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POP AQUARIUM di Luca Bertasso apre all’Acquario Civico di Milano

POP AQUARIUM
Luca Bertasso

Acquario Civico di Milano
Viale G. Gadio 2, Milano

Dal 4 giugno al 4 luglio 2021
Da martedì a domenica, ore 10 – 17.30 (ultimo ingresso ore 17, chiusura biglietteria ore 16.30)
Informazioni modalità d’accesso http://www.acquariodimilano.it
Biglietti acquistabili su: http://www.museicivicimilano.vivaticket.it

All’Acquario Civico di Milano apre il progetto espositivo dell’artista Luca Bertasso, intitolato Pop Aquarium, a cura di Chiara Canali e Antonella Mazza, organizzato da Art Company.
La mostra, promossa da Comune di Milano – Cultura e Acquario Civico, presenta una serie inedita di 100 tempere su carta dedicate al tema dell’acquario e allestite all’Acquario Civico di Milano, splendido edificio liberty situato all’entrata di Parco Sempione, tra il Castello Sforzesco e l’Arena, terzo Acquario più antico d’Europa.

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Gli “Acquari”, realizzati a partire dal 2012, costituiscono un vero e proprio repertorio visivo enciclopedico, che parte dalla lettera A e arriva alla Z per ricominciare dal numero 1 ed arrivare attualmente al 60. Pur essendo densi di numerosi riferimenti letterari e storici, dai fregi dell’antica Mesopotamia ai bestiari della letteratura medievale, dalle decorazioni scultoree di mostri scolpiti nelle cattedrali alle ibridazioni fantastiche dei fumetti, gli “Acquari” ci parlano del nostro presente, denunciano la nostra frenetica condizione, la profonda crisi di valori cui assistiamo indifferenti.

Luca Bertasso è un pittore che fonde il classico col contemporaneo, un moderno amanuense, immerso nello sfrenato consumismo di questi nostri tempi.
Gli “Acquari” di Luca Bertasso sono schermi di TV Pop che mettono in onda mondi fantastici popolati da pesci antropomorfi su fondi blu mare. Variopinti e grotteschi caleidoscopi, magici giochi alchemici, compilazioni enciclopediche barocche dipinte con maestria e coraggiosi accostamenti di colore. Uno stile bizantino, per la grande precisione formale, fondata sull’uso di ripetute stesure di colore e meticolose dorature e argentature dei contorni.

Un universo liquido, scandito da atmosfere noir o surreali, brulicante di creature ibride, con sembianze greche ed egiziane, che ricordano le fantasie fiamminghe di Hieronymus Bosch e gli incubi innocui di Heinrich Füssli, e che dichiarano il loro debito con gli studi di Jurgis Baltrušaitis e con le fantasie di Jorge Luis Borges.

La dichiarazione best before o expiry date, ci ricorda che tutto è vacuità e dimostra quanto sia necessaria e urgente una presa di coscienza sul modo in cui operiamo nel nostro ambiente di vita e nella nostra folle corsa metropolitana quotidiana.
Pesci surreali con tratti molto umani, stracarichi di elementi e di particolari, in un horror vacui che riflette i meccanismi di accumulo e straniamento della nostra società contemporanea e ci suggerisce profonde riflessioni sull’arte del vivere.

Così dichiara Chiara Canali nel suo testo critico: “Come Warhol, con la sua ottica fredda e distaccata, assume il modulo non solo a livello compositivo ma anche antropologico, così Bertasso utilizza l’elemento del modulo e lo rende un elemento multiplo e infinito, per descrivere una variegata fauna antropomorfa dove l’individuo si trasforma in uomo-massa, in uomo moltiplicato, intrappolato dal sistema produttivo all’interno di una condizione ormai stereotipata”.

Continua Antonella Mazza: “Gli Acquari sono radiografie della nostra interiorità, della nostra mente, della nostra anima, con tutti i vari personaggi che la popolano. Ed anche foto istantanee della nostra quotidianità, che denunciano il nostro vivere sfrenato e ci portano a riflettere sul futuro del nostro pianeta. L’allestimento con gli Acquari sottovuoto vuole lanciare un messaggio di difesa dell’ambiente e denunciare l’uso indiscriminato della plastica: lasciamola all’arte e togliamola dalla Natura.”

Energie rinnovabili e riduzione delle emissioni sono temi che condividiamo con passione con Fondazione SOS Planet di Amedeo Clavarino, impegnata al risveglio delle coscienze sulla necessità di diventare net CO2 neutrali entro il 2030 per salvare l’umanità dal surriscaldamento climatico.

La mostra sarà accompagnata da un catalogo edito da EMMEGI Contemporary, con prefazione di Filippo Del Corno, assessore alla cultura, Domenico Piraina, direttore dei musei scientifici di Milano e testi critici di Chiara Canali e Antonella Mazza.

Tutti i dettagli sul programma, le informazioni, i giorni e gli orari di apertura e le modalità d’accesso per i visitatori sono pubblicati sul sito web istituzionale: http://www.acquariodimilano.it

BIOGRAFIA
Luca Bertasso è nato a Torino nel 1968. Trasferitosi a Milano studia prima al Liceo Classico e poi all’Accademia di Belle Arti di Brera.
Ha esordito giovanissimo a Milano nel 1989 con una Personale presso la prestigiosa Compagnia del Disegno (Galleria dove terrà altre tre Personali con relativi cataloghi nel 1993, 2005 e 2010) presentato in catalogo da Giovanni Testori e Chiara Canali.
Nel 1995 vince il concorso che gli consente di realizzare un’importante personale con monogra-fia presso il Musée Municipal de Saint Paul de Vence. In seguito prende parte a diverse esposi-zioni personali e collettive e si trasferisce a New York. Dove, a fine anni Novanta, nasce l’idea dell’opera con data di scadenza a vista (“Expiry date” o “Best before” e successivamente una data collocata in un futuro del tutto casuale) come spiega anche Marco Meneguzzo in un brillan-te articolo pubblicato nel 2002 su “Abitare”. Idea che il pittore continua a portare avanti come personale e inossidabile “marchio di fabbrica”.
Finalista del Premio Celeste 2005, tra le numerose mostre personali si ricordano: Metrosexual, 2007, con introduzione in catalogo di Marco Meneguzzo presso la Galleria delle Battaglie di Bre-scia, Full Optional, 2008, nella Galleria milanese Bianca Maria Rizzi con prefazione in catalogo di Stefano Castelli e nel 2012, con catalogo a cura di Mauro Corradini, L’Acquario e gli archetipi di Luca Bertasso, presso la Galleria bresciana I Monaci sotto le stelle Arte Contemporanea.
Tra le numerosissime mostre collettive: nel 1997 presso la Casa dei Carraresi di Treviso Ritratti a Testori con catalogo a cura di Marco Goldin, nel 2008 al Liu Haisu Art Museum di Shanghai Masters of Brera con ampio catalogo a cura di Rolando Bellini, in collaborazione con la Galleria Bianca Maria Rizzi di Milano, le due collettive Senza mani! (2001) e Christmas Rodeo (2010) presso Antonio Colombo Arte Contemporanea di Milano. Nel 2012, infine Artquake – l’Arte della solidarietà, mostra collettiva a scopo benefico svoltasi a Reggio Emilia in favore delle popolazio-ni terremotate.
Artista ormai riconosciuto e affermato sulla scena artistica italiana, viene considerato come una delle promesse dell’ultima generazione di pittori usciti negli anni Novanta. Colto, raffinato ed elegante, ma schivo e lontano dai clamori dei vernissage, lavora con coerenza nel suo studio per produrre complesse serie di lavori che utilizzano un linguaggio Pop riconoscibile per caratteri tecnici e tematici, dai colori acidi alle stesure uniformi, dalle relazioni cromatiche a contrasto ai profili netti, fino alla disseminazione di elementi numerici e di forme poetiche ibride.
I suoi soggetti sono delineati con pochi tratti decisi ed essenziali, con campiture accese e bidi-mensionali, secondo un predominante utilizzo del colore molto caratteristico del suo lavoro. Il disegno delle silhouette si affida a una linea di contorno importante, che ha origine formale nelle trame di Fernand Leger, portata ai suoi massimi risultati espressivi da Keith Haring e declinata qui in maniera molto originale grazie all’intervento, oltre al nero, di tinte squillanti, che diventa-no il profilo portante dell’opera.
Nella ricerca artistica di Luca Bertasso sono riscontrabili due linee espressive: da un lato la tipiz-zazione del soggetto, secondo i canoni espressamente Pop, dall’altra il gioco surreale magrittia-no della sovrapposizione di diversi elementi, scritte, oggetti, numeri. Personaggi totalmente re-inventati, connotati dall’apparire di strani e sorprendenti elementi, dove l’umano si coniuga all’animale e l’inanimato assume aspetto antropomorfo in una continua metamorfosi surreale di forme e fisionomie, come nella serie “Acquari” che l’artista ha realizzato dal 2009 ad oggi.
Hanno scritto su di lui, tra gli altri:
Emilio Tadini, Flavio Arensi, Marco Meneguzzo, Mimmo Di Marzio, Gianluca Marziani, Chiara Ca-nali, Francesca Baboni, Viviana Siviero, Alessandro Riva, Simona, Bartolena, Marina Mojana.
Vive tra Milano e New York.

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Coordinate mostra:
Titolo POP AQUARIUM
Artista LUCA BERTASSO
a cura di Chiara Canali e Antonella Mazza
Sede Acquario Civico di Milano – Viale G. Gadio 2, Milano – M2 Lanza
tel 02 88 46 57 50
Apertura dal 4 giugno al 4 luglio 2021

Biglietti d’ingresso 5.00 euro intero, 3.00 euro ridotto, la visita alla mostra è compresa nel biglietto d’ingresso all’Acquario.
Orari martedì – domenica ore 10 – 17.30 (ultimo ingresso ore 17, con bigliet-to). Chiusura biglietteria ore 16:30. Lunedì chiuso

La prenotazione non è obbligatoria, ma fortemente consigliata per evi-tare attese. A causa dei limiti di capienza e del maggiore afflusso, il sabato, la domenica e nei giorni festivi, l’ingresso ai visitatori non preno-tati non può essere garantito.

Informazioni Acquario giorni e orari di apertura, modalità d’accesso
http://www.acquariodimilano.ithttp://www.instagram.com/acquariocivico.milano/

Prenotazione gratuita e biglietti acquistabili su:
http://www.museicivicimilano.vivaticket.it

Informazioni mostra:
Art Company
http://www.artcompanyitalia.com
artcompanyitalia@gmail.com

Ufficio Stampa – IBC Irma Bianchi Communication
tel. +39 02 8940 4694 – mob. +39 334 3015713
http://www.irmabianchi.itinfo@irmabianchi.it

Ufficio stampa Comune di Milano
Elena Conenna
elenamaria.conenna@comune.milano.it

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Limited Edition Pittura

Al via il crowdfunding per la mostra POP AQUARIUM di Luca Bertasso

Mostra promossa da Comune di Milano e Acquario Civico di Milano
in collaborazione con Associazione Culturale Art Company
a cura di Chiara Canali e Antonella Mazza.

Nella cornice dell’Acquario Civico di Milano, la mostra Pop Aquarium di Luca Bertasso, in programma per la primavera 2021, presenta una serie inedita di circa 80 lavori dedicati al tema dell’acquario (opere uniche, tempere su carta, tutte 46×60 cm).

Sostieni il progetto con una donazione: potrai ricevere il catalogo e le stampe limited edition firmate dall’artista, a tiratura 1/10, in una selezione di colori fluo. La tiratura è limitatissima: solo 7 soggetti individuati tra più di 80 tempere in mostra. Sarai invitato alla serata d’inaugurazione e il tuo nome comparirà nel catalogo tra i ringraziamenti ai sostenitori. Collegati alla piattaforma di crowdfunding Produzioni dal Basso, scopri il progetto nella sezione “Arte & Cultura”, fai scorrere la pagina e troverai le nostre ricompense.

Produzioni Dal Basso

 

LA MOSTRA

La mostra Pop Aquarium di Luca Bertasso è promossa dal Comune di Milano – Cultura, Acquario Civico di Milano in collaborazione con l’Associazione Culturale Art Company e si svolgerà nella primavera 2021 presso l’Acquario Civico di Milano.

Tra le sedi storiche più antiche d’Europa, l’Acquario Civico di Milano è situato tra il Castello Sforzesco e l’Arena, all’entrata di Parco Sempione. Un edificio liberty nato nel 1906, in occasione dell’Esposizione Internazionale di Milano, per festeggiare l’apertura del traforo.

Gli “Acquari” che Luca Bertasso ha realizzato dal 2009 al 2020, pur essendo densi di numerosi riferimenti letterari e storici, dai fregi dell’antica Mesopotamia, ai bestiari della letteratura medievale alle decorazioni scultoree di mostri scolpiti nelle cattedrali, ci parlano del nostro presente, denunciano la nostra frenetica condizione, la profonda crisi di valori cui assistiamo indifferenti.

Luca Bertasso è un pittore che fonde il classico col contemporaneo, un moderno amanuense, immerso nello sfrenato consumismo di questi nostri tempi. Il suo mondo è popolato da una nutrita folla di personaggi umani e animali: dal pesce col volto del giovane addobbato di piercing e occhiali da sole alla moda, per giungere a fantasiose anomalie e ibridazioni, miste a forme fantastiche provenienti da altri mondi. Un disordine disciplinato, che si declina in infinite e bizzarre combinazioni.

LE OPERE

Gli “Acquari” di Luca Bertasso sono schermi di TV Pop che metton in onda mondi fantastici popolati da pesci antropomorfi su fondi blu mare. Variopinti e grotteschi caleidoscopi, magici giochi alchemici, compilazioni enciclopediche barocche dipinte con maestria e coraggiosi accostamenti di colore. Uno stile bizantino, per la grande precisione formale, fondata sull’uso di ripetute stesure di colore e meticolose dorature e argentature dei contorni.

Un brulicare perfettamente scandito e per nulla confuso, che ricorda le fantasie fiamminghe di Hieronymus Bosch, includendo incubi poetici che vanno dagli studi sul medioevo fantastico di Jurgis Baltrusaitis ai manuali di zoologia immaginaria di Jorge Luis Borges e Margarita Guerrero, senza dimenticare l’ironia dei fumetti di Benito Jacovitti.

La dichiarazione best before o expiry date, ci ricorda che tutto è vacuità e dimostra quanto sia necessaria e urgente una presa di coscienza sul modo in cui operiamo nel nostro ambiente di vita e nella nostra folle corsa metropolitana quotidiana.

Luca Bertasso con la sua minuziosa tecnica pittorica, ci restituisce brillantemente una ricca mitologia urbana zeppa di rimandi esistenziali. Istantanee che raccontano il nostro vivere sfrenato, che ci portano a riflettere sul futuro del nostro pianeta.

Pesci surreali con tratti molto umani, stracarichi di elementi e di particolari, in un horror vacui che riflette i meccanismi di accumulo e straniamento della nostra società, che ci suggeriscono profonde riflessioni sull’arte del vivere.

INTERVISTA

Chi è Luca Bertasso?
Sono un pittore che dipinge quadri che vogliono essere unici, senza condizionamenti di stili e fuori dal coro. Un rinascimentale che produce immagini drammaticamente attuali.

Come nascono le tue opere?
A volte dai sogni. Altre volte da flash mentali. Oppure “rubo” da altri quadri o foto, come infatti sosteneva Picasso: “il genio ruba, il talento imita”. Il grottesco mi affascina, penso ai Capricci di Goya e ai ritratti grotteschi di Leonardo da Vinci.

 Quali sono i tre artisti che ami di più?
Picasso, l’ultimo “mostro” in occidente di cui apprezzo soprattutto la produzione degli anni ’20. Poi Rembrandt che nonostante le crescenti ristrettezze economiche si ostinò a creare quadri che i collezionisti non volevano più. Infine Botticelli, la prima grande rivelazione: 1986, Uffizi, avevo diciotto anni.

Sono oltre dieci anni che dipingi Acquari?
Ho iniziato diversi anni or sono, talvolta sono sul punto di chiudere, ma nuove immagini di umani che giocano con squali che sono cavalcati da algide playmate che sono minacciate da altri pesci con visi da bullo mi spuntano nella mente. E allora compro i tubetti di colore per far partire questa rutilante saga, una miscela di arte medievale e iniezioni di pop art, rinascimento, barocco e altre pazze derivazioni. E viaggiando a velocità proibite nell’autostrada assolata e deserta approdiamo a una spiaggia dove le onde di un oceano sconosciuto hanno lasciato sulla riva una genia di pesci che vorrebbero essere uomini e uomini che vorrebbero essere pesci.

DI COSA ABBIAMO BISOGNO

Il progetto della mostra è pronto, abbiamo già in mente l’allestimento e il catalogo.

Per la produzione della mostra, ovvero: catalogo, allestimento, ufficio stampa, pubblicità, comunicazione marketing e social media… e tutto ciò che renderà possibile, per chi verrà a vedere la mostra, di conoscere qualcosa di nuovo, di diverso, per poi vedere la realtà sotto un’altra prospettiva, abbiamo bisogno del vostro aiuto.

L’ARTISTA

Luca Bertasso , classe 1968. Vive tra Milano e New York.
Artista ormai riconosciuto e affermato sulla scena artistica italiana, viene considerato come una delle promesse dell’ultima generazione di pittori usciti negli anni Novanta. Colto, raffinato ed elegante, ma schivo e lontano dai clamori dei vernissage, lavora con coerenza nel suo studio per produrre complesse serie di lavori che utilizzano un linguaggio Pop riconoscibile per caratteri tecnici e tematici, dai colori acidi alle stesure uniformi, dalle relazioni cromatiche a contrasto ai profili netti, fino alla disseminazione di elementi numerici e di forme poetiche ibride.
I suoi soggetti sono delineati con pochi tratti decisi ed essenziali, con campiture accese e bidimensionali, secondo un predominante utilizzo del colore molto caratteristico del suo lavoro. Il disegno delle silhouette si affida a una linea di contorno importante, che ha origine formale nelle trame di Fernand Leger, portata ai suoi massimi risultati espressivi da Keith Haring e declinata qui in maniera molto originale grazie all’intervento, oltre al nero, di tinte squillanti, che diventano il profilo portante dell’opera.
Nella ricerca artistica di Luca Bertasso sono riscontrabili due linee espressive: da un lato la tipizzazione del soggetto, secondo i canoni espressamente Pop , dall’altra il gioco surreale magrittiano della sovrapposizione di diversi elementi, scritte, oggetti, numeri. Personaggi totalmente re-inventati, connotati dall’apparire di strani e sorprendenti elementi, dove l’umano si coniuga all’animale e l’inanimato assume aspetto antropomorfo in una continua metamorfosi surreale di forme e fisionomie, come nella serie “Acquari” che l’artista ha realizzato dal 2009 ad oggi.

Info mostra
Art Company
www.artcompanyitalia.com
artcompanyitalia@gmail.com

FB @artcompanyitalia
IG @artcompanyita

 

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Digitale Fotografia

Lia Pascaniuc. VITA LIQUIDA

Lia Pascaniuc
VITA LIQUIDA
A cura di Chiara Canali
 

ACQUARIO CIVICO, Viale G.B. Gadio 2, Milano
25 novembre 2015 – 10 gennaio 2016

Inaugurazione 24 novembre ore 18.00

Nella cornice dell’Acquario Civico di Milano, tra i più antichi d’Europa, si inaugura la mostra “Lia Pascaniuc. Vita Liquida” progetto espositivo dedicato al tema dell’acqua da diversi punti di vista: come risorsa idrica vitale per tutto il Pianeta, come habitat naturale per gli esseri viventi e come elemento fisico le cui trasformazioni condizionano l’equilibrio tra uomo e vita terracquea.

La mostra, a cura di Chiara Canali, è promossa dal Comune di Milano – Cultura, Acquario Civico di Milano in collaborazione con l’Associazione Culturale Art Company e con il patrocinio del Consolato Romeno, fa parte di Expo in città, il palinsesto di iniziative che ha accompagnato la vita culturale milanese durante EXPO 2015 e si svolge in concomitanza con COP 21 Paris, il Forum della Innovazione Sostenibile, che si svolgerà in dicembre a Parigi, che rifletterà quest’anno sui cambiamenti climatici.

Allieva del fotografo Franco Fontana, Lia Pascaniuc è un’artista romena che, a partire dall’indagine del medium fotografico, si rivolge a linguaggi contemporanei come il light box, il video, la scultura, le nuove tecnologie multimediali per indagare tematiche connesse alla sostenibilità ambientale e alle emergenze dell’odierna società liquida.

Attraverso la ricerca nell’ambito dei nuovi media e, in particolare, attraverso l’uso di tecnologie ologrammatiche, touch e interattive, lo spettatore è chiamato a scoprire lo stato dell’acqua corrispondente al proprio tocco personale, sensibilizzandosi ai temi della tutela qualitativa e quantitativa delle risorse idriche e del rispetto ambientale.

Influenzata dalle parole e dal pensiero di Zygmunt Bauman che definisce “modernità liquida” la nostra condizione attuale per la transitorietà e l’insicurezza dei rapporti, l’artista ha dato avvio a un progetto in divenire, intitolato “Vita Liquida”, che indaga la vita acquatica da una prospettiva estetica, ma anche etica.

In queste opere l’acqua è paradossalmente assente e l’inquadratura, interamente oscurata attraverso particolari banchi ottici, lascia il campo alla vita delle creature marine, nel vuoto più assoluto di una spazialità condivisa. Le fotografie di questa serie, eseguite analogicamente all’interno del set di un acquario artificiosamente deprivato dell’acqua, si concentrano unicamente sulle forme e le cromie dei pesci, che spiccano dal buio più assoluto dello sfondo. La sottrazione di liquidi, che esalta ancor di più le tonalità accese e variopinte degli esseri acquatici, diventa metafora di una sensazione di vuoto, incertezza, mutevolezza e instabilità, che viene approfondita nella serie dedicata ai cambiamenti climatici.

La qualità di vita dell’uomo viene interpretata dall’artista come qualità dell’acqua delle aree fluviali, marine e glaciali, in quanto ognuna di loro, nella sua specificità, concorre a definire, in maniera più o meno diretta, la qualità della vita dell’uomo. Fondamentale è il ruolo rivestito dall’acqua nella conservazione degli equilibri ecologici e territoriali, nella qualità del paesaggio, nella tutela della qualità della vita e della salute. Le condizioni di vita umana dipendono direttamente da quelle dell’ecosistema territoriale in cui si vive, pertanto è necessario proteggere e preservare l’ambiente per assicurare una qualità di vita degna e sostenibile per le generazioni attuali e future.

Nella sezione dedicata al “Global Warming” allestita nel Giardino d’Inverno Lia Pascaniuc presenta una serie di scatti sul ritiro dei ghiacciai in Argentina e Islanda, presentando delle vedute algide e contrastate, rese ancora più luminose dall’utilizzo dei light box, con ampie zone nere a testimoniare un’assenza di vita e un silenzio quasi metafisico, grave e profondo, metafora delle preoccupanti conseguenze della fusione dei ghiacciai. All’interno di questa sezione compare anche un’opera a bassorilievo che unisce assieme fotografia e scultura. Si tratta de “I migranti ambientali”, fotografia da cui fuoriesce la testa prominente di un narvalo che, con il suo dente d’oro, mitologico, proteso nello spazio espositivo, costituisce una riflessione sulla ricerca per questi esseri di una nuova terra incontaminata da abitare.

Nelle vetrine all’interno del percorso dell’acquario sono invece conservate alcuni piccoli scatti fotografici dedicati ai cicli “Luce Liquida” e “Aurora Light” dove l’acqua è assoluta protagonista delle opere in forma gassosa, liquida e solidificata in ghiaccio, “sostanza primordiale da cui scaturiscono tutte le forme” (Mircea Eliade), struttura visivo-formale declinata in differenti texture cromatiche e pattern geometrici che rimandano alla varietà dei passaggi e degli stati in cui è presente in natura.

Nel percorso espositivo è presente una sezione dedicata alle “Trasformazioni irreversibili” dove la trasformazione dei paesaggi naturali è condizionata sia dalla mano dell’uomo che li antropizza che dall’emergenza legata al surriscaldamento del globo. Il comportamento dell’uomo nell’ambiente ha un impatto irreversibile oltre l’emergenza del clima e il risultato di questi processi è un radicale cambiamento di stato.

Nella stanza video al piano terra è proiettata la video-installazione: “Wall Street”, riflessione sulla attuale crisi finanziaria che viene incarnata nell’immaginario comune dalla voracità di uno squalo che gira insistentemente su se stesso dopo aver predato le acque che lo circondano.

Nel piano interrato sarà presente una sezione dedicata alle ricerche sulle tecnologie olografiche di cui l’artista si avvale grazie a particolari supporti con vetro inclinato come strumento di trasmissione delle immagini. In queste sculture, che presentano al loro interno dei video in 3D con le immagini in movimento di pesci chirurgo, color giallo fosforescente o di meduse iridescenti fluttuanti nel vuoto, la fluidità della visione tridimensionale balza al di fuori della scultura e si proietta nello spazio, destando nello spettatore un senso di instabilità e vertigine.

In quest’area sarà esposto anche il progetto multimediale “Frequenza” che consiste in una scultura olografica con predisposizione interattiva che permette allo spettatore di poter interagire attivamente con l’esperienza video-fotografica trasmessa sullo schermo attraverso tecnologie touch. L’opera indaga il concetto di interattività e compartecipazione multisensoriale dello spettatore e lo rende visivamente presente attraverso l’immagine di un mare in calma piatta, una tavola blu che viene attivata dall’interazione dello spettatore.

Appena lo spettatore tocca lo schermo, un sensore rileva il tatto e lo trasmette ad un software che genera effetti visivi differenti, a seconda della frequenza e dell’intensità del contatto.

A chiusura della mostra verrà realizzata, in collaborazione la startup innovativa Bepart – the Public Imagination Movement, un’opera permanente di realtà aumentata che potrà essere visibile nell’etere (nel raggio di 1 Km dal sito dell’Acquario) scaricando l’app gratuita Bepart, disponibile per Android e iOS.

La mostra è accompagnata da un catalogo edito da Silvana Editoriale che presenta sia le riproduzioni delle opere esposte all’Acquario, e contributi di: Chiara Canali, curatrice della mostra; Nicoletta Ancona, conservatore dell’Acquario Civico; Andrea Dall’Asta S.I., direttore della Galleria San Fedele di Milano; Enrico Mattei, critico d’arte e curatore; Antonella Guidazzoli, responsabile del Visual information Technology Lab Cineca di Bologna.

 

Cenni Biografici

Lia Pascaniuc, classe 1981, studia arti e mestieri in Romania per proseguire poi dal 1998 gli studi a Torino. Segue da assistente il maestro Franco Fontana nel workshop di fotografia presso il Politecnico di Torino.
La natura è un’ispirazione costante, che si arricchisce durante i numerosi viaggi documentati e catalogati. La fotografia creativa e sperimentale è il principale mezzo espressivo. Realizza anche istallazioni site-specific di vario genere attraverso le quali altera ed esalta spazi e contesti utilizzando le nuove tecnologie.
Tra le principali esposizioni: ad ottobre 2015 presenta il lavoro Frequenza ad ArtVerona selezionata negli spazi indipendenti a cura di Cristian Seganfreddo; nel luglio 2015 espone nel progetto Infra terra presso la galleria Barbara Paci, Pietrasanta mentre in occasione della decima edizione di Fotografia Europea, il festival internazionale di fotografia dedicato quest’anno al tema “Effetto Terra”, Lia Pascaniuc partecipa al Circuito Off con la mostra Liquid Landscape, allestita negli spazi della galleria RezArte Contemporanea di Reggio Emilia.
A gennaio 2015 ha presentato il progetto personale Liquid presso SetUp Art Fair a Bologna; ha partecipato al progetto collettivo Memorie di equilibrio, Water & land grabbing, presso la Galleria AMYD Arte, Milano e nel progetto inserito al Festival della Scienza di Genova, ed è risultata finalista del Contest Milano Città Mondo, presso la Fabbrica del Vapore di Milano; nel 2013 è selezionata dalla curatrice Chiara Canali all’interno del Premio Artivisive San Fedele e partecipa a BAM ON TOUR 2013 – Biennale d’arte moderna e contemporanea del Piemonte, a cura di Edoardo di Mauro; nel 2012 viene invitata a far parte della collettiva The River Thames – The Great Wall – Embrace the World presso la Barbican Gallery di Londra ed espone ad H.OPE ART alla Reggia di Venaria (Torino).
Nel 2011 partecipa alla collettiva Sweet ItalyBunga Bunga Republic, presso la Galleria Abnormals, Berlino.
Nel 2010 è finalista del Premio Arte Laguna presso le Tese di San Cristoforo Arsenale, Venezia.
Le sue opere fanno parte delle collezioni permanenti della Forever Olympic Art Center Beijing (China), della Galleria Civica del Museo di Modena e del Florean Contemporary Art Museum (Romania) oltre che di numerosi collezionisti privati.

 

COORDINATE MOSTRA

Lia Pascaniuc. VITA LIQUIDA
25 novembre 2015 – 10 gennaio 2016
Acquario Civico di Milano, Viale Gadio 2 – M2 Lanza
inaugurazione 24 novembre ore 18.00
Orari da martedì a domenica 9.00 – 17.30 (ultimo ingresso 30 minuti prima della chiusura)
Lunedì chiuso
Ingresso mostra con Biglietto Acquario: intero 5 €, ridotto 3 €
Info Tel. +39 02 88 46 57 50 – www.acquariocivicomilano.eu

Ufficio stampa Comune di Milano
Elena Conenna
elenamaria.conenna@comune.milano.it

Ufficio stampa mostra
Spacenomore
http://www.spacenomore.com
info@spacenomore.com