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Limited Edition Pittura

POP AQUARIUM di Luca Bertasso apre all’Acquario Civico di Milano

POP AQUARIUM
Luca Bertasso

Acquario Civico di Milano
Viale G. Gadio 2, Milano

Dal 4 giugno al 4 luglio 2021
Da martedì a domenica, ore 10 – 17.30 (ultimo ingresso ore 17, chiusura biglietteria ore 16.30)
Informazioni modalità d’accesso http://www.acquariodimilano.it
Biglietti acquistabili su: http://www.museicivicimilano.vivaticket.it

All’Acquario Civico di Milano apre il progetto espositivo dell’artista Luca Bertasso, intitolato Pop Aquarium, a cura di Chiara Canali e Antonella Mazza, organizzato da Art Company.
La mostra, promossa da Comune di Milano – Cultura e Acquario Civico, presenta una serie inedita di 100 tempere su carta dedicate al tema dell’acquario e allestite all’Acquario Civico di Milano, splendido edificio liberty situato all’entrata di Parco Sempione, tra il Castello Sforzesco e l’Arena, terzo Acquario più antico d’Europa.

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Gli “Acquari”, realizzati a partire dal 2012, costituiscono un vero e proprio repertorio visivo enciclopedico, che parte dalla lettera A e arriva alla Z per ricominciare dal numero 1 ed arrivare attualmente al 60. Pur essendo densi di numerosi riferimenti letterari e storici, dai fregi dell’antica Mesopotamia ai bestiari della letteratura medievale, dalle decorazioni scultoree di mostri scolpiti nelle cattedrali alle ibridazioni fantastiche dei fumetti, gli “Acquari” ci parlano del nostro presente, denunciano la nostra frenetica condizione, la profonda crisi di valori cui assistiamo indifferenti.

Luca Bertasso è un pittore che fonde il classico col contemporaneo, un moderno amanuense, immerso nello sfrenato consumismo di questi nostri tempi.
Gli “Acquari” di Luca Bertasso sono schermi di TV Pop che mettono in onda mondi fantastici popolati da pesci antropomorfi su fondi blu mare. Variopinti e grotteschi caleidoscopi, magici giochi alchemici, compilazioni enciclopediche barocche dipinte con maestria e coraggiosi accostamenti di colore. Uno stile bizantino, per la grande precisione formale, fondata sull’uso di ripetute stesure di colore e meticolose dorature e argentature dei contorni.

Un universo liquido, scandito da atmosfere noir o surreali, brulicante di creature ibride, con sembianze greche ed egiziane, che ricordano le fantasie fiamminghe di Hieronymus Bosch e gli incubi innocui di Heinrich Füssli, e che dichiarano il loro debito con gli studi di Jurgis Baltrušaitis e con le fantasie di Jorge Luis Borges.

La dichiarazione best before o expiry date, ci ricorda che tutto è vacuità e dimostra quanto sia necessaria e urgente una presa di coscienza sul modo in cui operiamo nel nostro ambiente di vita e nella nostra folle corsa metropolitana quotidiana.
Pesci surreali con tratti molto umani, stracarichi di elementi e di particolari, in un horror vacui che riflette i meccanismi di accumulo e straniamento della nostra società contemporanea e ci suggerisce profonde riflessioni sull’arte del vivere.

Così dichiara Chiara Canali nel suo testo critico: “Come Warhol, con la sua ottica fredda e distaccata, assume il modulo non solo a livello compositivo ma anche antropologico, così Bertasso utilizza l’elemento del modulo e lo rende un elemento multiplo e infinito, per descrivere una variegata fauna antropomorfa dove l’individuo si trasforma in uomo-massa, in uomo moltiplicato, intrappolato dal sistema produttivo all’interno di una condizione ormai stereotipata”.

Continua Antonella Mazza: “Gli Acquari sono radiografie della nostra interiorità, della nostra mente, della nostra anima, con tutti i vari personaggi che la popolano. Ed anche foto istantanee della nostra quotidianità, che denunciano il nostro vivere sfrenato e ci portano a riflettere sul futuro del nostro pianeta. L’allestimento con gli Acquari sottovuoto vuole lanciare un messaggio di difesa dell’ambiente e denunciare l’uso indiscriminato della plastica: lasciamola all’arte e togliamola dalla Natura.”

Energie rinnovabili e riduzione delle emissioni sono temi che condividiamo con passione con Fondazione SOS Planet di Amedeo Clavarino, impegnata al risveglio delle coscienze sulla necessità di diventare net CO2 neutrali entro il 2030 per salvare l’umanità dal surriscaldamento climatico.

La mostra sarà accompagnata da un catalogo edito da EMMEGI Contemporary, con prefazione di Filippo Del Corno, assessore alla cultura, Domenico Piraina, direttore dei musei scientifici di Milano e testi critici di Chiara Canali e Antonella Mazza.

Tutti i dettagli sul programma, le informazioni, i giorni e gli orari di apertura e le modalità d’accesso per i visitatori sono pubblicati sul sito web istituzionale: http://www.acquariodimilano.it

BIOGRAFIA
Luca Bertasso è nato a Torino nel 1968. Trasferitosi a Milano studia prima al Liceo Classico e poi all’Accademia di Belle Arti di Brera.
Ha esordito giovanissimo a Milano nel 1989 con una Personale presso la prestigiosa Compagnia del Disegno (Galleria dove terrà altre tre Personali con relativi cataloghi nel 1993, 2005 e 2010) presentato in catalogo da Giovanni Testori e Chiara Canali.
Nel 1995 vince il concorso che gli consente di realizzare un’importante personale con monogra-fia presso il Musée Municipal de Saint Paul de Vence. In seguito prende parte a diverse esposi-zioni personali e collettive e si trasferisce a New York. Dove, a fine anni Novanta, nasce l’idea dell’opera con data di scadenza a vista (“Expiry date” o “Best before” e successivamente una data collocata in un futuro del tutto casuale) come spiega anche Marco Meneguzzo in un brillan-te articolo pubblicato nel 2002 su “Abitare”. Idea che il pittore continua a portare avanti come personale e inossidabile “marchio di fabbrica”.
Finalista del Premio Celeste 2005, tra le numerose mostre personali si ricordano: Metrosexual, 2007, con introduzione in catalogo di Marco Meneguzzo presso la Galleria delle Battaglie di Bre-scia, Full Optional, 2008, nella Galleria milanese Bianca Maria Rizzi con prefazione in catalogo di Stefano Castelli e nel 2012, con catalogo a cura di Mauro Corradini, L’Acquario e gli archetipi di Luca Bertasso, presso la Galleria bresciana I Monaci sotto le stelle Arte Contemporanea.
Tra le numerosissime mostre collettive: nel 1997 presso la Casa dei Carraresi di Treviso Ritratti a Testori con catalogo a cura di Marco Goldin, nel 2008 al Liu Haisu Art Museum di Shanghai Masters of Brera con ampio catalogo a cura di Rolando Bellini, in collaborazione con la Galleria Bianca Maria Rizzi di Milano, le due collettive Senza mani! (2001) e Christmas Rodeo (2010) presso Antonio Colombo Arte Contemporanea di Milano. Nel 2012, infine Artquake – l’Arte della solidarietà, mostra collettiva a scopo benefico svoltasi a Reggio Emilia in favore delle popolazio-ni terremotate.
Artista ormai riconosciuto e affermato sulla scena artistica italiana, viene considerato come una delle promesse dell’ultima generazione di pittori usciti negli anni Novanta. Colto, raffinato ed elegante, ma schivo e lontano dai clamori dei vernissage, lavora con coerenza nel suo studio per produrre complesse serie di lavori che utilizzano un linguaggio Pop riconoscibile per caratteri tecnici e tematici, dai colori acidi alle stesure uniformi, dalle relazioni cromatiche a contrasto ai profili netti, fino alla disseminazione di elementi numerici e di forme poetiche ibride.
I suoi soggetti sono delineati con pochi tratti decisi ed essenziali, con campiture accese e bidi-mensionali, secondo un predominante utilizzo del colore molto caratteristico del suo lavoro. Il disegno delle silhouette si affida a una linea di contorno importante, che ha origine formale nelle trame di Fernand Leger, portata ai suoi massimi risultati espressivi da Keith Haring e declinata qui in maniera molto originale grazie all’intervento, oltre al nero, di tinte squillanti, che diventa-no il profilo portante dell’opera.
Nella ricerca artistica di Luca Bertasso sono riscontrabili due linee espressive: da un lato la tipiz-zazione del soggetto, secondo i canoni espressamente Pop, dall’altra il gioco surreale magrittia-no della sovrapposizione di diversi elementi, scritte, oggetti, numeri. Personaggi totalmente re-inventati, connotati dall’apparire di strani e sorprendenti elementi, dove l’umano si coniuga all’animale e l’inanimato assume aspetto antropomorfo in una continua metamorfosi surreale di forme e fisionomie, come nella serie “Acquari” che l’artista ha realizzato dal 2009 ad oggi.
Hanno scritto su di lui, tra gli altri:
Emilio Tadini, Flavio Arensi, Marco Meneguzzo, Mimmo Di Marzio, Gianluca Marziani, Chiara Ca-nali, Francesca Baboni, Viviana Siviero, Alessandro Riva, Simona, Bartolena, Marina Mojana.
Vive tra Milano e New York.

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Coordinate mostra:
Titolo POP AQUARIUM
Artista LUCA BERTASSO
a cura di Chiara Canali e Antonella Mazza
Sede Acquario Civico di Milano – Viale G. Gadio 2, Milano – M2 Lanza
tel 02 88 46 57 50
Apertura dal 4 giugno al 4 luglio 2021

Biglietti d’ingresso 5.00 euro intero, 3.00 euro ridotto, la visita alla mostra è compresa nel biglietto d’ingresso all’Acquario.
Orari martedì – domenica ore 10 – 17.30 (ultimo ingresso ore 17, con bigliet-to). Chiusura biglietteria ore 16:30. Lunedì chiuso

La prenotazione non è obbligatoria, ma fortemente consigliata per evi-tare attese. A causa dei limiti di capienza e del maggiore afflusso, il sabato, la domenica e nei giorni festivi, l’ingresso ai visitatori non preno-tati non può essere garantito.

Informazioni Acquario giorni e orari di apertura, modalità d’accesso
http://www.acquariodimilano.ithttp://www.instagram.com/acquariocivico.milano/

Prenotazione gratuita e biglietti acquistabili su:
http://www.museicivicimilano.vivaticket.it

Informazioni mostra:
Art Company
http://www.artcompanyitalia.com
artcompanyitalia@gmail.com

Ufficio Stampa – IBC Irma Bianchi Communication
tel. +39 02 8940 4694 – mob. +39 334 3015713
http://www.irmabianchi.itinfo@irmabianchi.it

Ufficio stampa Comune di Milano
Elena Conenna
elenamaria.conenna@comune.milano.it

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Festival VR project

Parma 360 Festival goes virtual

Nella città eletta Capitale italiana della Cultura 2021, ha preso il via la quinta edizione di PARMA 360 Festival della creatività contemporanea, a cura di Chiara Canali e Camilla Mineo, evento dedicato alle massime espressioni delle arti visive contemporanee e alla creatività giovanile.

Il ricco programma di mostre e progetti espositivi è ora fruibile anche online sulla puattaforma Lieu.City, il primo social network VR per eventi d’arte online, che permette di visitare ambienti espositivi in realtà virtuale, senza il bisogno di app o complesse tecnologie.

Tra i progetti di questa edizione del festival, le mostre MAPPING THE STARS di Vincenzo Marsiglia, realizzata in collaborazione con Arteam Cup e con la mediapartnership di Espoarte e LIGHT AND SHADOW di David Cesaria, realizzata in collaborazione con Galleria Area/B di Milano.

Screenshot Marsiglia

La texture stellata, tipica delle opere di Vincenzo Marsiglia, è presente nello spazio virtuale di Lieu.City attraverso l’installazione Wrap #5, una struttura geometrica costituita da nastri in tessuto acrilico illuminati a luce di wood per far esaltarne il colore fluorescente e l’immersione in un ambiente dal riverbero cangiante e dall’atmosfera color blu. La trama luminosa dei fili avvolge l’interlocutore in un reticolo fluorescente, il cui disegno parte dall’essenza della ricerca stilistica che l’artista segue da anni: il segno della stella a quattro punte. Il progetto virtuale è reso possibile grazie alla collaborazione con Xonne Solutions di Parma.

Screenshot Cesaria

A metà strada tra la tradizione del Salento e le atmosfere di Las Vegas, le luminarie per la mostra LIGHT AND SHADOW di David Cesaria approdano a un immaginario fatto di gesti scaramantici, superstizioni popolari e ossessioni contemporanee. In particolare la recente produzione dell’artista ha stigmatizzato con colori sgargianti e atmosfere chiassose le fragilità e le paure generate dal clima di incertezza e sfiducia dovuto all’emergere della pandemia Covid-19.

Screenshot Mezzadri

EXTERNAL LANDSCAPE dell’artista e fotografo Matteo Mezzadri è un progetto realizzato in Islanda nel 2010 durante un viaggio in cui l’artista ha circumnavigato l’intera isola in senso orario. L’obiettivo dell’artista si sofferma sulla pelle esterna del paesaggio, apre l’obiettivo sulle lande sconfinate dell’Islanda o ne cattura dettagli più ravvicinati, restituendone complessivamente una visione d’insieme nella proiezione a due canali che associa le immagini a campo largo alle texture che caratterizzano quell’ecosistema ambientale (roccia, terra, lava, erba e mare).

Screenshot Dinamica

DINAMICA 8 illustratori 8 dinamiche creative è uno spaccato dell’illustrazione italiana contemporanea, è una mostra collettiva che presenta otto tra i migliori e più affermati illustratori italiani a cura del giovane brand torinese Illustation: Davide Bonazzi, Francesco Bongiorni, Federica Bordoni, Fernando Cobelo, Camilla Falsini, Chiara Ghigliazza, Giordano Poloni e Shut Up Claudia.
Ognuno degli otto autori presenta una collezione di dieci tavole, riprodotte in diversi formati, sintesi del loro percorso artistico, cercando di declinare attraverso il loro universo creativo il concetto di “dinamismo” attraverso illustrazioni concettuali, paesaggi, forme geometriche essenziali, bianco e nero.

Screenshot PARMA 360 virtual

PARMA 360 FESTIVAL DELLA CREATIVITÀ CONTEMPORANEA
PARMA 360 Festival della creatività contemporanea è il festival dedicato alla creatività contemporanea italiana e alla scena artistica emergente. Nella città eletta Capitale italiana della Cultura per il 2020, festeggia cinque anni e interpreta, attraverso mostre, eventi e incontri, il nuovo ritmo della città proiettandosi al futuro.
PARMA 360 festival si pone ancora una volta l’obiettivo di promuovere e divulgare l’arte contemporanea e la creatività giovanile con iniziative che favoriscono la partecipazione e il coinvolgimento di un pubblico ampio ed eterogeneo, con particolare attenzione alle nuove generazioni e alle famiglie.
Alla base della progettualità di PARMA 360 ci sono inoltre i concetti di rigenerazione urbana e di rifunzionalizzazione degli spazi cittadini per un coinvolgimento attivo della cittadinanza. Il Festival, infatti, mette in rete e promuove il patrimonio artistico già esistente in un vero e proprio museo diffuso sul territorio, valorizzando attraverso l’arte contemporanea chiese sconsacrate, palazzi storici e spazi di archeologia industriale non sempre conosciuti dagli abitanti della città.
L’iniziativa, che vede la direzione artistica e la curatela di Camilla Mineo e Chiara Canali, è organizzata dalle associazioni 360° Creativity Events ed Art Company, con il sostegno del Comune di Parma e di un’ampia rete di partner pubblici e privati.

Lieu.City
Lieu.city SRL è una start-up innovativa, con sedi a Cagliari e Milano, specializzata nella realizzazioni di esperienze in realtà virtuale nel campo delle esposizioni d’arte.
Fondata nel 2020 da Deodato Salafia, ha superato la fase di R&D e si trova ora nel primo lancio beta (fase MVP) con un team di sviluppo di 15 persone. Lieu.City, insieme ad Art Rights, è stata inoltre validata come soluzione culturale innovativa all’interno del progetto “Artathlon 2021”, promosso dal MiC (Ministero della Cultura), Ernst&Young e Invitalia.

Info festival:
Parma 360 Festival della creatività contemporanea
Parma, sedi varie
Fino all’8 agosto 2021

On view on:
LIEU.CITY
www.lieu.city

Direzione artistica
Camilla Mineo, Chiara Canali

Informazioni al pubblico:
www.parma360festival.it
info@parma360festival.it

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Festival

Parma 360 Festival della creatività contemporanea (5° ed) nell’ambito di Parma Capitale della Cultura

PARMA 360 Festival della creatività contemporanea
mostre, eventi, incontri
V edizione
Il Tempo muove, altera, trasforma…
a cura di Camilla Mineo e Chiara Canali
8 maggio – 8 agosto 2021
in occasione di Parma Capitale italiana della Cultura 2020+21

Nella città eletta Capitale italiana della Cultura 2021, prende il via la quinta edizione di PARMA 360 Festival della creatività contemporanea, evento dedicato alle massime espressioni delle arti visive contemporanee e alla creatività giovanile.
Se il claim che ha accompagnato fin dall’inizio il programma di Parma2020 è “La cultura batte il tempo”, quello di PARMA 360 festival è “Il Tempo muove, altera, trasforma…
Dall’8 maggio 2021 il festival festeggia cinque anni e interpreta il nuovo ritmo della città proponendo al grande pubblico mostre ed eventi diffusi in città in luoghi istituzionali e privati, all’insegna della rigenerazione e della rifunzionalizzazione degli spazi urbani per un coinvolgimento attivo della cittadinanza e dei visitatori.
Ancora una volta motore del festival è il dialogo tra gli artisti e il contesto storico-artistico della città di Parma che, con i suoi monumenti architettonici, i palazzi storici e le piazze e gli scorci incantevoli ispira le opere e le installazioni dei protagonisti di questa edizione e le ravviva di nuovi significati espressivi.

Tra i progetti del programma ufficiale di Parma Capitale della Cultura 2020+21 prende avvio “LA VIA DELLE FORME. Viaggio tra i mestieri di Parma”, mostra multimediale e interattiva, curata da Giancarlo Gonizzi, Chiara Canali e Camilla Mineo, ideata da Antica Proietteria e promossa da Parma 360 Festival della creatività contemporanea in collaborazione con il Gruppo Imprese Artigiane, allestita nel cuore della città, alla GALLERIA SAN LUDOVICO.
La grande tradizione artigiana di Parma, ereditata dai secoli passati grazie alla presenza della Corte ducale ha favorito nel tempo la nascita di professionalità di alto livello. Oggi l’artigianato e la piccola impresa di Parma si raccontano attraverso i mestieri del presente e del futuro, raccontando la “cultura del fare”, per condividere quel grande patrimonio di saperi che le imprese hanno da sempre.
Sei personaggi della storia di Parma – il pittore manierista Parmigianino, l’architetto di Corte Ennemond Alexandre Petitot, il re dei tipografi Giambattista Bodoni, il compositore Giuseppe Verdi, il regista Bernardo Bertolucci, le stiliste Sorelle Fontana – guidano il visitatore in un viaggio alla scoperta dell’artigianato parmense, che si dipana tra le sezioni dedicate all’enogastronomia, all’architettura, all’editoria, ai trasporti e alla logistica, alle lavorazioni tecnologiche e al mondo della moda. E lo fanno attraverso innovativi sistemi multimediali e interattivi, ideati da Antica Proietteria, in grado di immergere il pubblico in uno storytelling corale.
Sostenuta e messa in opera con il contributo di Unione Europea – Fondo Sociale Europeo e Orientamente “Girls in Steam”, l’esposizione racconterà a ragazze e ragazzi delle scuole di Parma l’evoluzione dei mestieri: da antichi oggetti alle nuove tecnologie per narrare la storia dell’artigianato parmense.

Il percorso dell’edizione 2021 si sviluppa poi in un progetto espositivo di caratura nazionale, dedicato ai temi della bellezza, della rigenerazione e dell’immaterialità del nostro patrimonio storico-artistico e ambientale.
Cracking Art, il movimento artistico conosciuto per la creazione di installazioni urbane caratterizzate da animali giganti in plastica rigenerata, sbarca a Parma prima in PIAZZALE DELLA PACE e poi in STAZIONE, con il progetto TEMPO DI LUPI.
29 Lupi gialli che rimandano al Giallo Parma, lo storico colore che caratterizzava le facciate delle abitazioni della città per rievocare la dimensione domestica e protettiva del luogo, si uniscono a un lupo grigio, simbolico riferimento al lupo grigio appenninico (Canis lupus italicus) che abita i territori montani e collinari dell’Appenino tosco-emiliano e che sempre più spesso si avvicina ai centri abitati.
In occasione di Parma Capitale Italiana della Cultura 2020+21 il movimento artistico Cracking Art intende rilanciare la conoscenza di una tradizione che racchiude in sé la storia culturale e ambientale del nostro paese. Natura e cultura legate assieme in un nuovo equilibrio che tenga conto della reciproca necessità dell’armonia per il bene comune.
Un auspicio di convivenza tra esseri umani e vita selvatica nell’ottica di una più diffusa comprensione dei meccanismi di una natura che ci attrae ma di fronte alla quale siamo spaventati e incerti quando riconosciamo in lei un potenziale pericolo.

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VR project

CHERNOBYL 35 years later in mostra su Lieu.city

DESIDERIO

CHERNOBYL

35 Years Later

a cura di Chiara Canali

Siamo di fronte a qualcosa che non è mai accaduto su questo pianeta prima ad ora.
(“Chernobyl”, serie TV, 2019)

Il 26 Aprile 2021, a 35 anni dall’incidente nucleare avvenuto la notte del 26 Aprile 1986 alle ore 1:23:45, l’Associazione culturale Art Company presenta il VR Project CHERNOBYL 35 Years Later, dell’artista visivo Desiderio, a cura di Chiara Canali.

La mostra sarà online a partire dal 26 Aprile 2021 su Lieu.City, la prima piattaforma social che ti permette di visitare ambienti espositivi in realtà virtuale, senza il bisogno di app o complesse tecnologie.

Chernobyl fu uno dei più gravi disastri umani e ambientali della storia dell’umanità. Oltre 30 mila morti. Cento città e villaggi svuotati. Cinque milioni di persone destinate a controlli medici. Migliaia di neonati malformati in tutta Europa. 2.800 km quadrati d’acque, flora e fauna contaminati per sempre.

Stefano Mancuso, botanico di fama mondiale e docente di Arboricoltura generale dell’Università di Firenze, ha recentemente dichiarato sul Corriere della Sera: “Per 35 anni, l’uomo non è più rientrato a Chernobyl. Le piante, sì. In fondo c’è una morale: la presenza dell’uomo è più pericolosa perfino delle radiazioni”.

Per queste ragioni il nuovo ministro della cultura ucrainoOleksandre Tkatchenko considera il territorio di Chernobyl uno dei più emblematici dell’Ucraina e ha richiesto all’Unesco di dichiararlo Patrimonio dell’Umanità, e di preservarlo come monito per il futuro dell’umanità.

Nato a Milano, DESIDERIO, artista visivo dal nome simbolico e altamente evocativo, avvicenda nella sua ricerca artistica media espressivi differenti per restituire una rappresentazione della modernità in bilico tra surrealismo e realismo magico. Tra i finalisti del 13° Premio Cairo, Desiderio è presente alla 54° Biennale di Venezia nel Padiglione Cuba, alla XI e XII Biennale dell’Avana e alla 4° Bienal Fin del Mundo 2015, allargando la sua esperienza oltre i confini italiani.

Per commemorare i 35 anni dalla tragedia di Chernoby, Desiderio ha ideato questo nuovo VR project intitolato CHERNOBYL 35 Years Later, che raccoglie alcuni cortometraggi e una serie di opere pittoriche realizzate nel 2009 in occasione della mostra Apocalipse Wow! al Macro Testaccio. I quadri simulano, in chiave post-apocalittica, un pianeta appena devastato da una distruzione rovinosa, nel quale si muove lentamente una chiocciola gigante, cavalcata dall’artista che indossa una maschera a gas.

In particolare, le opere della serie Chernobyl materializzano gli effetti generati sull’umanità dalla contaminazione radioattiva attraverso una sequenza pittorica di ritratti di bambini che stringono tra le braccia animali domestici bicefali o affetti da strane affezioni di duplicazione genetica. L’orrore e la devastazione determinata dall’errore e dalla colpa umana si contrappone all’ingenuità infantile di un universo fanciullesco che considera “pets” (animali domestici) gli esseri deformi qui rappresentati.

Lo stesso incanto e la stessa vena nostalgica si percepiscono nelle note del video Bluesky, un cortometraggio suddiviso in quattro atti che parte là dove Chernobylsi è fermato: siamo sempre immersi in un paesaggio post-atomico, post-terremoto, post-nucleare, virato nelle tinte fosche del bianco e del nero, dove appare una donna angelicata, pregna del ricordo degli “angeli vigilanti” del film Il cielo sopra Berlino. L’angelo è inquadrato all’interno di una veduta centrale, tra due tralicci speculari che contengono le effigi burlesche di due scheletri, in una drammatica e assurda parodia che diventa meditazione sulla transitorietà e fugacità della vita.

Quest’angelo rappresenta forse lo stupore di fronte alla catastrofe dell’universo ed è lo stesso stupore-orrore-desiderio dell’artista che guarda questo mondo distrutto attraverso l’occhio di una telecamera.

Al video Bluesky Desiderio affianca una serie di opere pittoriche che completano il progetto e che riprendono alcuni caratteri già evidenti nel suo stile: l’allusione alla maschera e al travestimento, l’intonazione grottesca, l’attenzione per tematiche sociali e politiche che hanno interessato il secolo scorso ma che hanno ancora rilevanza nel dibattito odierno. La pittura e i disegni dell’artista registrano l’esperienza della rivoluzione russa sulla base di immagini familiari prelevate da foto ricordo d’epoca, e la declinano in una pittura monocromatica intensa e vibrante, con l’inserimento di qualche struttura geometrica di colore rosso contenete frasi di propaganda russa, all’interno di un impianto grafico e formale di radice costruttivista.

La pittura di Desiderio è utopica e visionaria e procede tramite flashback e flashforward proprio come avviene nel linguaggio del video; spesso crea degli spazi di composizione che assomigliano a dei veri e propri set cinematografici, dei teatri dell’artificio, che diventano metafore espressive attraverso cui Desiderio critica colpe ed errori del passato, con la speranza che non si perpetuino nel futuro.

Desiderio

Desiderio è nato nel 1978 a Milano. Vive e lavora in provincia di Terni.

Vincitore del Premio Italian Factory 2008 e finalista in diversi premi tra cui Premio Cairo 2012, SESIFF The 3rd Seoul International Extreme-Short Image & Film Festival (KOREA), AZYL film festival One World One Minute (Slovakia, Czech Republic, Hungary) e altri.

Per molti anni viaggia tra l’Italia e Cuba e partecipa alla 54° Biennale di Venezia (2011) nel Padiglione Cuba e due edizioni della Biennale dell’Avana (2012; 2015) e alla 4° Bienal del Fin del Mundo a Valparaiso (Cile) nel 2015. Ha realizzato mostre personali e collettive in Italia e all’estero (Berlino, Hubei Museum Cina, Hitabashi Art Museum, Tokyo, ecc) e nel 2009 ha partecipato alla mostra collettiva Apocalipse Wow! presso il  Macro Future di Roma. Il suo lavoro interdisciplinare si contamina di molteplici linguaggi, l’interazione performativa e un particolare interesse per il video e la regia, tanto che è stato definito “un regista che dipinge”. Nel 2017 chiude il ciclo Beauty Hazard prima al Museo CAOS (Terni) e lo stesso anno alla Fabbrica del Vapore di Milano, in collaborazione con il Comune di Milano, con la mostra Nirvana, a cura di Chiara Canali. Nel 2019 realizza Malebolge all’interno dell’ex chiesa San Michele Arcangelo ad Amelia, progetto dedicato all’Inferno della Divina Commedia di Dante Alighieri che anticipa il 700°anniversario della sua morte (1321 – 2021). Nel 2021 partecipa alla mostra collettiva The Butterfly Effect, promossa da Art Company nell’ambito del Trento Art Festival.

Lieu.City

Lieu.city SRL è una start-up innovativa, con sedi a Cagliari e Milano, specializzata nella realizzazioni di esperienze in realtà virtuale nel campo delle esposizioni d’arte.

Fondata nel 2020 da Deodato Salafia, ha superato la fase di R&D e si trova ora nel primo lancio beta (fase MVP) con un team di sviluppo di 15 persone. Lieu.City, insieme ad Art Rights, è stata inoltre validata come soluzione culturale innovativa all’interno del progetto “Artathlon 2021”, promosso dal MiC (Ministero della Cultura), Ernst&Young e Invitalia.

Art Company

Art Company, associazione culturale nata a Milano nel 2007, si occupa della ideazione, realizzazione e organizzazione di eventi artistici ed espositivi sul territorio nazionale e internazionale.

Obiettivi sono la promozione e lo sviluppo di iniziative culturali attraverso la valorizzazione del lavoro di artisti contemporanei: dall’organizzazione di mostre personali e collettive, alla creazione di eventi e progetti speciali loro dedicati, alla pubblicazione di monografie, cataloghi, libri d’arte.

A partire dai linguaggi tradizionali – dalla pittura alla scultura – Art Company si è direzionata ai nuovi media e alle nuove tecniche dell’arte, con particolare enfasi sulla Fotografia, sui New Media e sulle nuove Tecnologie Digitali. Focus principale è quello di coinvolgere e sensibilizzare il pubblico con una riflessione sfaccettata sulle problematiche e le “emergenze” della nostra realtà contemporanea attraverso la multimedialità e la multidisciplinarità dei linguaggi dell’arte contemporanea.

DESIDERIO

35 Years Later

a cura di Chiara Canali

Dal 26 Aprile ore 00.00

On view on:

LIEU.CITY

www.lieu.city

Info:

Art Company

www.artcompanyitalia.com

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Collettiva Digitale New Media

The Butterfly Effect al Trento Art Festival

THE BUTTERFLY EFFECT
Desiderio, Emilia Faro, Lia Pascaniuc
a cura di Chiara Canali

Art Company è lieta di partecipare a Trento Art Festival, in programma dal 24 al 28 febbraio 2021, con il progetto THE BUTTERFLY EFFECT, a cura di Chiara Canali, che riunisce le opere degli artisti Desiderio, Emilia Faro e Lia Pascaniuc.

Trento Art Festival è il primo Festival d’arte contemporanea in Italia nativo digitale.
La mostra sarà ospitata all’interno di uno spazio espositivo virtuale e sarà visibile dai siti www.trentoartfestival.it e www.kunstmatrix.com (fino al 15 marzo 2021).

Butterfly Effect è una locuzione comunemente usata per indicare l’estrema sensibilità alle condizioni iniziali evidenziata dai sistemi dinamici non lineari. Il fondatore di tale teoria è stato il matematico e meteorologo statunitense Edward Lorenz che nel 1963 elaborò un modello matematico dei movimenti dell’aria, in base a cui ricavò quel che è noto come “effetto farfalla”. In altri termini, infinitesime variazioni nelle condizioni iniziali producono variazioni grandi e crescenti nel comportamento successivo dei sistemi, come per esempio di quello atmosferico e climatico.
Ne abbiamo potuto vedere una dimostrazione in quest’ultimo periodo: i dati relativi alla pandemia Covid-19 hanno messo in evidenza questa concatenazione, che dimostra come tra gli esseri umani ci sia un legame impercettibile ma profondo.

La celebre frase “The Butterfly Effect”, secondo cui il minimo battito d’ali di una farfalla sia in grado di provocare un uragano dall’altra parte del mondo”, è quindi fonte di ispirazione per la ideazione di questo progetto curatoriale.
L’idea è che piccole variazioni nelle condizioni iniziali producano grandi variazioni nel comportamento a lungo termine di un sistema, da quello climatico a quello dei comportamenti umani.

Per questo motivo gli artisti coinvolti presentano delle opere nelle quali l’iconografia della farfalla non è solo il pretesto per un racconto visivo di grande bellezza, ma è un’occasione per riflettere sui temi della leggerezza e della fragilità della vita umana e naturale, e sulla conseguente necessità per l’uomo e per gli esseri della natura di un respiro vitale che restituisca loro la libertà e la speranza di progettare il futuro dell’umanità e della natura.
Attraverso l’utilizzo sia dei linguaggi più tradizionali come la pittura e la scultura, che di quelli più tecnologici e attuali, come l’ologramma, gli artisti creano opere fragili e delicate come una farfalla, ma che attraverso il battito delle loro ali sono in grado di generare sensazioni, emozioni e riflessioni sia estetiche che mentali.

La visual artist Lia Pascaniuc esprime, attraverso la sua opera-ologramma “Breath” (2020), la contingente necessità di aria e leggerezza, rappresentata dall’impalpabile battito d’ali delle farfalle. L’artista lo ha catturato e riprodotto in eterno grazie al supporto tecnologico ologrammatico. Un respiro lento e profondo. Un respiro che rigenera il corpo e lo spirito. Leggero, ma vitale, come l’anima, in greco: la psyche.
“Breath” è nato durante il primo lockdown. È frutto delle sensazioni e delle percezioni che la visual artist ha vissuto durante quei lunghi mesi e che hanno influenzato il suo modo di vedere e sentire la mancanza di libertà e di aria.

 

“Pink Flower” di Emilia Faro sono delle sculture, in resina e sabbia vulcanica, che rappresentano piante e fiori della macchia mediterranea. Il progetto è la sintesi di un percorso artistico volto a cristallizzare la poesia e la bellezza della natura, sottraendola alla decadenza inflitta dal ciclo del tempo.
Un giardino mediterraneo plasmato dall’artista, in una combinazione di sculture, alcune delle quali ispirate dalla tecnica della coltivazione idroponica, insieme ad una serie di acquarelli e disegni di innesti su alberi da frutto, cui fanno sfondo tavole botaniche ottocentesche. I colori predominanti hanno tonalità e sfumature d’indaco e rosa, colori simbolo di “forza creativa, fertilità e rinascita”.

L’intreccio di bellezza e fragilità è il vero caposaldo della tensione che guida il linguaggio pittorico e filmico dell’artista Desiderio, come desiderio ideale verso una forma di edonismo che gli consenta di conoscere e indagare a fondo l’umanità mediante la perfezione di uno strumento visivo e pittorico che risulta bello e affascinante ma comunque insufficiente, e dunque fragile.

 

Biografie

Desiderio
Desiderio è nato nel 1978 a Milano. Vive e lavora in provincia di Terni.
Vincitore del Premio Italian Factory 2008 e finalista in diversi premi tra cui Premio Cairo 2012, SESIFF The 3rd Seoul International Extreme-Short Image & Film Festival (KOREA), AZYL film festival One World One Minute (Slovakia, Czech Republic, Hungary) e altri.
Per molti anni viaggia tra l’Italia e Cuba e partecipa alla 54° Biennale di Venezia (2011) nel Padiglione Cuba e due edizioni della Biennale dell’Avana (2012; 2015) e alla 4° Bienal del Fin del Mundo a Valparaiso (Cile) nel 2015. Ha realizzato mostre personali e collettive in Italia e all’estero (Berlino, Hubei Museum Cina, Hitabashi Art Museum, Tokyo, ecc) e nel 2009 ha partecipato alla mostra collettiva Apocalipse Wow! presso il Macro Future di Roma. Il suo lavoro interdisciplinare si contamina di molteplici linguaggi, l’interazione performativa e un particolare interesse per il video e la regia, tanto che è stato definito “un regista che dipinge”. Nel 2017 chiude il ciclo Beauty Hazard prima al Museo CAOS (Terni) e lo stesso anno alla Fabbrica del Vapore di Milano con Nirvana. Nel 2019 realizza Malebolge all’interno dell’ex chiesa San Michele Arcangelo ad Amelia, progetto dedicato all’Inferno della Divina Commedia di Dante Alighieri che anticipa il 700°anniversario della sua morte (1321 – 2021).

Emilia Faro
Emilia Faro (Catania, 1976) vive e lavora a Torino.
Dopo una laurea in farmacia studia storia dell’arte al Louvre di Parigi dove inizia a frequentare scuole d’arte e studi d’artista. Partecipa a diversi workshop e residenze in giro per il mondo, un percorso formativo che ha educato e liberato il suo segno, in continua evoluzione, prima sotto forma dell’acquerello, poi dell’installazione, del video e della scultura. Nel suo percorso artistico confluiscono tracce di vissuto in merito a salvezza e libertà personale e riflessioni più generali sulla condizione dell’uomo contemporaneo e sul suo rapporto con l’ambiente, la Natura e l’Eterno Ritorno che la governa.

Lia Pascaniuc
Lia Pascaniuc, rumena di origini e torinese di adozione, è una visual artist che utilizza diversi linguaggi contemporanei per indagare tematiche ed emergenze dell’odierna società. Dal 2009 affronta con la sua arte (coadiuvata nelle sue ricerche da professionisti sul tema) il fenomeno del clima e di conseguenza la trasformazione dei paesaggi. Tra le più importanti partecipazioni sono da menzionare: nel 2022 è prevista la partecipazione alla 59 Biennale di Venezia all’interno del European Culture Center, nel 2021 è prevista esposizione galleria ArtEmy-Alassio, nel 2020 con progetto Però a Rovereto, Trento alla Fondazione Campana dei Caduti,  2018-2019 Museo della Shoa – Milano, Vita Liquida – Xerjoff Gallery Torino, Global warming a Casa Olimpia-Sestriere; All’archivio italiano dell’autoritratto fotografico – Senigallia;  Galleria Weber & Weber – Torino; con La complessità dei paesaggi – China Photojournalism (Shandong); Global warming – Parma; nel 2017: La solitudine dell’autoscatto al Palazzo Guidobono-Tortona; nel 2016: Vita Liquida-Acquario Civico di Milano; Istanbul ArtFAir con Galleria Barbara Paci – De Rerum Natura “Infra Terram” a Pietrasanta, al Festival della Scienza, con Galleria AmyD-Genova; nel 2015 : 11° ArtVerona Fair e Liquid Landscape-Galleria RezArte, Circuito Off Fotografia Europea.

Art Company
Art Company, associazione culturale nata a Milano nel 2007, si occupa della ideazione, realizzazione e organizzazione di eventi artistici ed espositivi sul territorio nazionale e internazionale.
Obiettivi sono la promozione e lo sviluppo di iniziative culturali attraverso la valorizzazione del lavoro di artisti contemporanei: dall’organizzazione di mostre personali e collettive, alla creazione di eventi e progetti speciali loro dedicati, alla pubblicazione di monografie, cataloghi, libri d’arte.
A partire dai linguaggi tradizionali – dalla pittura alla scultura – Art Company si è direzionata ai nuovi media e alle nuove tecniche dell’arte, con particolare enfasi sulla Fotografia, sui New Media e sulle nuove Tecnologie Digitali. Focus principale è quello di coinvolgere e sensibilizzare il pubblico con una riflessione sfaccettata sulle problematiche e le “emergenze” della nostra realtà contemporanea attraverso la multimedialità e la multidisciplinarità dei linguaggi dell’arte contemporanea.
www.artcompanyitalia.com

 
THE BUTTERFLY EFFECT
Desiderio, Emilia Faro, Lia Pascaniuc
a cura di Chiara Canali

TRENTO ART FESTIVAL
24 | 28 febbraio 2021

On view on:
www.trentoartfestival.it
www.kunstmatrix.com

Info:
Art Company
www.artcompanyitalia.com
artcompanyitalia@gmail.com

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Street Art

Street ARt Corner: l’appuntamento del giovedì con gli artisti del MAUA in diretta Facebook

 

Partito mentre Milano e Torino erano entrambe in “zona rossa” come alternativa ai tour fisici, il videotalk in diretta Facebook con gli artisti che hanno realizzato il MAUA (Museo di Arte Urbana Aumentata), è diventato un appuntamento fisso.

Street ARt Corner va in onda il giovedì, in diretta dalle 19 alle 20, sulla pagina Facebook di MAUA, con personaggi dal mondo della Street Art che si raccontano in modo diretto e informale. Ad accompagnarli fra parole e immagini il team operativo di MAUA: la critica ed esperta di Street Art, nonché guida dei tour milanesi del museo, Chiara Canali di Art Company Italia, Claudia De Giorgis di Street Art Tourino, partner ufficiale dei tour MAUA a Torino ed Elena Ferrara di Bepart, responsabile dell’organizzazione delle visite guidate e della comunicazione.

Dopo aver ospitato il filosofo, curatore e critico d’arte torinese Roberto Mastroianni, lo street artist Pao reso celebre dai pinguini con cui ha colorato i panettoni stradali e Wally, fondatore degli Orticanoodles (collettivo artistico che deve il proprio nome al quartiere milanese dell’Ortica, in cui ha mosso i primi passi e dove hanno dato origine al museo di arte diffusa Or.Me Ortica Memoria) sono in arrivo altri interventi interessanti.

I PROSSIMI OSPITI
Giovedì 28 gennaio toccherà a Matteo Capobianco in arte Ufocinque raccontare i propri muri, popolati da animali mitologici e paesaggi fiabeschi. Il 4 febbraio sarà poi la volta del duo svizzero Nevercrew, i primi ad aver accettato la sfida di Bepart di applicare la realtà aumentata ai murales. Per la puntata dell’11 febbraio, invece, è atteso l’intervento di Ale Puro e dei suoi personaggi in grado di riportare tutti bambini. Il 18 febbraio, poi, un talk tutto al femminile con la street artist Nais e le sue creature coloratissime. Altri appuntamenti, per le settimane successive, sono già in fase di definizione.

PERCHE’ I TALK: DIVULGAZIONE E CONDIVISIONE DI UN PATRIMONIO CULTURALE CONTEMPORANEO
“Street Art Corner è nato come un esperimento – spiegano le tre conduttrici dei talk. – Mentre si faceva sempre più palese l’impossibilità di poter organizzare visite guidate di gruppo, continuavamo a ricevere richieste di partecipazione. Questo ci ha confermato che il pubblico interessato alla Street Art e ai murales animati del MAUA è sempre più in crescita. E allora perché non trovare una formula alternativa e sicura per tutti per continuare l’opera di divulgazione? La creazione di MAUA fra Milano e Torino è stata possibile grazie alla partecipazione di oltre 500 persone (tra street artist, creativi digitali che hanno animato in realtà aumentata le opere, studenti che le hanno fotografate, ma anche intellettuali e blogger che hanno collaborato alla stesura dei testi critici per i due cataloghi): nei tour on the road non tutto questo patrimonio umano e culturale riesce ad avere la giusta valorizzazione. I videotalk hanno l’obiettivo di puntare le luci su questi protagonisti della scena dell’arte pubblica contemporanea”.
I video delle dirette restano poi pubblicati in maniera permanente sulla pagina Facebook di MAUA, ma non solo. “L’idea è di iniziare, a breve, a caricarli anche sul canale YouTube di Bepart, come dei Podcast – spiegano le ideatrici di Street ARt Corner – per far sì che questi momenti di testimonianza e approfondimento possano essere liberamente fruibili anche per scopi didattici o di ricerca. Dalla sua nascita, infatti, MAUA è stato oggetto di studio da parte di numerosi ricercatori e studenti universitari”.

MAUA Museo di Arte Urbana Aumentata
MAUA è una galleria a cielo aperto, nella periferia di Milano, di Torino e di altre città italiane, che consta di oltre 50 opere di Street Art animate con altrettanti contenuti virtuali fruibili attraverso la Realtà Aumentata.
Le opere del MAUA sono state selezionate dagli abitanti dei quartieri, in un esperimento avanzato di curatela diffusa che ha previsto l’individuazione collettiva e partecipata delle opere e una discussione comune sul loro significato percepito e sul loro valore per le strade della città.
Oggi le opere del MAUA sono liberamente fruibili nella città e i contenuti in Realtà Aumentata tramite l’App Bepart, disponibile gratuitamente su Google Play e Apple Store.

Info:
https://mauamuseum.com/
FB @MAUA.museo.arte.urbana.aumentata

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New Media Street Art

Street ARt Corner. La nuova rubrica online dedicata a Street Art e Realtà Aumentata

In questi mesi di pandemia e di blocco dei tour cittadini del percorso MAUA (Museo di Arte Urbana Aumentata) abbiamo ideato una nuova rubrica live intitolata Street ARt Corner che si tiene tutti i giovedì dalle 19.00 alle 20.00 in streaming sulla pagina FB di MAUA – Museo di Arte Urbana Aumentata.

Questi incontri, a cadenza settimanale, sono nati per raccontare storie, aneddoti e avventure dalla nascita del @maua.museum Museo di Arte Urbana Aumentata ad oggi…
Tutto raccontato da 3 voci e 3 punti di vista differenti ma complementari: Elena Ferrara giornalista di BePart, Chiara Canali storica dell’arte, curatrice indipendente e ideatrice di Art Company Italia, Claudia De Giorgis, curatrice e fondatrice del progetto Street Art Tourino.

Inoltre, di volta in volta, saranno invitati i protagonisti del MAUA, gli Street Artist che hanno realizzato i muri presenti nel percorso e i creativi che hanno ideato i contenuti di realtà aumentata.

Questo il calendario delle dirette:

  • 26 novembre 2020: PUNTATA ZERO. I volti, le voci e le gambe di MAUA
  • 10 dicembre 2020: PUNTATA #1. Tra effimero e non, con Roberto Mastroianni, filosofo, curatore e critico d’arte
  • 17 dicembre 2020: PUNTATA #2. Risignificare lo spazio. Lo street artist PAO si racconta
  • 21 gennaio 2021: PUNTATA #3. Icone e simboli. Gli ORTICANOODLES si raccontano
  • 28 gennaio 2021: PUNTATA #4. Le città sospese. UFO si racconta
  • 4 febbraio 2021: PUNTATA #5. Il segreto delle macchine. NEVERCREW si racconta
  • 11 febbraio 2021: PUNTATA #6. Le fasi del sogno. ALE PURO si racconta
  • 18 febbraio 2021: PUNTATA #7. Sirene e amazzoni. NAIS si racconta

MAUA è una galleria a cielo aperto, nella periferia di Milano, di Torino e di altre città italiane, che consta di oltre 50 opere di Street Art animate con altrettanti contenuti virtuali fruibili attraverso la Realtà Aumentata.
Le opere del MAUA sono state selezionate dagli abitanti dei quartieri, in un esperimento avanzato di curatela diffusa che ha previsto l’individuazione collettiva e partecipata delle opere e una discussione comune sul loro significato percepito e sul loro valore per le strade della città
Oggi le opere del MAUA sono liberamente fruibili nella città e i contenuti in Realtà Aumentata tramite l’App Bepart, disponibile gratuitamente su Google Play e Apple Store.

https://mauamuseum.com/

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Limited Edition Pittura

Al via il crowdfunding per la mostra POP AQUARIUM di Luca Bertasso

Mostra promossa da Comune di Milano e Acquario Civico di Milano
in collaborazione con Associazione Culturale Art Company
a cura di Chiara Canali e Antonella Mazza.

Nella cornice dell’Acquario Civico di Milano, la mostra Pop Aquarium di Luca Bertasso, in programma per la primavera 2021, presenta una serie inedita di circa 80 lavori dedicati al tema dell’acquario (opere uniche, tempere su carta, tutte 46×60 cm).

Sostieni il progetto con una donazione: potrai ricevere il catalogo e le stampe limited edition firmate dall’artista, a tiratura 1/10, in una selezione di colori fluo. La tiratura è limitatissima: solo 7 soggetti individuati tra più di 80 tempere in mostra. Sarai invitato alla serata d’inaugurazione e il tuo nome comparirà nel catalogo tra i ringraziamenti ai sostenitori. Collegati alla piattaforma di crowdfunding Produzioni dal Basso, scopri il progetto nella sezione “Arte & Cultura”, fai scorrere la pagina e troverai le nostre ricompense.

Produzioni Dal Basso

 

LA MOSTRA

La mostra Pop Aquarium di Luca Bertasso è promossa dal Comune di Milano – Cultura, Acquario Civico di Milano in collaborazione con l’Associazione Culturale Art Company e si svolgerà nella primavera 2021 presso l’Acquario Civico di Milano.

Tra le sedi storiche più antiche d’Europa, l’Acquario Civico di Milano è situato tra il Castello Sforzesco e l’Arena, all’entrata di Parco Sempione. Un edificio liberty nato nel 1906, in occasione dell’Esposizione Internazionale di Milano, per festeggiare l’apertura del traforo.

Gli “Acquari” che Luca Bertasso ha realizzato dal 2009 al 2020, pur essendo densi di numerosi riferimenti letterari e storici, dai fregi dell’antica Mesopotamia, ai bestiari della letteratura medievale alle decorazioni scultoree di mostri scolpiti nelle cattedrali, ci parlano del nostro presente, denunciano la nostra frenetica condizione, la profonda crisi di valori cui assistiamo indifferenti.

Luca Bertasso è un pittore che fonde il classico col contemporaneo, un moderno amanuense, immerso nello sfrenato consumismo di questi nostri tempi. Il suo mondo è popolato da una nutrita folla di personaggi umani e animali: dal pesce col volto del giovane addobbato di piercing e occhiali da sole alla moda, per giungere a fantasiose anomalie e ibridazioni, miste a forme fantastiche provenienti da altri mondi. Un disordine disciplinato, che si declina in infinite e bizzarre combinazioni.

LE OPERE

Gli “Acquari” di Luca Bertasso sono schermi di TV Pop che metton in onda mondi fantastici popolati da pesci antropomorfi su fondi blu mare. Variopinti e grotteschi caleidoscopi, magici giochi alchemici, compilazioni enciclopediche barocche dipinte con maestria e coraggiosi accostamenti di colore. Uno stile bizantino, per la grande precisione formale, fondata sull’uso di ripetute stesure di colore e meticolose dorature e argentature dei contorni.

Un brulicare perfettamente scandito e per nulla confuso, che ricorda le fantasie fiamminghe di Hieronymus Bosch, includendo incubi poetici che vanno dagli studi sul medioevo fantastico di Jurgis Baltrusaitis ai manuali di zoologia immaginaria di Jorge Luis Borges e Margarita Guerrero, senza dimenticare l’ironia dei fumetti di Benito Jacovitti.

La dichiarazione best before o expiry date, ci ricorda che tutto è vacuità e dimostra quanto sia necessaria e urgente una presa di coscienza sul modo in cui operiamo nel nostro ambiente di vita e nella nostra folle corsa metropolitana quotidiana.

Luca Bertasso con la sua minuziosa tecnica pittorica, ci restituisce brillantemente una ricca mitologia urbana zeppa di rimandi esistenziali. Istantanee che raccontano il nostro vivere sfrenato, che ci portano a riflettere sul futuro del nostro pianeta.

Pesci surreali con tratti molto umani, stracarichi di elementi e di particolari, in un horror vacui che riflette i meccanismi di accumulo e straniamento della nostra società, che ci suggeriscono profonde riflessioni sull’arte del vivere.

INTERVISTA

Chi è Luca Bertasso?
Sono un pittore che dipinge quadri che vogliono essere unici, senza condizionamenti di stili e fuori dal coro. Un rinascimentale che produce immagini drammaticamente attuali.

Come nascono le tue opere?
A volte dai sogni. Altre volte da flash mentali. Oppure “rubo” da altri quadri o foto, come infatti sosteneva Picasso: “il genio ruba, il talento imita”. Il grottesco mi affascina, penso ai Capricci di Goya e ai ritratti grotteschi di Leonardo da Vinci.

 Quali sono i tre artisti che ami di più?
Picasso, l’ultimo “mostro” in occidente di cui apprezzo soprattutto la produzione degli anni ’20. Poi Rembrandt che nonostante le crescenti ristrettezze economiche si ostinò a creare quadri che i collezionisti non volevano più. Infine Botticelli, la prima grande rivelazione: 1986, Uffizi, avevo diciotto anni.

Sono oltre dieci anni che dipingi Acquari?
Ho iniziato diversi anni or sono, talvolta sono sul punto di chiudere, ma nuove immagini di umani che giocano con squali che sono cavalcati da algide playmate che sono minacciate da altri pesci con visi da bullo mi spuntano nella mente. E allora compro i tubetti di colore per far partire questa rutilante saga, una miscela di arte medievale e iniezioni di pop art, rinascimento, barocco e altre pazze derivazioni. E viaggiando a velocità proibite nell’autostrada assolata e deserta approdiamo a una spiaggia dove le onde di un oceano sconosciuto hanno lasciato sulla riva una genia di pesci che vorrebbero essere uomini e uomini che vorrebbero essere pesci.

DI COSA ABBIAMO BISOGNO

Il progetto della mostra è pronto, abbiamo già in mente l’allestimento e il catalogo.

Per la produzione della mostra, ovvero: catalogo, allestimento, ufficio stampa, pubblicità, comunicazione marketing e social media… e tutto ciò che renderà possibile, per chi verrà a vedere la mostra, di conoscere qualcosa di nuovo, di diverso, per poi vedere la realtà sotto un’altra prospettiva, abbiamo bisogno del vostro aiuto.

L’ARTISTA

Luca Bertasso , classe 1968. Vive tra Milano e New York.
Artista ormai riconosciuto e affermato sulla scena artistica italiana, viene considerato come una delle promesse dell’ultima generazione di pittori usciti negli anni Novanta. Colto, raffinato ed elegante, ma schivo e lontano dai clamori dei vernissage, lavora con coerenza nel suo studio per produrre complesse serie di lavori che utilizzano un linguaggio Pop riconoscibile per caratteri tecnici e tematici, dai colori acidi alle stesure uniformi, dalle relazioni cromatiche a contrasto ai profili netti, fino alla disseminazione di elementi numerici e di forme poetiche ibride.
I suoi soggetti sono delineati con pochi tratti decisi ed essenziali, con campiture accese e bidimensionali, secondo un predominante utilizzo del colore molto caratteristico del suo lavoro. Il disegno delle silhouette si affida a una linea di contorno importante, che ha origine formale nelle trame di Fernand Leger, portata ai suoi massimi risultati espressivi da Keith Haring e declinata qui in maniera molto originale grazie all’intervento, oltre al nero, di tinte squillanti, che diventano il profilo portante dell’opera.
Nella ricerca artistica di Luca Bertasso sono riscontrabili due linee espressive: da un lato la tipizzazione del soggetto, secondo i canoni espressamente Pop , dall’altra il gioco surreale magrittiano della sovrapposizione di diversi elementi, scritte, oggetti, numeri. Personaggi totalmente re-inventati, connotati dall’apparire di strani e sorprendenti elementi, dove l’umano si coniuga all’animale e l’inanimato assume aspetto antropomorfo in una continua metamorfosi surreale di forme e fisionomie, come nella serie “Acquari” che l’artista ha realizzato dal 2009 ad oggi.

Info mostra
Art Company
www.artcompanyitalia.com
artcompanyitalia@gmail.com

FB @artcompanyitalia
IG @artcompanyita

 

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New Media

L’OLFACTORY ART di Peter De Cupere

PETER DE CUPERE
Olfactory Portraits
a cura di Chiara Canali e Camilla Mineo

Parma, Ponte Nord
dal 6 aprile al 19 maggio 2019
Inaugurazione al pubblico sabato 6 aprile, ore 17

nell’ambito di
PARMA 360 Festival della creatività contemporanea

In occasione di PARMA 360 Festival della creatività contemporanea, l’artista belga Peter de Cupere presenta presso il Ponte Nord un progetto di arte olfattiva intitolato Olfactory Portraits, a cura di Chiara Canali e Camilla Mineo.

Instancabile sperimentatore e ideatore dell’Olfactory Art Manifest, da oltre 20 anni Peter de Cupere è un sostenitore prolifico e propositivo dell’arte olfattiva nel mondo realizzando più di 700 opere legate alla percezione olfattiva dei contesti sociali, culturali e ambientali.

Olfactory Portraits è un percorso olfattivo che si struttura in una sequenza di casse di legno per il trasporto di opere d’arte, di dimensioni differenti, che racchiudono dei profumi o degli odori. Ogni cassa presenta il proprio titolo che fa riferimento alla fragranza contenuta all’interno. Il titolo, in combinazione con l’odore, si relaziona a un certo contesto espressivo, a un oggetto o a una personalità. Per esempio è il caso dell’odore del mare, della nascita, della guerra, del fiato, della “merda d’artista”.

Ogni cassa da viaggio, con il profumo o l’odore al suo interno, diventa così un’opera d’arte. Ciò che infatti non viene considerato o detto è che un profumo o un odore possono anche essere un’opera d’arte, a seconda del contesto e della finalità per cui sono stati creati.

L’artista invita lo spettatore a partecipare direttamente e a immedesimarsi con la situazione creata, in quanto gli odori influiscono sul sistema limbico, l’insieme intricato di strutture cerebrali responsabili della nostra vita emotiva e della formazione dei nostri ricordi.

Cenni biografici di Peter de Cupere
Per 20 anni l’artista Peter de Cupere è stato un sostenitore prolifico e propositivo dell’arte olfattiva nel mondo. Ha realizzato più di 700 opere legate alla percezione olfattiva dei contesti sociali, culturali e ambientali.
Le sue opere sono state presentate in oltre 200 mostre in tutto il mondo. Ha tenuto conferenze da Berlino a New York e ha collaborato con varie istituzioni e aziende.
È docente presso la PXL-MAD School of Arts di Hasselt (BE). È il fondatore dell’Open Lab, dove insegna l’uso dei sensi: l’olfatto, il gusto e il tatto nel Senses Lab. Sta terminando la sua ricerca di dottorato presso la PXL-MAD School of Arts (BE), l’Università di Hasselt (BE) e la Libera Università di Bruxelles VUB (BE), e sta studiando l’uso dell’odore come contesto e / o concetto per l’opera d’arte. Il titolo della sua ricerca di dottorato è: “Quando il profumo fa vedere. Quando vedere produce profumo”.
È il fondatore di The Olfactory, un’organizzazione senza scopo di lucro per promuovere l’uso del profumo nell’arte e ha pubblicato di recente un libro di 472 pagine, che comprende oltre 500 opere d’arte e 22 immagini “scratch & sniff” (www.scentincontex.com).
Ha ricevuto l’Art and Olfaction Award per il suo contributo a promuovere l’uso del profumo nell’arte (Londra, aprile 2018), un premio annuale organizzato dall’Institute of Art and Olfaction di Los Angeles.
Info: http://www.peterdecupere.net

Parma 360 festival della creatività contemporanea
Giunto alla quarta edizione, PARMA 360 Festival della creatività contemporanea è il festival dedicato alla creatività contemporanea italiana e alla scena artistica emergente. Il ricco palinsesto di mostre ed eventi prevede gigantesche installazioni, pale pittoriche, sculture cinetiche, carte disegnate a mano, proiezioni multimediali, percorsi olfattivi e realtà aumentata.
Nella città che è stata designata Capitale italiana della Cultura per il 2020, il Festival PARMA 360 si pone l’obiettivo di promuovere e divulgare l’arte contemporanea e la creatività giovanile con iniziative che favoriscono la partecipazione e il coinvolgimento di un pubblico ampio ed eterogeneo, con particolare attenzione alle nuove generazioni e alle famiglie.
Alla base della progettualità di PARMA 360 ci sono inoltre i concetti di rigenerazione urbana e di rifunzionalizzazione degli spazi cittadini per un coinvolgimento attivo della cittadinanza. Il Festival, infatti, mette in rete e promuove il patrimonio artistico già esistente in un vero e proprio museo diffuso sul territorio, valorizzando attraverso l’arte contemporanea chiese sconsacrate, palazzi storici e spazi di archeologia industriale non sempre conosciuti dagli abitanti della città.
L’iniziativa, che vede la direzione artistica e la curatela di Camilla Mineo e Chiara Canali, è organizzata dalle associazioni 360° Creativity Events ed Art Company, con il sostegno del Comune di Parma e di un’ampia rete di partner pubblici e privati.

Info mostra:
PETER DE CUPERE
Olfactory Portraits
a cura di Chiara Canali e Camilla Mineo
PARMA, PONTE NORD | Viale Europa
Date                       6 aprile – 19 maggio 2019
Inaugurazione      sabato 6 aprile dalle 17 alle 24
Orari                     dal venerdì alla domenica, ore 11- 20
Aperture straordinarie: 22 aprile, 25 aprile, 1 maggio
Ingresso Libero

Info:
info@parma360Festival.it
www.parma360Festival.it

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Digitale Fotografia

Franco Fontana | Davide Coltro. TERRE PIANE

 

Franco Fontana | Davide Coltro
TERRE PIANE
a cura di Chiara Canali 

PARMA, Chiesa di S. Quirino
al 14 aprile al 3 giugno 2018
Inaugurazione al pubblico Sabato 14 aprile, ore 11

nell’ambito di

PARMA 360 Festival della creatività contemporanea

Tra i progetti di punta della terza edizione di PARMA 360 Festival della creatività contemporanea, la mostra Terre piane, a cura di Chiara Canali, allestita nella Chiesa di San Quirino, mette a confronto le ricerca del maestro della fotografia di paesaggio Franco Fontana (Modena, 1933) e dell’inventore del quadro elettronico Davide Coltro (Verona, 1967).

I due autori, pur nella specificità e unicità del loro linguaggio espressivo (la fotografia classica per Fontana e la pittura elettronica per Coltro) negli ultimi anni hanno indagato con costanza il paesaggio italiano soffermandosi in particolare sulle vedute orizzontali e zenitali. Elemento di continuità tra i due artisti, oltre all’utilizzo dell’elemento cromatico come valore primario e strutturale dell’immagine, è la costante presenza di una linea all’orizzonte, che rimane l’architettura fissa di una successione vorticosa di colori e forme, a testimoniare la vertigine dell’infinito di queste “Terre Piane” che connotano il paesaggio visivo della Pianura Padana.

Nello spazio ottagonale della chiesa si alternano una ventina di fotografie di Fontana che esaltano l’espressione astratta del colore e le strutture geometriche del paesaggio, e una decina di quadri elettronici di Coltro che trasmettono icone digitali del paesaggio in dissolvenza incrociata, perdendo la fissità iniziale dell’immagine fotografica e recuperando una dialettica di sovrapposizione che manifesta una diversa modalità di funzione visiva.

A partire dagli anni Sessanta, Fontana fotografa paesaggi, panorami, dettagli materici. Mettendo in discussione i codici del Neorealismo, allontanandosi dall’attenzione verso l’uomo e dalle suggestioni del bianco e nero, l’artista ridisegna la realtà attraverso il suo sguardo, ricercando una prospettiva diversa. Evidenziando particolari inattesi, inventando associazioni cromatiche, giocando con le geometrie, Fontana spinge la sperimentazione fotografica verso la modernità.

La sua fotografia sottolinea un dettaglio surreale, sceglie un punto di vista insolito, si amplia su uno spazioso panorama o si concentra su un piccolo particolare. Protagonisti di un’immagine possono essere un colore, un accostamento di toni, una porzione materica: a rendere significativa una fotografia non è solo la veridicità geografica ma anche l’abilità selettiva dell’autore che, fotografando, inventa soggettivamente la sua realtà. Il colore diventa rivelazione, linguaggio attraverso cui esprimere paesaggi puri, dell’anima.

I System di Coltro sono quadri elettronici che propongono un flusso visivo di icone digitali catturate dal mondo e direttamente trasmesse dallo studio dell’artista al fruitore via etere.

L’utente ha sulla parete, come un quadro, un terminale collegato con la centrale operata dall’artista, in modo che alla fruizione dell’immagine si aggiungono la novità, la sorpresa, la partecipazione a un flusso estetico potenzialmente illimitato.

L’analisi del paesaggio, attuato mediante la fotografia alla base delle immagini elettroniche, riprende consapevolmente il pittorialismo dei pionieri ma aggiornandolo all’oggi della storia dell’arte. La sua ricerca ripercorre luoghi e spazi della natura alla ricerca della “vertigine orizzontale” con immagini caratterizzate dal cosid­detto “colore medio”, risultante dalla media matematica di tutti gli elementi cromatici presenti all’interno di un’immagine. Le immagini della pianura sono ingrandite ed enfatizzate secondo un’intima metrica e un ritmo spaziale, connotate trasversalmente dal colore uniforme. La semplificazione trasfigurante di scenari di intatta bellezza rimanda alle suggestioni di un passaggio di pianura lentissimo, che trapassa dall’immobilità al movimento.

In occasione della mostra Terre Piane, Franco Fontana condurrà a Parma nelle date del 4-5-6 maggio 2018 un workshop fotografico il cui obiettivo è quello di stimolare i partecipanti a sviluppare la propria creatività individuale. Attraverso una serie di esercitazioni mirate ad approfondire i diversi aspetti che concorrono alla creazione dell’immagine fotografica, la percezione del colore, il controllo delle geometrie, il peso degli elementi nella struttura compositiva – ciascun partecipante sarà chiamato a esplorare il rapporto tra fotografia e realtà per trovare la propria particolare strada.

Tre giorni di workshop divisi in incontri in aula dalle ore 16:00 alle 19:00, e nelle mattinate successive, sessioni di scatto individuali; i risultati degli esercizi saranno esaminati il giorno successivo, da Franco Fontana, e discussi collettivamente in aula.

 

Cenni biografici di Franco Fontana

Franco Fontana nasce a Modena il 9 dicembre 1933. Comincia a fotografare nel 1961 dedicandosi a un’attività amatoriale.
La sua prima mostra personale è a Modena nel 1968 e data da quell’anno una svolta sostanziale nella sua ricerca. Nel 1976, la sua mostra personale presso l’Istituto di Storia dell’Arte dell’Università di Parma segna definitivamente la popolarità dell’autore.
Ha pubblicato oltre 60 libri con diverse edizioni italiane, giapponesi, francesi, tedesche, svizzere, americane e spagnole. Ha esposto in tutto il mondo in Gallerie e Musei con oltre 400 partecipazioni tra collettive e personali.
Le sue opere sono in oltre 50 collezioni di Musei in tutto il mondo fra i quali: International Museum of Photography “G.Eastman House” Rochester; The Museum of Fine Arts of Boston; Ludwig Museum, Colonia; Museum of Modern Art, Norman Oklahoma; National Gallery of Pechino, Cina; The Australian National Gallery, Melbourne; University of Texas, Austin USA; Stedelijk Museum, Amsterdam; Metropolitan Museum, Tokyo; Museé d’Art Moderne, Paris; Museo de Arte San Paolo – Brasile; Kunsthaus Museum, Zurigo, Svizzera; Maxxi, Roma
Tra i riconoscimenti e i premi:
1989 – Roma, Premio della Cultura – Presidenza del Consiglio dei Ministri.
1990 – Tokyo, Photographic Society of Japan – The 150 Years of Photography Photographer Award
1992 – Venezia, Premio fotografico Città di Venezia
1994 – Pisa, Premio Pisa per la Fotografia per il 650° anniversario della fondazione dell’Ateneo pisano
1995 – Torino, Premio FIAF – Maestro Fotografo Italiano per la sua attività a favore della fotografia e della FIAF
2004 – Modena – Onorificenza di Commendatore per meriti artistici della Repubblica
2014 – Modena, Socio onorario dell’Accademia nazionale di Scienze Lettere e Arti di Modena Ha firmato tantissime campagne pubblicitarie tra le quali: Fiat, Volkswagen, Ferrovie dello Stato, Sony, Volvo, Versace, Canon, Kodak, Snam, Robe di Kappa. Ha collaborato in redazionali con TIME-LIFE, VOGUE Usa e VOGUE France, Venerdì di Repubblica, Sette del Corriere della Sera, Panorama, Frankfurten Allgemeine, Epoca, Class, New York Times. Ha tenuto workshop e conferenze a NewYork per il Guggenheim Museum, Institute of Tecnology di Tokyo, Accademia di Bruxelles, Università di Toronto, poi Roma, Parigi, Arles, Rockport, Barcellona, Taipei e molte altre città. Ha collaborato con: Guggenheim Museum di NewYork, Centre Georges Pompidou, Ministero della Cultura Giapponese, Ministero della Cultura Francese.

 

Cenni biografici di Davide Coltro

Nato a Verona nel 1967 vive e lavora Milano.
Davide Coltro è l’inventore del quadro elettronico o System, un nuovo strumento espressivo o medium che utilizza le tecnologie di massa (schermi, trasmissione, elaborazione d’immagini) trasformandole in opera d’arte. I System sono assemblati in grandi installazioni che modificano la percezione stessa dei fruitori per le dimensioni che lo sovrastano e il caleidoscopico mutare che non permette di fissare l’impressione. Tra queste, la monumentale RES-PUBLICA I, presentata alla 54° Biennale di Venezia curata da Bice Currier nel 2011 che conclude una delle più importanti ricerche sul paesaggio italiano contemporaneo.
Vanta numerose partecipazioni a collettive prestigiose. Partecipa alla XIV Quadriennale di Roma del 2004 e sempre nello stesso anno viene selezionato da un vasto pubblico per la finale del Premio Cairo. Nel 2006 è stato invitato alla mostra internazionale di Pechino e Shangai “Natura e Metamorfosi” nell’ambito delle attività del Ministero degli Esteri in Cina.
I suoi quadri elettronici sono stati acquisiti da importanti collezioni pubbliche e private: Museo Palazzo Forti -Verona, Collezione VAF Stiftung – Francoforte, Panza di Biumo – Varese, Galleria Civica Ezio Mariani – Seregno, Collezione Unicredit – Milano; ed esposti in molti musei tra i quali: Museum of Modern Art – Mosca, Museo ZKM – Karlsruhe, Urban Planing Center – Shangai, Etagi Loft Project – San Pietroburgo, Centro Luigi Pecci – Prato, Collezione Farnesina – Roma, Museo di Arte Moderna e Contemporanea di Trento e Rovereto MART – Rovereto, Marca di Catanzaro – Galleria Civica di Trento.
Ha dato vita ad un gruppo, ispirato al termine anglosassone ON (acceso), composto da artisti che utilizzano la tecnologia e l’energia in diverse forme nella concezione, progettazione e realizzazione dell’opera.

 

Parma 360 festival della creatività contemporanea

Per il terzo anno consecutivo PARMA 360 Festival della creatività contemporanea anima la primavera culturale parmigiana con un ricco programma di mostre, iniziative ed eventi che mostrano uno sguardo a 360° sul sistema della creatività contemporanea italiana e un focus sulla creatività emergente. Dal 14 aprile al 3 giugno 2018, in diversi spazi istituzionali e privati della città, si svolgono mostre di pittura, fotografia, arte digitale, scultura alternate a concerti, performance e attività formative e laboratoriali che annoverano alcuni tra i nomi più rilevanti dell’arte contemporanea italiana, come Davide Coltro, Francesco Diluca, Franco Fontana, Giovanni Frangi, Pietro Geranzani, Carlo Mattioli, Ernesto Morales, Barbara Nati e Daniele Papuli.
Nella città che è stata designata Capitale italiana della Cultura per il 2020, il Festival PARMA 360 – uno dei 32 progetti del dossier di candidatura – ha il duplice obiettivo di recuperare la naturale vocazione culturale e artistica di Parma, facendone vivere in modo nuovo e sinergico gli spazi espositivi, e di sviluppare la comunità creativa del territorio attraverso l’arte, intesa come motore di crescita e trasformazione sociale. Alla base della progettualità di PARMA 360, ci sono inoltre i concetti di rigenerazione urbana e di rifunzionalizzazione degli spazi cittadini per un coinvolgimento attivo della cittadinanza.
Il Festival, infatti, mette in rete e promuove contemporaneamente il patrimonio artistico già esistente in un vero e proprio museo diffuso sul territorio, valorizzando attraverso l’arte contemporanea chiese sconsacrate, palazzi storici e spazi di archeologia industriale non sempre conosciuti dagli abitanti della città, come il gioiello storico dell’Ospedale Vecchio, le ex Chiese di San Quirino e San Tiburzio e l’area industriale dell’ex SCEDEP.
L’iniziativa, che vede la direzione artistica e la curatela di Camilla Mineo e Chiara Canali, è organizzata dalle associazioni 360° Creativity Events ed Art Company, con il sostegno del Comune di Parma e di “Parma, io ci sto!” e un’ampia rete di partner pubblici e privati.