delle installazioni permeando così l’ambiente nella sua totalità.

Se, per le atmosfere surreali e fiabesche, il suo lavoro potrebbe ascriversi alla corrente del Pop Surrealism o della Lowbrow Art americana, a differenza dei Pop surrealisti Desiderio non cerca di scoprire e di esprimere ciò che è oltre, fantastico, differente dal “reale”, ma descrive il mondo reale stesso come dotato di meravigliosi aspetti imprevedibili. Per questa sua attitudine è più corretto parlare di “realismo magico” che sposa la descrizione meticolosa, precisa, della realtà ma ne traduce un effetto di straniamento attraverso l’uso di elementi magici e onirici.

Come afferma la curatrice Chiara Canali, “L’artista Desiderio è una ‘macchina che produce mondi possibili’ e la sua narrazione è il modus operandi per proiettare i desideri e i valori in uno spazio che ha la pretesa di essere scambiato per realtà o di identificarsi con essa. […] Nella sua poetica la continua commistione tra materia e tecnica, tra corpo e macchina, tra naturalità e tecnologia crea una forma di sublimità tecnologica che immerge il corpo in una situazione esperienziale nuova dove la visione è perturbata e arricchita di nuovi sensi oltre la pelle della realtà”.

La mostra è accompagnata da un catalogo di 64 pagine con testi di Chiara Canali, Cristiano Carotti, Alessandro Riva, Francesco Santaniello.
La mostra è resa possibile grazie alla collaborazione di DL Arte e M77 Gallery e al contributo di Indisciplinarte.

BIOGRAFIA
Desiderio è nato nel 1978 a Milano. Vive e lavora in provincia di Terni.
Dopo gli studi allo IED di Roma (corso di illustrazione), diversi mesi all’ ESAG (Advanced School of Graphical Art, Interior Design) di Parigi, collabora come illustratore con Philip Morris, Prize for the marketing (Italia), Warner Music (Italia), Klutz (USA), Creative Company (USA), SKY (Italia), Miles Kelly Publishing (Essex), Ticktock Media Ltd ( Londra). Per cinque anni tra il 2004 e il 2009 è docente di “Illustrazione creativa” presso l’International Art School di Terni.
Vincitore del Premio Italian Factory 2008 e finalista in diversi premi tra cui Premio Cairo 2012, SESIFF The 3rd Seoul International Extreme-Short Image & Film Festival (KOREA), AZYL film festival One World One Minute (Slovakia, Czech Republic, Hungary) e altri.
Presente alla 54° Biennale di Venezia nel Padiglione Cuba, alla 11° e 12° Biennale dell’Avana e alla 4° Bienal Fin del Mundo 2015 (Valparaiso, Chile). Ha realizzato mostre personali e collettive in Italia e all’estero (Berlino, Hubei Museum Cina, Hitabashi Art Museum, Tokyo, ecc) e nel 2009 ha partecipato alla mostra collettiva Apocalipse Wow! presso il Macro Future di Roma.
Videomaker e regista, realizza numerosi cortometraggi tra cui: Beauty Hazard (Italia), Confabula Spurio (Italia), I Love my Queen (Italia), Bluesky (Cuba), The Win on the Sky (Cuba). Nel 2013 realizza il suo primo lungometraggio Ahora si llego (documentario-road movie) girando per tre mesi con un vecchio sidecar URAL per tutte le provincie di Cuba.
Nel 2015 Desiderio crea il progetto Coocuyo (coocuyo.com), portale ufficiale di musica elettronica cubana che rappresenta il punto di riferimento unico a Cuba per la sua peculiarità, piattaforma in continua crescita che vede affiancarsi tra i suoi protagonisti artisti internazionali del calibro di Major Lazer (Diplo) durante il concerto all’Habana (2016) con oltre 400.000 persone. Nel 2017 presenta al FAC ( Fabrica Arte Cubano, Havana) il lungometraggio Coocuyo.

EVENTI COLLATERALI
La mostra è arricchita da alcuni eventi collaterali, tra cui la proiezione del film ¡Ahora si Llego! il primo road-movie ambientato a Cuba, girato dall’artista italiano Desiderio con l’artista cubano José Balboa e distribuito dalla Rodaggio Film. Il film verrà proiettato all’interno della rassegna collaterale della mostra Che Guevara. Tu y Todos, a cura di Simmetrico.

 

DESIDERIO
BEAUTY HAZARD 2007 | 2017
NIRVANA
A cura di Chiara Canali

Fabbrica del Vapore, Milano
Via Procaccini 4 – 20154 Milano
http://www.fabbricadelvapore.org

Orari:
dal martedì al venerdì 15.00 – 19.00
sabato e domenica 11.00 – 19.00
lunedì chiuso

Mostra in collaborazione con:
Comune di Milano
Fabbrica del Vapore

Mostra organizzata da:
Art Company
http://www.artcompanyitalia.com
info@artcompanyitalia.com
tel. 333 7271980

In collaborazione con:
DL Arte
M77 Gallery

Sponsor tecnici:
CREATIVE MANAGEMENT SOLUTIONS
BMP
CERTAT
CREAS
 
Ufficio Stampa:
GDG Press
info@gdgpress.com

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Incisione

Walter Valentini. Giovanni Gaggia. DEL FILO E DEL SEGNO

Walter Valentini Ÿ Giovanni Gaggia
DEL FILO E DEL SEGNO
a cura di Chiara Canali

Galleria Bramante, Fermignano

Inaugurazione al pubblico Domenica 21 maggio 2017 ore 18.30
Dal 21 maggio al 25 giugno 2017

 

La Galleria Bramante è lieta di ospitare il progetto DEL FILO E DEL SEGNO degli artisti marchigiani Walter Valentini e Giovanni Gaggia, a cura di Chiara Canali.

La mostra, che inaugurerà domenica 21 maggio alle ore 18.30 presso la città di Fermignano, storica sede del prestigioso Premio Internazionale per l’incisione “Fabio Bertoni, è promossa e sostenuta dal Comune di Fermignano e dalla Regione Marche.

In occasione dell’inaugurazione dell’esposizione interverrà Chiara Canali, curatrice della mostra, oltre a Sandro Pascucci, Direttore Fondazione Teatro Comunale di Cagli, Massimo Mattioli e Maria Letizia Paiato, critici d’arte che hanno dato un contributo in catalogo, e l’artista Giovanni Gaggia.

A dieci anni dall’ultima edizione del Premio (1995-2007), con questa mostra degli artisti Walter Valentini (1928) e Giovanni Gaggia (1977), ed il progetto di un’incisione a quattro mani, si vuole riportare l’attenzione sulla tecnica incisoria e promuovere la rinascita del Premio Internazionale per l’incisione “Fabio Bertoni”.

Entrambi originari di Pergola, i due artisti hanno compiuto la propria formazione – a quarantacinque anni di distanza – presso la Scuola del Libro (Istituto di Belle Arti di Urbino) dove Valentini ha acquisito il gusto raffinato per le carte, i caratteri tipografici, la legatura, al punto che oggi è riconosciuto come uno dei maestri internazionali nell’arte grafica contemporanea, mentre Gaggia ha ereditato le doti di abilità e accurata perfezione nel disegno, per poi indirizzarsi anche verso i campi dell’azione performativa e della gestualità del ricamo.

L’acquaforte Unitis Signis, nata dalla collaborazione dei due artisti che hanno incrociato e fuso le proprie poetiche, si compone di due riquadri affiancati, come le pagine aperte di un libro. La lastra di sinistra è quella incisa da Walter Valentini e presenta il consueto tema della misurazione delle costellazioni celesti, delle galassie che, con le loro orbite, circuitano attorno ai pianeti, creando un rapporto musicale e poetico tra linee e segni. Il lavoro è unificato dal motivo delle cinque sfere a cui Valentini ha configurato sul piano e Gaggia ha permeato di un suo contenuto. Le cinque sfere hanno un significato preciso e alludono alle fasi di metamorfosi della farfalla (elemento ricorrente nell’opera del giovane artista). Lo sfondo della lastra di destra, inchiostrato come quello di sinistra e completato dal segno di Gaggia, è attraversato dalle linee curve, sinuose e delicate delle ali di una farfalla per rafforzare ancora di più il senso di rinascita a nuova vita, come auspicio al raggiungimento di bellezza, perfezione ed equilibrio interiore.

La mostra è arricchita da un nucleo di opere di entrambi gli artisti: Walter Valentini presenta il ciclo La stanza del tempo (1983) dove emerge un fitto intreccio di segni verticali, diagonali, orizzontali, regolati da una proporzione ritmica da cui germinano triangoli, rettangoli e semicerchi iscritti all’interno di una sezione aurea. Le opere de La stanza del tempo, oltre al segno tracciato, presentano il motivo a rilievo del filo di piombo o di cotone intinto nel carbone e fissato alle estremità con chiodi, teso in parallelo al piano dell’opera, che accentua la geometria e la regolarità dei tracciati. In mostra anche il libro d’artista Dante Anarca e i suoi sei maestri (1990), un poemetto inedito di Giacomo Oreglia arricchito da 6 acqueforti di Walter Valentini, edito dalla Galleria Della Pergola, in cui si evidenzia l’equilibrio elegante tra scrittura e immagini.

Giovanni Gaggia espone alcune opere Sanguinis Suavitas, disegni a matita su carta cotone Fabriano che, assieme alle opere successive di Inventarium (2014) riflettono sulla memoria della strage di Ustica, e ne traggono immagini vivide di chiavi, ciabatte, cucchiai, tazzine e altri effetti personali da viaggio, segni significativi di una perdita e di un ritrovamento. Il tema ricorrente delle ali di farfalla, simbolo di liberazione, è marcato da impronte rosse di cuore-sangue.
Le opere Ali Squamose (2009), Miratus Sum (2011) e Cruoris Factum (2013), realizzate attraverso la tecnica del ricamo su lino, sono state eseguite da Gaggia a distanza di tempo in occasione di alcune azioni performative, riattualizzando una pratica che recupera una manualità perduta e assume una valenza sociale.

La mostra è accompagnata da un catalogo edito da Manfredi Edizioni con testi di Chiara Canali, Massimo Mattioli e Maria Letizia Paiato e una sezione iconografica con le immagini di lavorazione della incisione Unitis Signis e le opere dei due autori.

Walter Valentini biografia
Walter Valentini è nato a Pergola (Pesaro) nel 1928.
Tra il 1947 e il 1948 è a Roma e nel 1949 a Milano dove ha come maestri Max Huber, Albe Steiner e Luigi Veronesi. Nel 1950 lascia la Lombardia per Urbino, dove frequenta l’Istituto di Belle Arti (Scuola del Libro). Qui viene anche in contatto con la cultura rinascimentale di cui la città marchigiana conserva fondamentali testimonianze che lasceranno tracce profonde nella sua futura attività. Lascia Urbino, terminati gli studi, per tornare nel 1955 a Milano, dove da allora risiede. Valentini negli anni Settanta è impegnato in un fertile interferire di esperienze calcografiche e pittoriche. Sono degli anni Ottanta le “Stanze del tempo” e il “Muro del tempo” che trovano nuovo sviluppo nella serie dedicata alla “Città del sole” e alla “Città ideale”, e quindi nelle grandi tavole del ciclo “Le misure, il cielo”.
Nel 1979 l’Università del Massachuttes di Boston lo invita alla mostra di artisti italiani “Birth of the work”. Nel 1982 ottiene il primo premio alla Biennale Internazionale di Ibiza e di Listowel. Nel 1984 gli viene assegnato il Grand Prix della X Biennale Internazionale di grafica di Cracovia, che nel 1986 gli organizza una mostra personale antologica a Cracovia e a Torun.
Nel 1989 è invitato a Lubiana, con una sala personale, alla XVIII Biennale Internazionale di Grafica. Sono del 1990 due grandi opere per l’edificio della Ashford Properties di Greenwhich, Connecticut (USA) e l’installazione per il Museo di Siegburg (Germania); del 1991 l’installazione “Lo spazio, il tempo” per l’Harris Concert Hall di Aspen, Colorado (USA) e “La città ideale” per il Palazzo Montani-Antaldi, Pesaro; del 1992 l’installazione “Il labirinto della Memoria” alla Frearte di Milano.
Sempre più numerose le mostre personali all’estero (Boston, Stoccolma, Amburgo, Colonia, New York, Aspen, Tokyo, Monaco, Siegburg, Vienna, Ankara). Tra il 1995 e il 1996 la personale “L’espace, le temps”, nella Galerie Dionne di Parigi e ancora nel 1996 partecipa alla XXX Prix Internazionale d’Arte Contemporanea di Montecarlo (Principato di Monaco) e ottiene il “Prix Gabriel Ollivier”. Nel 1997 è invitato alla XLVII edizione della Biennale di Venezia, nella sezione “Unimplosive Art” (verso la nuova Classicità) e nel 1999 alla Quadriennale di Roma.
Dal 1998 ad oggi numerose sono le esposizioni personali e i riconoscimenti ottenuti in Italia e all’estero, si ricordano: nel 2008 “E’ una notte stellata. Ecco il progetto”, l’antologica alla Mole Vanvitelliana di Ancona; nel 2014 “Siderea mensura” alla Casa Museo di Osvaldo Licini a Monte Vidon Corrado, a cura di Daniela Simoni e nel 2017 “Walter Valentini. Il rigore della geometria, le fratture dell’arte. 1973- 2017” Centro Arte Moderna e Contemporanea di La Spezia.

Giovanni Gaggia biografia
Nasce a Pergola (PU) nel 1977, dove attualmente vive e lavora. Frequentando la Scuola del Libro (Istituto di Belle Arti di Urbino), ha perfezionato le sue abilità nel disegno, per poi indirizzarsi anche verso i campi dell’azione performativa e della gestualità del ricamo.
La sua opera è fondamentalmente ricerca d’equilibrio fra azione performativa e disegno: sono questi i luoghi in cui la sua poetica, sempre e comunque aderente alla fisicità del corpo, è andata definendosi negli anni. In particolare essa si è concentrata sull’immagine del cuore; un cuore anatomico e carnale, protagonista di alcune azioni dal grande impatto emotivo alle quali è seguita una ricerca più delicata, seppur ugualmente potente, evidenziata dalla recente dedizione al ricamo. Identità, ritualità, sacrificio e condivisione sono gli elementi cardine delle performance, tutte caratterizzate da intense interazioni con l’altro. In esse le identità in gioco subiscono contaminazioni reciproche che rimandano a rituali sciamanici ed iniziatici dove a mutare è lo spirito più profondo dell’essere umano. Il contenuto delle azioni ed i richiami al sacrificio possono essere visti, quindi, come metafora di liberazione e come epifania dell’anima.
Tra le sue personali si ricordano:
2015 – Inventarium, GALLLERIAPIU’, Bologna; Intexĕre tempus, a cura di Diego Sileo, lavatoio di Palazzo Lamperini/ galleria Rossmut, Roma; Inventarium, a cura di Serena Ribaudo, Canto217, Palazzi Costantino / Di Napoli, Palermo.
2014 – Centrum Naturae (doppia personale), a cura di Roberto Paci Dalò, Scalone Vanvitelliano / Chiesa della Maddalena, Pesaro.
2014 – Et Curis (doppia personale), a cura di Loretta Di Tuccio, intervento critico Fabrizio Pizzuto, galleria Rossmut, Roma.
2013 – Sic Dulce Est, a cura di Cristina Petrelli, Palazzo di San Clemente / Archispazio, Firenze.
2012 – Where is your brother? (doppia personale) a cura di Davide Quadrio e Studio Rayuela (Flavia Fiocchi e Francesco Sala) SpongePill- Casa Déclic / Guastalla Pilates, Milano.
2011 – I need you a cura di Claudio Composti, Spazio NovaDea, Ascoli Piceno / Corpo fisico, corpo etereo (doppia personale), a cura di Roberta Ridolfi, Factory – Art gallery, Berlino – Germania.
2008 – Aforismi Simpatetici, a cura di Chiara Canali, Museo dei Bronzi Dorati, Pergola (PU) .
2007 – Di spirito e di Carne, testo critico di Roberta Ridolfi, Factory-Art gallery, Trieste.

 

DEL FILO E DEL SEGNO
Walter Valentini Giovanni Gaggia
A cura di Chiara Canali

FERMIGNANO, Galleria Bramante
Via Martiri della Libertà 25

Inaugurazione:
Domenica 21 maggio 2017 ore 18.30
Dal 21 maggio al 25 giugno 2017

Orari:
merc. giov. e ven. 16.30 – 19.00
sab. e dom. 10.30 – 12.30 / 16.30 – 19.00
lun. e mart. chiuso
Mostra promossa e sostenuta da Comune di Fermignano
e Regione Marche. Con il contributo di TVS.
Media partner: Artribune.

Catalogo Manfredi Edizioni
Ingresso Libero

Info mostra:
cultura@comune.fermignano.it
tel. Comune 0722 332142 Pro Loco 0722 330523

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Pittura

Giacomo Cossio. NONPOTREIUSAREILVERDESENONCIFOSSEMARIOSCHIFANO

GIACOMO COSSIO NONPOTREIUSAREILVERDESENONCIFOSSEMARIOSCHIFANO

A cura di Chiara Canali, in collaborazione con Bonioni Arte, Reggio Emilia

PARMA, Galleria San Ludovico

Dal 1 aprile al 14 maggio 2017

 

La Galleria San Ludovico ospita il progetto NONPOTREIUSAREILVERDESENONCIFOSSEMARIOSCHIFANO dell’autore parmigiano Giacomo Cossio, a cura di Chiara Canali, in collaborazione con Bonioni Arte di Reggio Emilia.

La mostra è organizzata nell’ambito della seconda edizione di PARMA 360 Festival della creatività contemporanea, manifestazione culturale dedicata alla creatività contemporanea italiana in programma a Parma dal 1 aprile al 14 maggio.

Già da diversi anni Giacomo Cossio (Parma, 1974) si interroga sul problema della figurazione del reale e della ricostruzione del mondo con la materialità delle paste lavorate e del colore sensuale. Cossio fa “saltare per aria” la pittura in un processo corrosivo e bulimico di scavo e di affondo nella grammatica della pittura e della scultura attraverso l’uso di “mezzi” non convenzionali, dall’assemblaggio fotografico all’ammasso di colore, smalto, stucco, poliuretano espanso e parti metalliche, per rompere con la convenzionale strutturazione conchiusa delle cose.

Il corpo stesso dell’artista diventa mezzo rituale e sciamanico, in quanto estensione della superficie pittorica che da materia organica diventa arte, in un legame sempre più stretto con il fertile tessuto del suo mondo esistenziale, con le materie e le sostanze del suo nutrimento vitale, con i succhi gastrici e le viscere della sua terra.

La contiguità biologica di Cossio con la terra emiliana, la caotica e istintiva naturalità in cui ha sede lo studio, immerso nel paesaggio agricolo parmense, il quotidiano lavoro a contatto con la natura primigenia delle cose e del fare, costituiscono gli ingredienti di un processo di gestazione e maturazione del suo mondo visivo, impregnato di macchine e piante prelevate dal contesto naturale, ma rilette alla luce di una personale re-interpretazione e ri-costruzione della realtà.

In questo viaggio di approssimazione verso la realtà, Mario Schifano è fonte inesauribile di ispirazione per Giacomo Cossio, non soltanto per l’attitudine energetica e bulimica nel fare pittura ma anche per la propensione critica nei confronti della Natura, riletta attraverso i suoi paesaggi di segni, e per l’esplosione nell’uso delle cromie.

In mostra, in dialogo con le opere di Giacomo Cossio, sarà presente un monocromo giallo di Schifano del 1978 (della serie “Giallo Cromo” presentata per la prima volta nell’importante antologica di palazzo della Pilotta a Parma nel 1974) dove la pittura a smalto è stesa sulla tela attraverso ampie stesure irregolari, con sgocciolature grondanti nella parte inferiore, lasciata volutamente scoperta, secondo una struttura tipica di molti monocromi di questo periodo. La scelta del colore veniva spiegata dall’artista come un “segno d’energia” o un “segno di propaganda”, e ne sottolinea il carattere del tutto casuale e primigenio.

 

Allo stesso modo, per Giacomo Cossio un giallo intenso, un verde acido, un arancio acceso sono dispensati dal compito di rappresentare un’immagine esterna e sono scelti solo in virtù del loro effetto sull’opera, l’autonomia del colore non va di pari passo con quella della forma ma si estende sulle superficie e sugli sfondi, creando diversi piani di lettura che movimentano la scomposizione bidimensionale dei piani geometrici e complicano ulteriormente la lettura finale dell’opera.

La mostra nasce dal desiderio di mostrare il lato più manipolabile e labile della Natura, non nella sua veste selvaggia e incontaminata, ma invece nella sua forma più controllata e umana, nei vasi sui balconi o all’ interno di aiuole o rotonde stradali. Con i Vasi o le Piante il lavoro di Cossio spazia nel campo del “paesaggio artificiale” dove a partire dal prelievo di fiori secchi o sintetici, e dall’assemblaggio di ristampe fotografiche che riproducono immagini di iris e tronchetti della felicità, viene rivisitato il tema della natura morta. La sottile, delicata e precaria impalcatura di carta si trasforma a poco a poco in una edificazione vegetale in equilibrio instabile e in continua tensione tra una realtà destrutturata e perforata e una natura virtuale ma percepita come reale dallo spettatore.

 

Giacomo Cossio biografia

Nasce a Parma nel 1974 e si laurea in Architettura all’Università di Ferrara. Dal 1993 il lavoro è ispirato dalla volontà di ristrutturare la realtà oggettiva attraverso stratificazioni, sovrapposizioni, assemblaggi di materiali diversi. Fotografie, fotocopie, schiume, fiori sintetici sono gli elementi che compongono i collage oggettuali che spaziano dai “paesaggi artificiali”, rivisitazioni del tema della natura morta, alla ricostruzione di macchine, ruspe, scavatrici, scomposte e ricomposte. Questo lavoro viene spinto anche alla destrutturazione e ristrutturazione della figura umana, del paesaggio, di oggetti di uso quotidiano, riprendendo un tema caro alla Pop Art. Il lavoro si spinge dunque verso una soluzione scultorea e architettonica, mediante un uso tridimensionale dello spazio che lo porta a realizzare opere aggettanti e sporgenti. Numerosissime le mostre personali e collettive, anche in spazi pubblici: per tutte, “Corpi, Macchine, Piante. Tentativi di realtà”, a cura di Martina Cavallarin, Le Torri dell’Acqua, Budrio (Bologna), nell’ambito di Arte Fiera Off, Arte Fiera Bologna 2012; “L’ultima ruota del carro”, a cura di Niccolò Bonechi e Chiara Canali, Galleria Bonioni Arte, Reggio Emilia, 2014; “Un peso cubitale” con Francesco Bocchini, a cura di Roberta Bertozzi, Ala Nuova del Museo della Città di Rimini, 2016. Tiene conferenze e seminari di Arte e Architettura su invito di Istituzioni pubbliche e private

Parma 360 festival della creatività contemporanea

Parma 360 Festival della creatività contemporanea è un evento culturale senza precedenti per Parma, con uno sguardo a 360° sul sistema della creatività contemporanea italiana e un focus sulla creatività emergente.

Dal 1 aprile al 14 maggio 2017, in diversi spazi istituzionali e privati della città di Parma, sono attesi 45 giorni di mostre, installazioni ed eventi di fotografia, pittura, illustrazione, grafica e musica: l’Arte come motore di crescita e trasformazione sociale. L’iniziativa è organizzata dalle associazioni 360° Creativity Events, Art Company, Kontainer, con il contributo del Comune di Parma, la direzione artistica di Camilla Mineo e Chiara Canali e un’ampia rete di partner pubblici e privati. L’approccio trasversale del Festival Parma 360, basato sul doppio concetto di recuperare la naturale vocazione culturale e artistica di Parma, facendole vivere in modo nuovo e sinergico gli spazi espositivi, e di valorizzare la comunità creativa sul territorio (le associazioni, i centri di ricerca, gli enti), sono stati il vero motore della manifestazione, che ha permesso di coinvolgere in maniera attiva tutta la cittadinanza avvicinandola in modo sinergico e vitale all’arte contemporanea, attraverso un contatto diretto e informale che ha permesso di poter rilanciare e promuovere la cultura artistica e di formazione della città.

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Pittura

Stefano Fioresi. FACE TO FACE

Stefano Fioresi
FACE TO FACE

a cura di Chiara Canali

Inaugurazione: sabato 21 maggio, dalle ore 18.00 alle 24.00
In occasione della Notte Europea dei Musei 2016

Galleria San Ludovico, Parma
21 maggio – 19 giugno 2016

Con il patrocinio del Comune di Parma
organizzazione Associazione Culturale Art Company
in collaborazione con Casa d’Arte San Lorenzo

La Galleria San Ludovico di Parma, in Borgo del Parmigianino 2, ospita la personale FACE TO FACE dell’artista modenese Stefano Fioresi, a cura di Chiara Canali. Patrocinata dal Comune di Parma, a corollario delle iniziative di PARMA 360 Festival della creatività contemporanea, l’esposizione è organizzata dall’Associazione Culturale Art Company in collaborazione con la galleria Casa d’Arte San Lorenzo di San Miniato.
Il progetto riflette sul confronto e la contrapposizione tra volti famosi dello Star System (icone che sono sopravvissute alla storia) e i volti anonimi della folla che popola le strade e i luoghi di New York.
Da un lato visi e corpi in movimento di passanti, coppie innamorate, studenti, poliziotti, barboni, taxisti, rapper, turisti che si avvicendano nelle strade newyorkesi, sullo sfondo colorato del ponte di Brooklyn o di una città brulicante di insegne. Dall’altro facce statiche e frontali, emergenti dal fondo nero della tela, che rappresentano icone dello Star System diventate celebri nella storia dell’arte, della società o della politica (Keith Haring, Pablo Picasso, Salvador Dalì, Andy Warhol, Frida Kalo, Nelson Mandela, Abraham Lincoln, Queen Elizabeth, Fidel Castro…). Un faccia a faccia che racconta due dimensioni differenti della stessa realtà newyorkese: l’anonimato della vita quotidiana delle masse e gli idoli che influenzano le moltitudini.
Stefano Fioresi, nella realizzazione dei suoi lavori, parte dagli scatti fotografici (appunti visivi che raccoglie durante i suoi numerosi viaggi) che sottopone a un processo di elaborazione digitale: grazie a questo filtro visivo le figure, prima di essere riportate sulla tela, sono tradotte attraverso la tecnica della posterizzazione in sagome bianche e nere dalla forte plasticità mentre gli sfondi sono trattati come quinte colorate che si alternano in continuazione secondo i differenti codici cromatici proposti dall’artista.

FACE TO FACE è realizzata in concomitanza dell’ipotetico Novantesimo compleanno di Marilyn Monroe (nata a Los Angeles il 1 giugno 1926). Opera centrale di tutta l’esposizione è la grande installazione intitolata “Marilyn” costituita da 90 opere che si configurano come la ripetitiva rappresentazione del volto di Marilyn Monroe, riprodotto prendendo in prestito l’icona dipinta da Andy Warhol, in omaggio alla famosa star americana.
La mostra, visitabile fino al 19 giugno 2016 a ingresso gratuito, continua le attività di PARMA 360. Festival della creatività contemporanea, manifestazione culturale dedicata alla creatività contemporanea italiana, che si è svolta a Parma dal 2 aprile al 15 maggio 2016. La mostra di Stefano Fioresi si svolge all’interno di Galleria San Ludovico, eletto da PARMA 360 quale laboratorio permanente della creatività giovanile, dove si svolgeranno mostre di arte contemporanea durante tutto il corso dell’anno. http://www.parma360festival.it
La Galleria San Ludovico di Parma è aperta di lunedì, mercoledì, giovedì e venerdì con orario 16.00-20.00, sabato e domenica ore 11.00-20.00, martedì chiuso. Catalogo con testi di Chiara Canali, disponibile in sede.
Per informazioni: http://www.artcompanyitalia.com, http://www.arte-sanlorenzo.it

Biografia

Stefano Fioresi (Modena, 28 luglio 1965) dopo il diploma artistico, intraprende differenti esperienze a livello professionale, in Italia e all’estero. Dalla fine degli anni Novanta crea un nuovo linguaggio visivo che si costruisce attraverso fasi successive a partire dalla ripresa fotografica, e che, nelle rielaborazioni seguenti, risente dell’influsso dei media e delle immagini pubblicitarie tradotte nel codice semplice e diretto della Pop Art. I numerosi viaggi in Italia e all’estero, tra Europa e America, arricchiscono il suo patrimonio visivo di un repertorio di immagini in cui la città diventa soggetto o scenario della sua opera. Tra le principali mostre personali a partire dall’inizio del Duemila, ricordiamo: “NYC – New York City”, presso la Galleria Factory di Modena, a cura di Maurizio Sciaccaluga, nel 2003; “MUSEUM”, presso la Chiesa di Sant’Onofrio “il Fuligno” a Firenze, a cura della Galleria San Lorenzo, con testo critico Anna Caterina Bellati, nel 2006; “NIGHT ‘N’ NUIT” alla Galleria San Lorenzo di Milano, a cura di Chiara Canali, nel 2008; “Re-Visiting MoMA” alla Galleria MOdenArte di Modena, a cura di Maurizio Vanni, nel 2012. Di particolari rilievo, in quegli anni, la partecipazione alla 52 BIENNALE DI VENEZIA del 2007 con l’evento collaterale “Caos project”, presso la Scuola Grande di San Giovanni Evangelista, a Venezia. Significativo, nel 2015, l’invito a partecipare alla collettiva “Self: Portraits Of Artists In Their Absence” presso il National Academy Museum di New York, a cura di Filippo Fossati, Diana Thompson e Maurizio Pellegrin.

STEFANO FIORESI
Face to Face
a cura di Chiara Canali
21 maggio – 19 giugno 2016
Galleria San Ludovico
Borgo del Parmigianino 2, Parma
Ingresso gratuito
Inaugurazione: sabato 21 maggio 2016, dalle ore 18.00 alle 24.00
In occasione della Notte Europea dei Musei 2016
Orari: lunedì, mercoledì, giovedì e venerdì ore 16.00-20.00, sabato e domenica ore 11-20, martedì chiuso.
Catalogo in mostra con testi di Chiara Canali.

Con in patrocinio del Comune di Parma
Organizzazione: Associazione Culturale Art Company
In collaborazione con Casa d’Arte San Lorenzo

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Collettiva

THE ART OF FOOD VALLEY

THE ART OF FOOD VALLEY
A cura di Chiara Canali

In collaborazione con RezArte Contemporanea

PARMA, Palazzo Pigorini
dal 2 aprile al 15 maggio 2016

Arte contemporanea e cibo sono i protagonisti della mostra The Art of Food Valley, a cura di Chiara Canali, tour attraverso le forme, i sapori e i colori del distretto territoriale della Food Valley emiliana.

La mostra, già presentata alla Galleria RezArte in occasione di EXPO 2015, è organizzata nell’ambito delle iniziative di PARMA 360 Festival della creatività contemporanea, manifestazione culturale dedicata alla creatività contemporanea italiana in programma a Parma dal 2 aprile al 15 maggio. 

Il percorso, allestito nelle sale affrescate di Palazzo Pigorini di Parma, si prospetta allo spettatore come una piattaforma di intersezione tra gli artisti e i prodotti tipici della Food Valley, in omaggio a Parma recentemente eletta dall’Unesco “Città Creativa per la Gastronomia”. 

IL DISTRETTO DELLA FOOD VALLEY
Quando parliamo di Food Valley alludiamo a un distretto territoriale e produttivo, cioè a un ambito geografico dai confini incerti in cui si esercita un’economia basata sul cibo e sul suo indotto. L’Emilia Romagna in particolare è considerata in tutto il mondo una delle regioni più ricche di prodotti tipici, tanto da guadagnarsi l’appellativo di Food Valley: un vero e proprio distretto territoriale dalla forte pregnanza enogastronomica, culturale ed artistica.
Partendo dalla premessa, sostenuta anche dalla Carta di Milano, che il cibo abbia un forte valore sociale e culturale, The Art of Food Valley si propone come un progetto di valorizzazione culturale di un territorio in cui le eccellenze enogastronomiche sono riconosciute in tutto il mondo: dal Prosciutto crudo al Parmigiano Reggiano, dall’Aceto balsamico al Fungo porcino. 

LA MOSTRA
Un forte legame unisce il cibo alle arti figurative e coniuga la tradizione enogastronomica con la cultura artistica italiana e internazionale. Il cibo e i prodotti alimentari hanno da sempre ispirato gli artisti nel creare immagini che esprimono la ricchezza della terra e dei riti alimentari e l’inevitabilità della vita che passa.
L’arte contemporanea, così come il cibo, attraverso i suoi linguaggi più innovativi e sperimentali, diventa veicolo per comunicare al pubblico simboli e messaggi nascosti del cibo e degli alimenti, offrendoli ai sensi dello spettatore come in un moderno rito pagano.
Ventiquattro artisti riflettono su venti prodotti tipici DOP e IGP compresi nel territorio della Food Valley, attraverso metodi, strumenti e linguaggi artistici che ne portano alla luce significati e valori legati alla sfera dell’estetica, del gusto, della cultura.
Gli artisti coinvolti nel progetto The Art of Food Valley, già riconosciuti a livello nazionale e internazionale, utilizzano tutte le forme e le tecniche espressive, dalla pittura alla scultura, dall’installazione alla fotografia, innescando nuovi meccanismi di riflessione a partire dalle opere presentate.
Nelle opere in mostra è evidente la riproposizione di immagini conosciute e già stereotipate dei prodotti della Food Valley o la rielaborazione dell’idea dell’alimento attraverso forme retoriche consolidate nella storia della pubblicità, con una tendenza all’accentuazione della carica ironica o dissacrante. Altre volte, invece, prevalgono letture e visioni più originali, identitarie, che mettono in luce processi di umanizzazione dell’oggetto-cibo o meccanismi di condensazione onirica che contribuiscono alla reinvenzione di un prodotto e della sua storia.
Dai prodotti più comuni e diffusi in aree geografiche anche lontane, le cui simbologie sono note e tramandate dalla tradizione – la pasta, le uova e le mele – ai prodotti di derivazione più recenti e legati allo specifico distretto territoriale di appartenenza della Food Valley – il prosciutto crudo e i salumi, il parmigiano-reggiano, l’aceto balsamico, il tortellino – tante sono le costruzioni simboliche, i miti e i riti che si condensano attorno al cibo e altrettante le codificazioni che gli artisti ne restituiscono.

SELF SERVICE ART
Il distributore automatico di arte contemporanea.
Un progetto di Antonella Mazzoni
In occasione della mostra The Art of Food Valley l’artista Antonella Mazzoni ha ideato il progetto SELF SERVICE ART, un distributore automatico di opere d’arte contemporanea. L’idea di Antonella Mazzoni di predisporre un distributore automatico per l’arte contemporanea, a cui partecipano tutti gli artisti di The Art of Food Valley, permette a ciascun fruitore un rapporto diretto e accessibile con l’opera d’arte, semplificandone il contatto e l’acquisto.

GLI ARTISTI
Annalù, Corrado Bonomi, Carlo Cane, Paolo Ceribelli, Vanni Cuoghi, Alberto De Braud, Francesco De Molfetta, Desiderio, Claudio Destito, Matilde Domestico, Stefano Fioresi, Andrea Francolino, Loredana Galante, Giovanni Gaggia, Michelangelo Galliani, Mr. Savethewall, Ester Grossi, Savina Lombardo, Antonella Mazzoni, Simone Racheli, Enrico Robusti, Silvano Scolari, Laura Simone, Lufer.

I PRODOTTI
Parmigiano-Reggiano DOP, Prosciutto crudo di Parma DOP, Aceto balsamico tradizionale di Modena e di Reggio Emilia DOP, Olio di oliva extravergine di Brisighella DOP, Culatello di Zibello DOP, Salame di Felino DOP, Salumi Piacentini DOP, Vino Gutturnio DOP, Mortadella di Bologna IGP, Zampone e cotechino di Modena IGP, Fungo di Borgotaro IGP e Tartufo di Fragno IGP, Mirtillo nero dell’Appenino Modenese IGP, Pera dell’Emilia-Romagna IGP, Pesca e nettarina di Romagna IGP, Amarene brusche di Modena IGP, Ciliegia di Vignola IGP – in via di riconoscimento, Spongata reggiana IGP – in via di riconoscimento, Tortellino di Bologna IGP – in via di riconoscimento, Pomodoro da industria, Pasta.

SELFIE #EXPRESS YOUR FOOD IDENTITY – 3.0
All’interno della mostra verrà anche presentato il progetto Selfie #Express your Food Identity, a cura di Elena Fava, un workshop fotografico nato nell’ambito della programmazione didattica del Master COMET-Cultura. Organizzazione e Marketing dell’Enogastronomia Territoriale dell’Università degli Studi di Parma.
Le food identities trasmesse mediante lo shooting dell’edizione 3.0 sono quelle dei giovani corsisti dei team 2015 e 2016 del Master COMET. Il progetto si focalizza sul fenomeno del selfbranding. Infatti, i corsisti guidati dal noto fotoreporter Edoardo Fornaciari, sono stimolati a raccontare la propria identità attraverso la scoperta della cultura gastronomica e la progettazione del proprio ritratto.

Parma 360 festival della creatività contemporanea
Parma 360 Festival della creatività contemporanea è un evento culturale senza precedenti per Parma, uno sguardo a 360° sul sistema della creatività contemporanea italiana e un focus sulla creatività emergente.
Dal 2 aprile al 15 maggio, in diversi spazi della città di Parma, sono attesi 45 giorni di mostre, installazioni, fotografia, architettura e design, video arte, realtà virtuale, food design, musica: l’Arte come motore di crescita e trasformazione sociale.
L’iniziativa è organizzata dalle associazioni 360° Creativity Events, Art Company, Kontainer, con il contributo del Comune di Parma, la direzione artistica di Camilla Mineo, Chiara Canali, Simona Manfredi, Federica Bianconi e un’ampia rete di partner pubblici e privati.
L’obiettivo della manifestazione, alla sua prima edizione, è quello di recuperare la naturale vocazione culturale e artistica della città, facendo vivere in modo nuovo e sinergico gli spazi espositivi, valorizzando la comunità creativa sul territorio e coinvolgendo in maniera attiva la cittadinanza. 

THE ART OF FOOD VALLEY
a cura di Chiara Canali
in collaborazione con RezArte Contemporanea
 
PARMA, Palazzo Pigorini
Strada Repubblica 29/A
 
Inaugurazione:
Sabato 2 aprile dalle 17 alle 24
 
Orari:
lunedì ore 10-13
mercoledì e venerdì 10-13/16 – 19-30
sabato e domenica  11-20
martedì e giovedì chiuso

Aperture straordinarie:
9 aprile fino alle ore 24
25 aprile fino alle ore 24

Info:
http://artoffoodvalley.com
http://www.galleriarezarte.it
info@galleriarezarte.it

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Digitale Fotografia

Lia Pascaniuc. VITA LIQUIDA

Lia Pascaniuc
VITA LIQUIDA
A cura di Chiara Canali
 

ACQUARIO CIVICO, Viale G.B. Gadio 2, Milano
25 novembre 2015 – 10 gennaio 2016

Inaugurazione 24 novembre ore 18.00

Nella cornice dell’Acquario Civico di Milano, tra i più antichi d’Europa, si inaugura la mostra “Lia Pascaniuc. Vita Liquida” progetto espositivo dedicato al tema dell’acqua da diversi punti di vista: come risorsa idrica vitale per tutto il Pianeta, come habitat naturale per gli esseri viventi e come elemento fisico le cui trasformazioni condizionano l’equilibrio tra uomo e vita terracquea.

La mostra, a cura di Chiara Canali, è promossa dal Comune di Milano – Cultura, Acquario Civico di Milano in collaborazione con l’Associazione Culturale Art Company e con il patrocinio del Consolato Romeno, fa parte di Expo in città, il palinsesto di iniziative che ha accompagnato la vita culturale milanese durante EXPO 2015 e si svolge in concomitanza con COP 21 Paris, il Forum della Innovazione Sostenibile, che si svolgerà in dicembre a Parigi, che rifletterà quest’anno sui cambiamenti climatici.

Allieva del fotografo Franco Fontana, Lia Pascaniuc è un’artista romena che, a partire dall’indagine del medium fotografico, si rivolge a linguaggi contemporanei come il light box, il video, la scultura, le nuove tecnologie multimediali per indagare tematiche connesse alla sostenibilità ambientale e alle emergenze dell’odierna società liquida.

Attraverso la ricerca nell’ambito dei nuovi media e, in particolare, attraverso l’uso di tecnologie ologrammatiche, touch e interattive, lo spettatore è chiamato a scoprire lo stato dell’acqua corrispondente al proprio tocco personale, sensibilizzandosi ai temi della tutela qualitativa e quantitativa delle risorse idriche e del rispetto ambientale.

Influenzata dalle parole e dal pensiero di Zygmunt Bauman che definisce “modernità liquida” la nostra condizione attuale per la transitorietà e l’insicurezza dei rapporti, l’artista ha dato avvio a un progetto in divenire, intitolato “Vita Liquida”, che indaga la vita acquatica da una prospettiva estetica, ma anche etica.

In queste opere l’acqua è paradossalmente assente e l’inquadratura, interamente oscurata attraverso particolari banchi ottici, lascia il campo alla vita delle creature marine, nel vuoto più assoluto di una spazialità condivisa. Le fotografie di questa serie, eseguite analogicamente all’interno del set di un acquario artificiosamente deprivato dell’acqua, si concentrano unicamente sulle forme e le cromie dei pesci, che spiccano dal buio più assoluto dello sfondo. La sottrazione di liquidi, che esalta ancor di più le tonalità accese e variopinte degli esseri acquatici, diventa metafora di una sensazione di vuoto, incertezza, mutevolezza e instabilità, che viene approfondita nella serie dedicata ai cambiamenti climatici.

La qualità di vita dell’uomo viene interpretata dall’artista come qualità dell’acqua delle aree fluviali, marine e glaciali, in quanto ognuna di loro, nella sua specificità, concorre a definire, in maniera più o meno diretta, la qualità della vita dell’uomo. Fondamentale è il ruolo rivestito dall’acqua nella conservazione degli equilibri ecologici e territoriali, nella qualità del paesaggio, nella tutela della qualità della vita e della salute. Le condizioni di vita umana dipendono direttamente da quelle dell’ecosistema territoriale in cui si vive, pertanto è necessario proteggere e preservare l’ambiente per assicurare una qualità di vita degna e sostenibile per le generazioni attuali e future.

Nella sezione dedicata al “Global Warming” allestita nel Giardino d’Inverno Lia Pascaniuc presenta una serie di scatti sul ritiro dei ghiacciai in Argentina e Islanda, presentando delle vedute algide e contrastate, rese ancora più luminose dall’utilizzo dei light box, con ampie zone nere a testimoniare un’assenza di vita e un silenzio quasi metafisico, grave e profondo, metafora delle preoccupanti conseguenze della fusione dei ghiacciai. All’interno di questa sezione compare anche un’opera a bassorilievo che unisce assieme fotografia e scultura. Si tratta de “I migranti ambientali”, fotografia da cui fuoriesce la testa prominente di un narvalo che, con il suo dente d’oro, mitologico, proteso nello spazio espositivo, costituisce una riflessione sulla ricerca per questi esseri di una nuova terra incontaminata da abitare.

Nelle vetrine all’interno del percorso dell’acquario sono invece conservate alcuni piccoli scatti fotografici dedicati ai cicli “Luce Liquida” e “Aurora Light” dove l’acqua è assoluta protagonista delle opere in forma gassosa, liquida e solidificata in ghiaccio, “sostanza primordiale da cui scaturiscono tutte le forme” (Mircea Eliade), struttura visivo-formale declinata in differenti texture cromatiche e pattern geometrici che rimandano alla varietà dei passaggi e degli stati in cui è presente in natura.

Nel percorso espositivo è presente una sezione dedicata alle “Trasformazioni irreversibili” dove la trasformazione dei paesaggi naturali è condizionata sia dalla mano dell’uomo che li antropizza che dall’emergenza legata al surriscaldamento del globo. Il comportamento dell’uomo nell’ambiente ha un impatto irreversibile oltre l’emergenza del clima e il risultato di questi processi è un radicale cambiamento di stato.

Nella stanza video al piano terra è proiettata la video-installazione: “Wall Street”, riflessione sulla attuale crisi finanziaria che viene incarnata nell’immaginario comune dalla voracità di uno squalo che gira insistentemente su se stesso dopo aver predato le acque che lo circondano.

Nel piano interrato sarà presente una sezione dedicata alle ricerche sulle tecnologie olografiche di cui l’artista si avvale grazie a particolari supporti con vetro inclinato come strumento di trasmissione delle immagini. In queste sculture, che presentano al loro interno dei video in 3D con le immagini in movimento di pesci chirurgo, color giallo fosforescente o di meduse iridescenti fluttuanti nel vuoto, la fluidità della visione tridimensionale balza al di fuori della scultura e si proietta nello spazio, destando nello spettatore un senso di instabilità e vertigine.

In quest’area sarà esposto anche il progetto multimediale “Frequenza” che consiste in una scultura olografica con predisposizione interattiva che permette allo spettatore di poter interagire attivamente con l’esperienza video-fotografica trasmessa sullo schermo attraverso tecnologie touch. L’opera indaga il concetto di interattività e compartecipazione multisensoriale dello spettatore e lo rende visivamente presente attraverso l’immagine di un mare in calma piatta, una tavola blu che viene attivata dall’interazione dello spettatore.

Appena lo spettatore tocca lo schermo, un sensore rileva il tatto e lo trasmette ad un software che genera effetti visivi differenti, a seconda della frequenza e dell’intensità del contatto.

A chiusura della mostra verrà realizzata, in collaborazione la startup innovativa Bepart – the Public Imagination Movement, un’opera permanente di realtà aumentata che potrà essere visibile nell’etere (nel raggio di 1 Km dal sito dell’Acquario) scaricando l’app gratuita Bepart, disponibile per Android e iOS.

La mostra è accompagnata da un catalogo edito da Silvana Editoriale che presenta sia le riproduzioni delle opere esposte all’Acquario, e contributi di: Chiara Canali, curatrice della mostra; Nicoletta Ancona, conservatore dell’Acquario Civico; Andrea Dall’Asta S.I., direttore della Galleria San Fedele di Milano; Enrico Mattei, critico d’arte e curatore; Antonella Guidazzoli, responsabile del Visual information Technology Lab Cineca di Bologna.

 

Cenni Biografici

Lia Pascaniuc, classe 1981, studia arti e mestieri in Romania per proseguire poi dal 1998 gli studi a Torino. Segue da assistente il maestro Franco Fontana nel workshop di fotografia presso il Politecnico di Torino.
La natura è un’ispirazione costante, che si arricchisce durante i numerosi viaggi documentati e catalogati. La fotografia creativa e sperimentale è il principale mezzo espressivo. Realizza anche istallazioni site-specific di vario genere attraverso le quali altera ed esalta spazi e contesti utilizzando le nuove tecnologie.
Tra le principali esposizioni: ad ottobre 2015 presenta il lavoro Frequenza ad ArtVerona selezionata negli spazi indipendenti a cura di Cristian Seganfreddo; nel luglio 2015 espone nel progetto Infra terra presso la galleria Barbara Paci, Pietrasanta mentre in occasione della decima edizione di Fotografia Europea, il festival internazionale di fotografia dedicato quest’anno al tema “Effetto Terra”, Lia Pascaniuc partecipa al Circuito Off con la mostra Liquid Landscape, allestita negli spazi della galleria RezArte Contemporanea di Reggio Emilia.
A gennaio 2015 ha presentato il progetto personale Liquid presso SetUp Art Fair a Bologna; ha partecipato al progetto collettivo Memorie di equilibrio, Water & land grabbing, presso la Galleria AMYD Arte, Milano e nel progetto inserito al Festival della Scienza di Genova, ed è risultata finalista del Contest Milano Città Mondo, presso la Fabbrica del Vapore di Milano; nel 2013 è selezionata dalla curatrice Chiara Canali all’interno del Premio Artivisive San Fedele e partecipa a BAM ON TOUR 2013 – Biennale d’arte moderna e contemporanea del Piemonte, a cura di Edoardo di Mauro; nel 2012 viene invitata a far parte della collettiva The River Thames – The Great Wall – Embrace the World presso la Barbican Gallery di Londra ed espone ad H.OPE ART alla Reggia di Venaria (Torino).
Nel 2011 partecipa alla collettiva Sweet ItalyBunga Bunga Republic, presso la Galleria Abnormals, Berlino.
Nel 2010 è finalista del Premio Arte Laguna presso le Tese di San Cristoforo Arsenale, Venezia.
Le sue opere fanno parte delle collezioni permanenti della Forever Olympic Art Center Beijing (China), della Galleria Civica del Museo di Modena e del Florean Contemporary Art Museum (Romania) oltre che di numerosi collezionisti privati.

 

COORDINATE MOSTRA

Lia Pascaniuc. VITA LIQUIDA
25 novembre 2015 – 10 gennaio 2016
Acquario Civico di Milano, Viale Gadio 2 – M2 Lanza
inaugurazione 24 novembre ore 18.00
Orari da martedì a domenica 9.00 – 17.30 (ultimo ingresso 30 minuti prima della chiusura)
Lunedì chiuso
Ingresso mostra con Biglietto Acquario: intero 5 €, ridotto 3 €
Info Tel. +39 02 88 46 57 50 – www.acquariocivicomilano.eu

Ufficio stampa Comune di Milano
Elena Conenna
elenamaria.conenna@comune.milano.it

Ufficio stampa mostra
Spacenomore
http://www.spacenomore.com
info@spacenomore.com

 

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Street Art

Pao. TRICK-OR-TREAT

PAO
TRICK-OR-TREAT
a cura di Chiara Canali

Galleria San Ludovico
Borgo del Parmigianino 2/a, Parma

Dal 31 ottobre al 22 novembre 2015

Dolcetto o scherzetto?”, lo street artist PAO in mostra a Galleria San Ludovico per la seconda edizione di PARMA STREET VIEW

 

Il Comune di Parma ospita a Galleria San Ludovico uno tra i più fantasiosi e ironici street artist italiani, PAO, con una sua mostra personale “Trick-Or-Treat” (“Dolcetto o scherzetto?”) a cura di Chiara Canali, che si inaugurerà sabato 31 ottobre, in concomitanza con la festa di Halloween.

Fino al 22 novembre saranno in mostra i dipinti 2D e 3D, le sculture su vetroresina e legno realizzate negli ultimi due anni di attività dell’artista, che conducono il visitatore in un viaggio verso un “buco nero” poliedrico popolato da incredibili personaggi della fantasia.
In un mix tra arte, design e creatività, Pao ci racconta un’umanità “ingrassata” ironicamente rappresentata dalla serie Donuts, dove grosse ciambelle dopate ingannano qualsiasi prospettiva visiva trasformando il concavo in convesso, il pieno in vuoto, il sopra in sotto.

Il titolo della mostra e l’apertura nella giornata di Halloween rappresentano un modo ironico per esibire l’ultima produzione dell’artista, che alterna buffi pasticcini tridimensionali, rappresentanti l’attuale società dei consumi, a oggetti della banale quotidianità, decontestualizzati in ironiche armi neo-pop o in spiazzanti giochi di fantasia.

Ormai sdoganata nel sistema ufficiale dell’arte, la sperimentazione di Pao non si compone unicamente di interventi urbani nello spazio pubblico, ma si evolve su materiali e supporti differenti.

L’esposizione voluta dal Comune di Parma – Assessorato alla Cultura, organizzata dall’Associazione Culturale Art Company, in collaborazione con Made in Art e sostenuta da Banca Intesa Sanpaolo, raccoglie una ventina di opere pittoriche e scultoree che indagano gli inganni ottici e le distorsioni prospettiche.
Attraverso l’utilizzo di geometrie curve, punti di fuga complessi, sporgenze e rientranze, Pao è stato in grado di superare la bidimensionalità della tela per acquisire la tridimensionalità del nostro mondo.

La mostra si inserisce all’interno della seconda edizione di Parma Street View, Festival di Street Art e Urban Art curato da Chiara Canali e Federica Bianconi, e volto alla riqualificazione estetica di spazi e muri della città con il linguaggio dell’arte di strada.

 

 

 

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Pittura Street Art

Mr. Savethewall. THE STORY

Mr. Savethewall
THE STORY
a cura di Chiara Canali

Mostra pubblica di Mr. Savethewall dal 7 agosto al 30 agosto 2015
presso San Pietro in Atrio a Como, via Odelscalchi 3
con il supporto del Comune di Como, Assessorato alla Cultura

Inaugurazione 7 agosto 2015 dalle ore 18.00
Orari: da martedì a venerdì dalle 15.00 alle 19.00
Sabato e domenica dalle 11.00 alle 19.00. Chiuso il lunedì

 

Venerdì 7 agosto 2015 si inaugura a Como, presso lo spazio di San Pietro in Atrio, la mostra pubblica MR. SAVETHEWALL. THE STORY, a cura di Chiara Canali, realizzata con il supporto del Comune di Como e l’organizzazione dell’Associazione Culturale Art Company. L’esposizione, che accompagna l’estate comasca, è inserita nel calendario 365 giorni d’arte a Como, un ricco palinsesto, promosso dall’Assessorato alla Cultura, che raccoglie oltre 40 eventi artistici l’anno in quattro spazi espositivi.

Mr. Savethewall è un artista comasco che agisce secondo il metodo della deriva e del détournement situazionista per proporre opere che interpretano temi e costumi della società contemporanea in chiave ludica o polemica, ironica o dissacrante. Una “decostruzione e ricostruzione dei codici linguistici” che Mr. Savethewall opera attraverso le modalità e le tecniche di intervento della Street Art, in primis l’utilizzo dello stencil su supporti di derivazione urbana e di largo consumo come cartone, carta da pacchi, legno, metallo, materiale di riciclo.

Come recita il suo pseudonimo, Mr. Savethewall non dipinge sui muri ma li rispetta e li “salva” fissando le sue opere temporaneamente con quattro pezzi di nastro adesivo giallo agli angoli. I suoi primi lavori, attaccati ai muri cittadini di Como, sono stati staccati dai passanti per essere incorniciati: ciò ha destato l’interesse e la curiosità del sistema dell’arte e Mr. Savethewall ha fatto il suo ingresso nelle gallerie d’arte e negli spazi pubblici.

LA MOSTRA “THE STORY”

La mostra The Story all’interno della suggestiva ex chiesa di San Pietro in Atrio, ora adibita a museo comunale, si configura come una vera e propria mostra antologica degli ultimi progetti concepiti dall’artista tra il 2013 e il 2015.

Con i suoi stencil, Mr. Savethewall opera un repêchage iconografico dalla storia artistica del passato, dalle icone della moderna civiltà dei consumi, dai feticci della moda e dalla cronaca, dalla comunicazione mediale e dalla vita di tutti i giorni, per riportare alla luce opere dalla forte carica semantica, che trasformano il significato iniziale del soggetto e ne riportano alla luce lontane associazioni individuali e collettive.
Tra i primi cicli, It’s an icon è il titolo di una serie di opere accomunate dalla ripresa di un’icona pop dello Star system o di personaggi simbolici del nostro immaginario – da Albert Einstein a Che Guevara, da Audrey Hepburn a Elvis Presley, da Marilyn Monroe ai Beatles fino al proprio Autoritratto – e dalla loro ricodificazione mediante il camuffamento di una maschera con occhiali, baffi e sopracciglia finte.
L’esigenza di progressiva riduzione e astrazione ha originato, tra la fine del 2014 e l’inizio del 2015, la serie Unmistakable dove Mr. Savethewall ha riproposto, ancora una volta, le sagome di personaggi iconici e simbolici del nostro tempo e li ha riprodotti in negativo, come un’ombra nera ritagliata sulla tela, appurando come, pur operando nei termini di una estrema semplificazione formale, l’icona permanga riconoscibile e inconfondibile, alle volte grazie a un solo particolare colorato, apparentemente insignificante.

In parallelo alla serie Unmistakable, Mr. Savethewall ha dato avvio a un altro gruppo di lavori che si origina sempre dallo stencil ma questa volta, anziché la semplificazione, interviene un’azione di stratificazione e accumulo di livelli che intende far riflettere sulla necessità di scandagliare l’opera oltre l’apparenza superficiale, accattivante, colorata, pop, per arrivare a leggere il messaggio profondo ed essenziale che si nasconde dentro ogni lavoro. Si tratta della serie dei Plexi, realizzata grazie alla sovrapposizione di leggeri fogli di Plexiglas, che inglobano all’interno di una teca, e tra uno strato e l’altro, i fogli di stencil utilizzati per costruire le precedenti opere pittoriche (per es. Pinocchio, Kiss me, L’uccellino di Twitter, La Pietà).
Altro progetto che ha ottenuto grande riscontro di pubblico e di critica, ora in mostra presso San Pietro in Atrio, è Balloon Art, che mette in scena la tematica dello scoppio della bolla speculativa facendone esplodere uno dei suoi simboli indiscussi, il Balloon Dog di Jeff Koons, saltato in aria in una bufera di banconote “One DollArt” con al centro il ritratto dell’artista star. Tre sono gli artisti chiave al centro del dibattito di questa bolla dell’arte, di cui l’artista riprende con tono ironico e dissacrante tre opere fra le più famose: Damien Hirst, Jeff Koons e Maurizio Cattelan.

Infine, sono presenti in mostra alcuni LIFESHOT, rilettura dell’artista sul tema del ritratto fotografico che sintetizza la vita di un uomo o di una donna in 16 fotogrammi in cui il personaggio è accompagnato di volta in volta da un oggetto personale che lo caratterizza in un preciso momento della sua fase esistenziale.
Tra i personaggi che hanno realizzato il LIFESHOT, ricordiamo il collezionista Eugenio Borroni, il giornalista di Repubblica Davide Cantoni, lo chef di MasterChef Bruno Barbieri, il giornalista e saggista Angelo Crespi, il critico d’arte Luca Beatrice, il critico fotografico Denis Curtis, l’ideatore del Festival della Lettura Gianmario Pilo, lo youtuber Francesco Sole e molti altri personaggi più o meno conosciuti e sconosciuti, perché chiunque può diventare, per un giorno, protagonista di un’opera d’arte costruita a propria “immagine e somiglianza”.

La personale Mr. Savethewall. The Story sarà visitabile fino al 30 agosto 2015. Ingresso libero. San Pietro in Atrio è aperto dal martedì al venerdì con orario 15.00-19.00, sabato e domenica ore 11.00-19.00, lunedì chiuso. La mostra è corredata da un catalogo bilingue edito da VanillaEdizioni, a cura di Chiara Canali, con testi di Angelo Crespi e Chiara Canali e un testo autografo dell’artista, disponibile in sede.

Per informazioni: www.artcompanyitalia.com, www.savethewall.it

 

BIOGRAFIA MR. SAVETHEWALL
Mr. Savethewall è un artista di origini comasche che realizza un’arte di disturbo per suggerire idee e messaggi ironici, provocatori e dissacranti nei confronti di tematiche sociali, politiche e della più scottante attualità.
Tra le più recenti esposizioni si segnalano: nel 2013 la personale “King Com” a Como; nel 2014 la doppia personale a Parma, intitolata “It’s an icon”, a cura di Chiara Canali, al Tpalazzo e Le Malve, evento collaterale di CibusLand, e la partecipazione al 27° International GrandPrix Advertising Strategies al Teatro Nazionale di Milano dove Mr. Savethewall ha presentato un’imponente installazione ottenuta con oltre 200 scatoloni assemblati.
Per l’edizione 2014 de “La grande invasione”, il Festival della Lettura di Ivrea, l’artista ha rivisitato il logo e inaugurato una mostra diffusa in diversi punti della città. Inoltre, a luglio 2014 ha partecipato a Cartasia, Festival internazionale della carta e Biennale d’arte contemporanea che si è svolta a Lucca.
Nell’ottobre 2014 è stato selezionato con l’opera “Bolla di Cartone” per la sezione Independents5 di ArtVerona e, durante la Settimana dell’Arte di Torino, ha presentato il progetto “Balloon Art”, a cura di Chiara Canali, nella fiera sperimentale The Others Fair. Sempre nel 2014 ha esposto presso Fabbrica Borroni a Bollate (Mi) all’interno della rassegna BollARTe.
Nel 2015 viene invitato a presentare il progetto LIFESHOT (www.lifeshot.it) all’interno della sezione Special Project di SetUp Art Fair a Bologna, dove esibisce anche il Lifeshot realizzato allo Chef Bruno Barbieri.
In occasione di Expo 2015 Oscar Farinetti di Eataly gli commissiona la realizzazione del trittico “L’italia s’è desta”, dedicato alla congiuntura economica attuale, attualmente esposto all’ingresso del Padiglione Eataly.
Tra le collaborazioni con le aziende, nel 2014 quella con Riva1920 che ha messo in produzione il prototipo di una seduta in legno massiccio su design di Mr. Savethewall: una bomboletta spray che si trasforma in sgabello. Per Caminetto, invece, ha ideato “Evolution”, una pipa capovolta prodotta in legno Kauri dall’artigiano Tommaso Ascorti, terza generazione di “pipe maker” dell’azienda. Per Teaworld ha composto una miscela speciale di tè chiamata “Savemysoul”. Per Sara Martignoni ha personalizzato una delle sciarpe della serie The Shawl.
Nel 2015 ha allestito lo stand di Franco Ferrari di Como presso Pitti Uomo 88 a Firenze e per Silhouette ha disegnato un occhiale completamente “made-to-measure”. Vive e lavora a Como.
www.savethewall.it

 
Con il supporto di
Comune di Como, Assessorato alla Cultura
Como 2015, Cultural Capital
Organizzazione
Associazione Culturale Art Company

SCHEDA TECNICA:
Titolo: Mr. Savethewall. The Story
A cura di: Chiara Canali
Date: 7 – 30 agosto 2015
Inaugurazione: Venerdì 7 agosto 2015 dalle ore 18.00
Sede: San Pietro in Atrio, Via Odescalchi – Como
Orari: Mar-Ven 15.00-19.00. Sab-Dom 11.00-19.00. Lun chiuso
Ingresso mostra: gratuito
Con il supporto di: Comune di Como, Assessorato alla Cultura
Organizzazione: Associazione Culturale Art Company, Milano
Info pubblico: info@artcompanyitalia.com, tel. 334 9953441

COME ARRIVARE:
In auto: A9 direzione Como Chiasso. Uscita casello Como Nord.
In treno: (da Milano): MM2 – Fermata Centrale FS – Treno per Como
oppure MM1 – Fermata Cadorna – Treno per Como